giovedì 30 ottobre 2014

Perdere Dio per sempre

Riporto alcuni brani di una lettera che scrissi tempo fa a una signora.

Carissima in Cristo,
                                Sant'Alfonso Maria de Liguori la pensava come te al riguardo del purgatorio, ossia che è raro che un'anima morta in grazia di Dio vada direttamente in Paradiso. Per presentarsi al cospetto di Dio bisogna essere interamente candidi, pertanto bisogna purificare o in questa vita o nel purgatorio ogni piccola macchia veniale.

Hai ragione quando dici che le vecchie con lo smalto e il rossetto sono ridicole, anche Don Giuseppe Tomaselli diceva più o meno lo stesso. A dir la verità anche le giovani che usano quelle cose sono da compatire, poiché smalti e rossetti sono inutili vanità che non giovano all'anima.

Per quanto riguarda la tua vicina di casa defunta, dobbiamo sperare che prima di morire abbia fatto un atto di contrizione perfetto. Ne “Le glorie di Maria”, Sant'Alfonso narra di una donna molto peccaminosa che morì senza ricevere i sacramenti poiché viveva emarginata dal paese. Da quelle parti c'era una pia suora che pregava sempre per coloro che morivano, ma non volle pregare per quella vecchietta perché la considerava dannata. Un giorno la defunta le apparve e le chiese di pregare per lei che stava patendo in purgatorio. La suora le domandò come avesse fatto a salvarsi, dopo quella vita peccaminosa che aveva condotto. L'anima defunta le disse che poco prima di morire, avendo compreso che ormai la fine era imminente e che moriva abbandonata da tutti, si rivolse con fiducia alla Beata Vergine Maria, la nostra Mamma del Cielo che non ci abbandona mai. La Madonna le ottenne la grazia di fare un atto di contrizione perfetto, cioè di pentirsi di tutti i peccati mortali commessi, con i quali aveva offeso Dio che è tanto buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. E così si è salvata eternamente.

Se non dobbiamo disperarci quando muore una persona “poco praticante”, non dobbiamo però neanche illuderci che tutti vadano automaticamente in paradiso. Sant'Alfonso scrisse una predica nella quale raccontava come muoiono gli uomini di mondo. Anche lui si lamentava del fatto che quando muore qualcuno, in genere si dice che se ne è andato in Cielo, ma Sant'Alfonso ribatteva che il defunto è andato in Cielo solo se lo meritava. Ecco quel che diceva: “Di ognuno che muore, si suole dire: è andato in Paradiso. È andato in Paradiso, se meritava il Paradiso; ma se meritava l’inferno? […] Tutti vanno in Paradiso? Oh quanti pochi ci vanno!” e in un altro scritto diceva: “Si pensa ad accumulare ricchezze, si pensa a banchettare, a festeggiare, a darsi al bel tempo: e Dio non si serve, ed a salvar l'anima non si pensa, e il fine eterno si tiene per bagattella! E così la maggior parte dei cristiani, banchettando, cantando e sonando se ne va all'inferno. Oh se essi sapessero che vuol dire inferno!”

Fai molto bene a non frequentare più quei siti “pessimisti” che raccontano principalmente cose brutte, e fanno venire lo sconforto. In tempo di guerra questo atteggiamento viene definito “disfattismo”. Santa Teresa d'Avila diceva che le persone malinconiche, pessimiste e tristi sono la peste dei monasteri. Ciò in qualche modo è valido anche per i fedeli laici. È falso dire che tutto va bene, ma non bisogna cadere in una sorta di pessimismo senza speranza. È giusto criticare il male (l'eresia, la rilassatezza, lo scandalo, ecc.), anche i santi facevano lo stesso, ma lo facevano in modo cristiano, cioè con la speranza, la fiducia in Dio, senza odio per i nemici. Pensiamo all'eroico Sant'Atanasio. Egli visse in un periodo difficile come il nostro; allora andava di moda l'eresia ariana che negava la divinità di Cristo. Purtroppo molti fedeli, sacerdoti e vescovi aderirono all'arianesimo. Ma Sant'Atanasio resistette col coraggio di un leone, e alla fine la Verità prevalse e l'arianesimo disparve. Questi sono tempi difficili, ma noi con il sacramento della Cresima siamo diventati soldati di Gesù Cristo, cioè abbiamo ricevuto in maniera abbondante il dono dello Spirito santo che ci dà la forza di combattere la buona battaglia spirituale e di non arrenderci mai, come i soldati valorosi non fuggono di fronte al nemico, ma lo combattono con ardore. I nostri nemici sono il demonio, il mondo (gli scandali degli altri uomini), e la carne (le passioni interne). Questa è la nostra battaglia, e se saremo valorosi e fedeli fino alla morte, potremo finalmente vivere per sempre insieme al nostro amato Re, Gesù Cristo, che è l'unico fine della nostra vita. Siamo su questa terra solo per salvarci l'anima, tutto il resto è secondario. A che serve avere costosi vestiti firmati, gioielli preziosi, auto lussuose, barche, ville, soldi e successo, se poi si perde l'anima? Dio è stato particolarmente buono con noi, perché ci ha fatto comprendere queste cose, ma noi adesso dobbiamo amarlo più degli altri. Che ce ne importa se i mondani ci considerano dei pazzi? La vera pazzia è amare i beni materiali come se fossero divinità, e offendere Dio con il peccato.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Corde Matris

