[Brano tratto da "San Giuseppe - Mese in suo onore" di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Messanae, 30 - 9 - 1962 Can. Pantaleon Minutoli Pr. V. G.]
La purezza è necessaria all'anima ed è anche utile al corpo. L'immoralità è la rovina dell'anima e del corpo.
Un giovane si era dato ai vizi ed in breve perdette la fede e la salute. Fu ricoverato nell'ospedale.
Una Suora si accorse che l'infermo era lontano da Dio e cercò la via per fare breccia nel cuore di lui. Il giovane alle amorose cure rispondeva con parole beffarde. Ma la Suora, fiduciosa nella conversione, non si stancava di dire la buona parola e di pregare. Le venne l'ispirazione di affidare l'impresa a S. Giuseppe.
Un pomeriggio l'infermo si era levato da letto e passeggiava all'aperto. Ad un tratto senti una forte commozione ed avvertì nuove idee nella mente: Vita futura... inferno... Paradiso... Il suo animo era in tempesta. San Giuseppe, pregato dalla Suora, in quel momento agiva nel suo cuore.
Fu tale l'impressione, che l'infermo volle il Cappellano dell'ospedale e gli disse: Per carità, dia un poco di pace all'anima mia! - Fu esortato a confessarsi.
L'indomani mattina il peccatore era ai piedi del Confessore, per detestare le sue colpe e riceverne l'assoluzione. Sentì il dovere di ringraziare San Giuseppe per la grazia dell'anima ed anche della salute, che subito riacquistò.