Cordialiter

domenica 26 ottobre 2014

Colei che sconfiggerà l'eresia modernista

Nella Chiesa Cattolica è legittimo avere delle sensibilità diverse, purché non siano in contrasto con la Dottrina di sempre. Pensiamo ad esempio ai riti liturgici delle Chiese orientali, i quali sono perfettamente legittimi e ortodossi, anche se molto diversi dai riti latini.

Il modernismo invece è una vera e propria religione a sé stante, con i propri dogmi e la propria teologia morale. Chi non è d'accordo con questa mia affermazione significa che ritiene legittimo che all'interno della Chiesa ci possa essere qualcuno che sostenga anche una sola eresia. Del resto, anche il Codice di Diritto Canonico commina la pena della scomunica “automatica” (nel gergo canonico si dice “latae sententiae”) a quei cattolici che abbracciano in maniera pervicace una dottrina eterodossa.

Ecco una serie di dottrine eretiche professate dai modernisti:

- i dogmi possono cambiare in base alle mutate condizioni culturali
- tutte le religioni sono uguali
- Gesù non è l'unico Salvatore del mondo
- Gesù non è risorto corporalmente, ma solo spiritualmente
- Gesù è presente solo simbolicamente nel Santissimo Sacramento
- Gesù non sapeva di essere Dio
- Gesù non sapeva che sarebbe morto in croce
- la Messa non è la rinnovazione incruenta del Santo Sacrificio di Cristo
- il Papa non è mai infallibile
- la Madonna non fu sempre vergine, ma ebbe altri figli
- Adamo ed Eva non furono i soli “primi” esseri umani
- i testi originali della Sacra Scrittura possono contenere delle bugie
- l'inferno non è eterno
- il diavolo non esiste
- il purgatorio è un'invenzione medievale
- le donne possono ricevere validamente l'ordine sacro
- nessuno può dannarsi, perché Dio è infinitamente misericordioso
- coloro che hanno l'opzione preferenziale per il bene, non peccano mai mortalmente
- i divorziati che si risposano con un altro coniuge non commettono adulterio
- le convivenze prematrimoniali hanno un valore presacramentale
- gli anticoncezionali sono moralmente leciti
- anche le coppie omosessuali sono bene accette da Dio
- è inutile confessare i peccati al sacerdote, poiché tanto Dio li conosce già

Questi sono solo alcuni dei gravi errori riguardanti la fede e la morale che dilagano tra i fedeli. Viene voglia di piangere se si pensa al grave danno spirituale che subiscono le anime. Maledetta eresia modernista! Aveva ragione San Pio X a definirla “la sintesi di tutte le eresie”. Non dobbiamo arrenderci, poiché Gesù ha promesso che le porte dell'inferno non prevarranno sulla Chiesa. Non ci rimane che pregare e rifugiarci sotto il presidio della Beata Vergine Maria, nostra Sovrana e Condottiera di tutte le vittorie. La Regina dell'Universo ci ha promesso che alla fine il suo Cuore Immacolato trionferà!

venerdì 10 ottobre 2014

Madre di tutti gli uomini

La Chiesa onora con particolarissima venerazione la Vergine SS., capolavoro della creazione, Madre di Dio, corredentrice del genere umano, mediatrice di grazie, madre di tutti gli uomini e madre sua amorosissima. [...] è salutare assai il far conoscere e amare Maria SS:, perchè la devozione viva e ardente verso una Mamma così grande, è segreto infallibile di vita cristiana e di eterna salvezza.

[Citazione tratta da "Slanci di amore", di don Dolindo Ruotolo].

mercoledì 8 ottobre 2014

Sconfiggere la tristezza

Tempo fa mi ha scritto una persona bisognosa di parole di conforto che l'incoraggino nella vita spirituale.

Ciao, sono una ragazza di 38 anni, mi chiamo [...] e sto cercando qualcuno che mi dia gentilmente consigli, indicazioni: tante volte ho respinto la Grazia per la mia fragile vocazione per motivi familiari e ora mi ritrovo confusa, inquieta e delle volte mi sento così triste!!!!!

Or ora sto scrivendo col cuore gonfio di tristezza e non so cosa fare, come comportarmi, anche perché sto anche vivendo un brutto periodo: non soltanto sento di aver poca fede ma anche io e i miei cari stiamo vivendo brutti momenti [...].

Che Dio ci dia la forza di superare tutto ciò!!....

Per favore, attendo con fiducia una vostra risposta.


Carissima sorella in Cristo,
                                             in privato ti ho inviato una lunga lettera di conforto per la tua anima, perché mi dispiace sapere che hai il cuore gonfio di tristezza. Quando ci sentiamo abbattuti, la cosa migliore che possiamo fare è di rifugiarci nelle mani di Dio che è in grado di confortarci pienamente. I santi in mezzo a tante tribolazioni di ogni specie trovavano conforto abbandonandosi all'amore misericordioso della Santissima Trinità.

Quando ti senti triste e hai bisogno di qualcuno con cui parlare di rincuoranti argomenti spirituali, non esitare a scrivermi. Non preoccuparti, per me non è un disturbo, anzi è una gioia poter parlare di cose devote e virtuose. San Francesco di Sales consigliava ai secolari di coltivare amicizie spirituali, perché in questo modo "il delizioso balsamo della devozione si effonde da un cuore all'altro con una comunicazione ininterrotta, di modo che si può veramente dire che Dio ha effuso la sua benedizione e la sua vita su simile amicizia per i secoli dei secoli." (Filotea, ed. Paoline).

Nei momenti di sconforto dobbiamo ricordarci che in questa valle di lacrime siamo solo di passaggio e che presto la nostra vita terminerà. E se saremo stati fedeli a Gesù buono, potremo finalmente vivere nel gaudio per tutta l'eternità. Diceva San Francesco: "Tanto è ciò che mi aspetto, che ogni pena mi è diletto".

Inoltre se accettiamo con gioia o almeno con rassegnazione le sofferenze di ogni giorno, possiamo offrirle a Dio per la conversione delle anime redente dal Sangue di Cristo. Coraggio, non ti demoralizzare, Gesù e Maria non ti abbandoneranno mai. Restiamo uniti nella preghiera e se vuoi anche con le lettere.

Approfitto dell'occasione per salutarti fraternamente in Cristo Re e Maria Corredentrice del genere umano,

Cordialiter

lunedì 6 ottobre 2014

Maria è la Corredentrice del genere umano


[Riporto un interessante brano su Maria Corredentrice tratto dal Dizionario di Teologia Dogmatica del Cardinale Pietro Parente, Mons. Antonio Piolanti e Mons. Salvatore Garofalo]

CORREDENTRICE: è un titolo messo in uso recentemente per esprimere la cooperazione della Vergine all'opera della nostra redenzione compiuta da Gesù Cristo.

L'idea di una cooperazione di Maria alla nostra salvezza è antica quanto il Cristianesimo e ha il suo fondamento dogmatico nella maternità divina, per cui Cristo e l'opera sua appartengono in un certo vero senso a Maria. che ha concepito, partorito e nutrito il Redentore, anzi l'ha offerto al tempio, ha sofferto con Lui, ha diviso con Lui spiritualmente il martirio della Croce. Questa è dottrina classica fuori di discussione. In questi ultimi tempi però, sotto l'impulso specialmente della scuola di Lovanio, con a capo il Bittremieux, si è accesa una grande controversia sul valore e l'estensione di quella cooperazione di Maria e quindi sulla legittimità e la natura dei titoli: Mediatrice e Corredentrice (v. Mediazione).

Punti dottrinali certi: 1° Maria, in quanto Madre di Cristo, è partecipe della sua vita e delle sue opere e quindi si può dire, in senso largo, Mediatrice e Corredentrice; 2° nei disegni di Dio Maria è associata a Cristo per il trionfo sul peccato, come Eva fu associata ad Adamo nella rovina del genere umano; 3° Maria ha consentito alla passione e alla morte di Cristo aggiungendovi il suo strazio materno, per cui ha meritato (de congruo; v. Merito) di diventare la tesoriera e la distributrice dei frutti della Redenzione. Questa dottrina è fondata sulla S. Scrittura ed è largamente sviluppata dai Padri: il Magistero ecclesiastico l'ha sempre insegnata.

[..] La questione si agita ancora [...]; ma certo l'associazione della B. Vergine al Redentore, suo Figlio, importa una partecipazione anche diretta e immediata, sebbene misteriosa, all'opera redentiva di Gesù Cristo. Pertanto il titolo di Corredentrice è giustificato.

domenica 5 ottobre 2014

Assistere alla Messa con devozione

Nell’assistere alla Santa Messa rinnova la tua fede e medita quale vittima s’immola per te alla divina giustizia per placarla e renderla propizia. Non allontanarti dall’altare senza versare lagrime di dolore e di amore per Gesù, crocefisso per la tua eterna salute.

(Pensiero di San Pio da Pietrelcina).

sabato 4 ottobre 2014

Lettera di una donna sposata

Tempo fa una gentile signora ha voluto scrivermi un messaggio di incoraggiamento...

Caro Cordialiter,
                          ho letto la tua Lettera per noi lettori e mi sento di doverti rispondere perché è l'unico mezzo che abbiamo per comunicare nella rete, diversamente ti avrei risposto a tu per tu con uno sguardo, un sorriso, un grazie!

[…] non di solo pane vive l'uomo, e noi, sposati e con figli, abbiamo davvero bisogno di molto di più del semplice pane...c'è fame e sete di VITA CONSACRATA e da consacrare anche per noi sposi e magari poi da trasmettere questa santità ai nostri figli che vorremmo vedere pienamente FELICI ma di quella felicità che non tramonta mai! Purtroppo oggi è difficile parlare anche in Famiglia della Vocazione! Ben venga dunque il tuo sito perché si semina, ma chi fa crescere è sempre LUI, il Padrone della messe. Non scoraggiamoci mai! […] ognuno di noi che per caso o per affetto capiterà su queste pagine, non avrà altro che da arricchirsi prima di tutto per sé stesso e poi chissà, da cosa nasce cosa...

Un amico teologo una volta mi spiegava che mentre lui si era indaffarato per "salvare" un suo amico sacerdote - in crisi - che conosceva, scrivendogli lettere accorate... seppe anni dopo di essere stato, involontariamente e a sua insaputa, la causa di ben 4 vocazioni niente meno che a migliaia di chilometri di distanza, in un altro Continente...perché non si sa come queste lettere giunsero nelle mani di queste 4 persone che in quello scritto destinato ad un altra persona (e del quale non conoscevano l'autore), già sacerdote, fecero aprire loro il cuore alla sfida...

Il Signore sa stupirci, sempre! Lasciamoci stupire, dunque, anche attraverso le brevi ma intensissime riflessioni che pubblichi, perché aiutano davvero tutti a rendere solida una base comune a tutte le Membra della Chiesa: la Consacrazione a "Qualcuno".... e da qui assai utile sia per futuri genitori che nella propria santità devono concretizzare la propria vocazione, sia per i le Vocazioni vere e proprie...

Grazie per ciò che fai!

(lettera firmata)

sabato 27 settembre 2014

Problemi tra moglie e marito

Varie persone che stanno avendo problemi coniugali, hanno sentito il bisogno di scrivermi. Io non sono affatto un esperto in materia, tuttavia, siccome costoro soffrono molto, mi sforzo di avere nei loro confronti la massima carità fraterna, poiché immagino non sia facile convivere con una persona con la quale non si va più d'accordo. Onde evitare problemi del genere, alle persone che desiderano sposarsi consiglio di “selezionare” con attenzione il futuro coniuge. Deve essere una persona timorata di Dio, comprensiva, buona e mansueta come i beati Zelia Guérin e Luigi Martin, altrimenti potrebbero esserci seri problemi in futuro, come purtroppo dimostra l'esperienza.

Qualche tempo fa mi ha scritto una signora molto pia e gentile, il cui matrimonio...

Ciao D.,

[…] Ti chiedo anche di pregare, oltre che per mio figlio, anche per me e mio marito che in questo momento siamo ai ferri corti.

Ti ringrazio e ti benedico

(lettera firmata)


Carissima in Cristo,
                                ho già recitato qualche preghiera per te e la tua famiglia, ma ho il proposito di pregare ancora. Inoltre, senza citare il tuo nome, chiederò a delle ottime suore di pregare per la stessa intenzione.

Mi piange il cuore sentire che il tuo matrimonio stia passando qualche difficoltà, ma per amor di Dio spero che tutto si risolva per il meglio. In questi casi, i figli ne soffrono molto. Che fare? Spesso i dissapori nascono per questioni da nulla, e si risolvono rimanendo in silenzio quando il coniuge urla o pronuncia frasi offensive. Ci sono altri casi che sono più complicati, ma con l'aiuto di Dio tutto si può risolvere. Veramente prego il Signore che ti dia la forza per sopportare da vera seguace di Gesù Cristo questo momento di sofferenza per l'animo tuo e di tuo figlio. Tutti abbiamo bisogno della misericordia di Dio, anche tuo marito. Se ha detto qualcosa di spiacevole, ti chiedo di perdonarlo di tutto cuore. Dinanzi alla Santissima Trinità siamo tutti dei poveretti bisognosi di perdono. Gesù ha detto che saremo riconosciuti per suoi seguaci se ci ameremo gli uni gli altri. Dobbiamo amare tutti, anche le persone che ci fanno soffrire. Dobbiamo amarli per amor di Gesù buono che così desidera. Ove c'è carità e amore, ivi c'è Dio. Se qualcuno ha messo zizzania nella tua famiglia, perdona anche lui, e non ascoltare più quei discorsi. Quando un matrimonio religioso è rato (cioè valido) e consumato, nessuno può scioglierlo, e bisogna fare di tutto per salvarlo; costi quel che costi. Se uno dubita che il matrimonio non sia stato valido (ci sono tanti motivi che lo rendono invalido, molti di più di quelli che spesso la gente pensa) allora si può chiedere l'annullamento (che non c'entra nulla col divorzio) al tribunale ecclesiastico. Ma non credo che questo sia il tuo caso, a meno che tuo marito non sia una persona irreligiosa, ma non penso.

Sono felice di constatare che tu sia un'anima devota, ciò ti aiuterà a sopportare cristianamente la croce che Dio ha permesso che ti affliggesse. Dio è amore infinito, e quando permette che siamo tormentati dalle tribolazioni e dalle sofferenze, lo fa solo per nostro amore, con lo scopo di trarne un bene maggiore, come è avvenuto nella vita di tutti i santi. Coloro che sopportano cristianamente la croce, dimostrano di amare veramente Dio, e accumulano tanti meriti spirituali per il Cielo. I santi insegnano che il Signore invia le croci soprattutto alle persone che ama di più. Senza le croci, in genere la gente si allontana da Dio. Invece quando è nella sofferenza, si stringe maggiormente a Lui, che è l'unico nostro vero bene. Ecco quel che scrisse la grande mistica Santa Gemma Galgani: ...Mi ha detto poi Gesù: «Sai, figlia mia, in che maniera io mi diverto a mandare le croci alle anime a me care? Io desidero possedere l'anima loro, ma intera, e per questo la circondo di croci, e la chiudo nelle tribolazioni, perché non mi scappi di mano; e per questo io spargo le sue cose di spine, perché non si affezioni a nessuno, ma provi ogni suo contento in me solo. È l'unica via per vincere il demonio e giungere a salvezza: Figlia mia, quanti mi avrebbero abbandonato, se non li avessi crocifissi! La croce è un dono troppo prezioso, e da esso si apprendono molte virtù!»

Immagino le sofferenze che stai patendo, poiché quando ci sono problemi in famiglia non è facile restare sereni. Purtroppo, quando una persona soffre, è difficile trovare un po' di comprensione, soprattutto da parte di persone mondane. Ma è inutile cercare la comprensione delle altre persone, solo Dio può consolarci davvero. Molto spesso anche gli amici più stretti voltano le spalle senza comprendere e compatire le sofferenze altrui. Solo Dio non ci abbandona mai. Nel momento del dolore e della sofferenza, solo il Signore può consolarci, come un papà consola il bimbo piccino che piange.

Noi non conosciamo il futuro. Qualsiasi cosa accadrà, non dimenticarti mai di metterti nelle mani della Beata Vergine Maria, la nostra dolcissima Mamma del Cielo che veglia continuamente su di noi sino all'ultimo respiro della nostra vita. Nessuna creatura di Dio ci ama più della Madonna, nemmeno le nostre mamme che hanno sofferto le doglie del parto per metterci al mondo. Non si è mai sentito nessuno al mondo affermare di essere stato abbandonato dalla Regina del Paradiso, dopo aver chiesto il suo aiuto. Giammai! Di certo non abbandonerà te che vuoi tanto bene a Gesù buono e che sei innamorata della sua dolorosissima Passione. Che altro dirti? Durante il soggiorno in T., approfitta del tempo libero per ascoltare le belle meditazioni mp3 che ti ho inviato. Sant'Alfonso Maria de Liguori [...] e gli altri devoti autori, ti daranno tanto conforto.

[...] Quando siamo nel dolore, pensiamo che un giorno il nostro pellegrinaggio terreno dovrà terminare, e se saremo stati fedeli al Vangelo, abbandoneremo finalmente questa valle di lacrime per andare nella Patria Celeste, ove insieme alla Madonna, agli angeli e ai santi, potremo amare Dio per tutta l'eternità, senza più lacrime e patimenti. Pensiamo a tutte le sofferenze che San Francesco d'Assisi patì su questa terra (povertà, malattie, insulti, persecuzioni), ciononostante esclamava con fede: "Tanto è il bene che mi aspetto, che ogni pena mi è diletto".

Ti saluto cordialmente in Cristo Redentore e in Maria Mediatrice di tutte le grazie.

D.

domenica 31 agosto 2014

Sacrificarsi per i peccatori

Nel 1917 apparve la Madonna a Fa­tima a Lucia Dos Santos ed a Giacinta e Francesco Martu; disse loro: Sacrifi­catevi per i peccatori e dite spesso, spe­cialmente nel fare qualche sacrificio: « O Gesù, è per vostro amore, per la conversione dei peccatori ed in ripara­zione delle ingiurie commesse contro l'Immacolato Cuore di Maria! ... ». Re­citate il Rosario, dicendo alla fine di ogni postina: O Gesù mio, perdonate le no­stre colpe, preservateci dal fuoco dello inferno, portate in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della vostra misericordia!... -Badate che molte anime vanno all'inferno, perché non vi è chi si sacrifichi per loro. -

La Madonna vuol salvare i suoi figli a tutti i costi. È necessario dunque ri­fugiarsi sotto il suo manto materno ed attaccarsi sempre più alla sua devozione, se vogliamo salvare l'anima nostra e pre­parare al mondo un'êra nuova di pace e di religiosità. [...]

L'uomo, Adamo, peccò nel paradiso terrestre per mezzo della donna, Eva. L'uomo-Dio, Gesù Cristo, ha voluto sal­vare l'umanità per mezzo di una Donna, Maria, Vergine. Gesù è il Redentore, la sua Madre Santissima è la Corredentrice. Egli ebbe il martirio del corpo; la Madre sua quello del cuore. I dolori di Gesù e della Madonna riaprirono il Paradiso alla misera umanità; è giusto quindi amare ed onorare la seconda Eva, quale tenera Madre.

Ognuno ha la madre del corpo; tutti però abbiamo una Madre comune, la Ma­dre dell'anima, Maria Santissima. [...] Alla madre terrena si deve amore, ri­spetto, ubbidienza; alla Madre celeste si deve ancora di più! Per quanto si faccia verso la Madonna, non si fa mai troppo. Conviene perciò moltiplicare gli atti di ossequio e di amore verso la Regina del Cielo, sia perché ne è degna, sia perché abbiamo bisogno della sua continua pro­tezione.


[Brano tratto da "Vera devozione a Maria", di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Can. Carciotto Vic. Gen., Catania 13 maggio 1952].

mercoledì 27 agosto 2014

Soffrire per Gesù

Una gentilissima lettrice del blog vocazionale ha voluto scrivere una “lettera aperta” ad un'altra lettrice.

Carissimo D.,
                       come stai? Io molto bene, per ora purtroppo continuo a studiare ma sono molto gioiosa perché nel cuore ho sempre il mio Signore, che mi avvolge nel suo amore e aspetta solo che io diventi la sua sposa... non vedo l'ora che arrivi quel momento!

Leggo ogni giorno il tuo blog e [giorno e mese] hai pubblicato una lettera di una ragazza un po' in difficoltà, per questo ho scritto questa breve riflessione per lei.. se ti può far piacere pubblicarla sul tuo blog, magari può aiutarla a sentirsi un pochino meno sola!

[..] Grazie come sempre per il tuo blog e per l'altro blog che hai aperto su Maria, è davvero bello!

[Ecco il testo della “lettera aperta” che ha scritto all'altra lettrice del blog]

Ciao! Anch'io come te sono una ragazza che sente la chiamata di Gesù, ma i miei genitori vogliono a tutti i costi che io finisca l'università, motivo per cui purtroppo non vivo ancora in convento... volevo solo dirti di continuare a perseverare nella tua vocazione, perché solo Gesù può dare alle sue spose una gioia e una pace nel cuore che dura in eterno e nessun altro uomo sulla terra ci potrebbe dare! E' vero, è difficile, io ti capisco perfettamente perché vivo nella sua stessa identica situazione... gli amici e le amiche con cui sono cresciuta, credenti e praticanti, ora mi guardano con compassione, come se fossi impazzita del tutto o qualcuno mi avesse fatto il lavaggio del cervello... ormai esco con loro il meno possibile perché il mio tempo libero dallo studio e dal lavoro preferisco usarlo per pregare e per stare con Gesù, e così tendono ad escludermi... ma io gioisco di questo, sai? perché se mi escludono vuol dire che si accorgono che io sono diversa da loro! E io voglio essere diversa da loro! E sono certa che lo vuoi anche tu. Le rarissime volte che li frequento, mi sento quasi in imbarazzo, solo discorsi futili, pieni di doppi sensi, io davvero sono lì in mezzo a loro ma nel frattempo penso a quanto sta soffrendo Gesù in quel momento, nel vedere come coloro a cui ha donato la fede si comportino esattamente come coloro che non hanno ricevuto questo dono... ci soffro tanto per queste cose, infatti prego molto perché credo sia l'unica cosa che si possa fare!

In famiglia vengo umiliata ogni giorno, mi sento dire perché non mi vado a divertire come fanno i miei coetanei invece che andare alle veglie di preghiera, perché perdo tempo ogni giorno a recitare il Rosario, perché voglio “buttare via” la mia vita col voler entrare in convento dopo tanti anni di studio, ecc... Ma io vado avanti e non mollo perché il mio solo desiderio è di compiere la volontà del Signore e sono sempre più certa che Lui mi voglia tutta per Sé! È vero che spesso saltano fuori tanti dubbi, capita anche a me a volte, ma non dimentichiamoci mai che il Signore è fedele e lo sarà per sempre! Semplicemente sta a noi decidere se volerLo seguire con tutte le nostre fragilità, nutrendo la nostra anima con la preghiera e con i sacramenti, oppure lasciarci vincere dalle debolezze e dalla bellezza effimera dei beni materiali e quindi rifiutare la sua chiamata. Quindi mi raccomando, stringi i denti e vai avanti, perché credimi trovare Gesù significa trovare l'unica cosa che dà un senso alla nostra vita!

E non sentirti sola, perché come vedi non lo sei :) :) e se per caso hai voglia di fare due chiacchiere non esitare a chiedere il mio indirizzo mail al curatore del blog!

Ti abbraccio forte in Gesù,

(lettera firmata)


Carissima in Cristo,
                             ti ringrazio per la bella “lettera aperta” che hai voluto scrivere ad un'altra lettrice del blog. Il fatto che i tuoi parenti e i tuoi “amici” criticano il tuo stile di vita lo ritengo un fatto molto positivo. Mi spiego meglio: se uno vuole essere davvero seguace di Gesù Cristo deve rendersi conto che andrà incontro alle critiche e alle persecuzioni del mondo. Non c'è alternativa, o si sta con Gesù buono o si sta contro di Lui, o si segue il Vangelo o si seguite la mentalità perversa che regna nel del mondo, non esiste una via di mezzo. Se un cristiano non è disprezzato dal mondo, ciò significa che la sua religiosità è tiepida e annacquata; insomma il suo modo di comportarsi non è da vero cristiano.

Del resto è stato lo stesso Gesù a dirci che il mondo ha perseguitato Lui e pertanto avrebbe perseguitato anche i suoi seguaci. Leggendo le biografie dei santi si rimane edificati nel vedere quante sofferenze e persecuzioni hanno dovuto subire costoro pur essendo persone buone e ricche di carità. Pensiamo ad esempio a San Paolo Apostolo, San Lorenzo Martire, San Francesco Saverio, Santa Teresa d'Avila, San Giovanni Bosco, San Massimiliano Maria Kolbe, San Pio da Pietralcina e tutti gli altri santi.

I veri cristiani soffrono tanto su questa terra che viene definita appunto “valle di lacrime”, tuttavia coloro che perseverano e rimangono fedeli al Redentore Divino sino alla morte, otterranno in cambio della loro fedeltà la gloria eterna del Cielo, dove potranno amare e lodare la Santissima Trinità per omnia sæcula sæculorum. Così spero, così sia per me, per te e per tutti i lettori del blog.

In Gesù e Maria,

Cordialiter

Sursum corda!

sabato 23 agosto 2014

Il bombardamento della Basilica della Vergine del Pilar

Nel libro “Prædica verbum”, Padre Mario Andreani racconta un fatto eclatante avvenuto durante la guerra civile spagnola (1936 – 1939). Un aeroplano dei "rossi" (i quali erano talmente imbevuti dell'ideologia marxista, da odiare ferocemente il cattolicesimo), venne camuffato con la bandiera dei loro avversari (le truppe nazionali del Generalissimo Francisco Franco), in questo modo riuscì ad ingannare la popolazione di Saragozza, che non si allarmò vedendolo sorvolare la città. Nessun ordigno venne sganciato sin quando non giunse sopra la celebre Basilica di “Nuestra Señora del Pilar”. A quel punto sganciò tre grosse bombe da 50 kg ciascuna. Un patrimonio di inestimabile valore storico, artistico, ma soprattutto devozionale stava per andare in frantumi. La Madonna che è considerata onnipotente per grazia, poiché qualsiasi sua supplica rivolta a Gesù viene sempre esaudita, non permise che questa Basilica mariana molto cara ai fedeli spagnoli fosse distrutta. Nemmeno una delle tre bombe riuscì ad esplodere. Il fatto singolarissimo destò la meraviglia della popolazione, che attribuì la scampata devastazione sacrilega all'intervento della Beata Vergine. Venne pertanto organizzata una processione di ringraziamento alla quale parteciparono oltre 100.000 fedeli, con a capo le autorità religiose e militari. Nella cattolica Spagna fu l'ennesimo trionfo di Maria!

martedì 19 agosto 2014

Maria assiste gli umili nell'ultima agonia

I mondani pensano a vivere nelle agiatezze e ad accumulare più ricchezze possibili, le quali sono un grosso pericolo per l'anima. Al contrario, coloro che vivono in umiltà hanno maggiori possibilità di salvarsi.

Sentite questo fatto narrato da Sant'Alfonso Maria de Liguori ne “Le Glorie di Maria”. Un parroco andò ad assistere un moribondo che possedeva servi e ricchezze. Quando entrò nella lussuosa casa vide che nella stanza del malato agonizzante vi erano dei demoni sotto le sembianze di orribili cagnacci che fremevano in attesa della morte del ricco per prendersi la sua anima e portarsela all'inferno, poiché era in stato di peccato mortale. Intanto anche una pia e povera donna era moribonda e desiderava ricevere gli ultimi sacramenti prima di presentarsi innanzi al cospetto di Cristo Giudice per ricevere la sentenza eterna. Ma essendo il parroco già occupato ad assistere l'anima del ricco per tentare di salvarlo, inviò dalla povera donna un altro sacerdote, il quale prese la pisside col Santissimo Sacramento e andò da lei per portarle in quell'ora estrema della sua vita il Santo Viatico e aiutarla a lasciare questa terra in stato di grazia. Entrato nell'umile casa della moribonda, rimase sorpreso nel vedere prima una gran luce e poi la Madonna che stava vicino al capezzale di quella donna agonizzante per consolarla e asciugarle con un panno il sudore provocato dall'agonia che la stava portando alla morte. Il sacerdote, vedendo Maria Santissima, non ebbe coraggio di entrare nella stanza, ma la Vergine gli fece cenno di entrare e gli prese lo sgabello per farlo sedere e ascoltare la confessione della moribonda, la quale, dopo aver ricevuto l'assoluzione sacramentale, si comunicò con molta devozione e infine spirò felicemente l'anima tra le braccia della Madonna. Invece il ricco morì senza pentimento e si dannò eternamente, senza più speranza di redenzione.

Questo fatto deve infondere molta speranza, infatti è consolante il pensiero che Maria assiste nell'ora della morte i suoi servi fedeli che l'hanno onorata durante la vita. Ma deve anche far riflettere sulla pericolosità delle ricchezze: a che serve all'uomo guadagnare il mondo intero se poi perde l'anima sua? È meglio vivere poveramente e salvarsi l'anima, anziché vivere tra piaceri mondani e ricchezze smodate ma andare all'inferno.

venerdì 15 agosto 2014

Festa dell'Assunta, 1923

Il 15 agosto 1923, a sera, la Madonna si manifestò a Josefa Menendez in tutta la sua bellezza. Nel giorno sacro al miste­ro della sua Assunzione, la Madre Cele­ste volle rallegrare la sua diletta devota. Estasiata davanti alla bellezza della Madonna, Josefa esclamò: Madre mia, com'è bello questo giorno! Tutto il mon­do esulta a ricordare il vostro ingresso in Cielo!

- Sì, rispose Maria, proprio in questo giorno la gioia piena e perfetta è comin­ciata per me, poiché durante la mia vita l'anima mia fu trafitta da una spada.

- Ma soffriste sempre in vita? La pre­senza del Bambino Gesù, così piccolo e bello, non era per Voi una immensa con­solazione?

- Figlia mia, ascolta! Sin dalla mia infanzia ebbi conoscenza delle cose di­vine; così che quando l'Arcangelo mi an­nunziò il mistero dell'Incarnazione e mi vidi scelta per Madre del Salvatore degli uomini, il mio cuore fu sommerso in un torrente di amarezza, perché sapevo tutto quello che il tenero e Divino Bambino do­veva soffrire; e la profezia del vecchio Simeone non fece che confermare le mie angosce materne.

Tu puoi quindi figurarti quali doveva­no essere i sentimenti nel contemplare le attrattive del mio Figlio, il suo corpo, che sapevo doveva essere un giorno così crudelmente maltrattato.

Io baciavo quelle mani e mi sembrava che le mie labbra s'impregnassero già di sangue. Baciavo i suoi piedi e li con­templavo già confitti alla Croce. E quan­do Egli fece i primi passi e mi corse incontro con le braccia aperte, non potei trattenere le lacrime al pensiero di quelle braccia stese sulla Croce.

Quando giunse all'adolescenza, apparve in Lui un tale assieme di grazia affasci­nante che non lo si poteva contemplare senza restarne rapiti! Solo il mio cuore di Madre si stringeva al pensiero dei tor­menti, di cui in anticipo provavo la riper­cussione.

Dopo la lontananza dei tre anni della vita apostolica, le ore della sua Passione e Morte furono per me il più terribile dei martiri.

Quando il terzo giorno lo vidi risusci­tato e glorioso, certo la prova cambiò aspetto, poiché Egli non poteva più sof­frire. Ma quanto dolorosa doveva essere la separazione da Lui! Che lungo esilo per me quando Gesù salì al Cielo! Come sospiravo l'istante della eterna unione!

Sull'entrare del mio sessantatreesimo anno, l'anima mia passò come un lampo dalla terra al Cielo. Dopo tre giorni gli Angeli raccolsero la mia salma e la tra­sportarono in trionfo di giubilo per riunir­la all'anima. Quale ammirazione, quale a­dorazione e dolcezza, quando i miei occhi videro per la prima volta nella sua gloria e nella sua maestà il mio Figlio e mio Dio, in mezzo alle schiere angeliche!

Che dire poi, figlia mia, dello stupore che m'invase alla vista della mia estrema bassezza, che veniva coronata da tanti doni e circondata da tante acclamazio­ni?... Non più tristezza ormai, non più ombra alcuna! Tutto è dolcezza, gloria, amore! -

A questo punto la Madonna tacque un istante, immersa nel magnifico ricordo del suo ingresso in Cielo; poi continuò:

- Tutto passa, figlia mia, e la beati­tudine non ha fine. Soffri ed ama! ... Coraggio! ... L'inverno della vita è bre­ve e la primavera sarà eterna! - Ciò detto, la Madonna sparì.

Ecco come la Vergine Celeste premia e consola certe anime che sanno onorarla e come gode che sia ricordato il giorno del suo ingresso in Paradiso!


[Brano tratto da "Vera devozione a Maria", di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Can. Carciotto Vic. Gen., Catania 13 maggio 1952].

martedì 12 agosto 2014

Anche ai nostri tempi è possibile essere vergini

Riporto una bella lettera che mi ha scritto una ragazza sul tema della verginità.

Caro D.,
              ti ringrazio per aver risposto alla mia lettera, mi ha fatto molto bene leggere le tue parole, farò tesoro dei preziosi consigli che mi hai dato. Leggerò sicuramente e al più presto le letture che mi hai consigliato. Amo leggere tutto ciò che riguarda Gesù, Maria e i Santi, infatti ho anche trovato il tempo per leggere il Vangelo, che sta diventando una cosa di cui non posso fare a meno. Ogni volta che ho qualche perplessità, dubbio, problema o semplicemente ho bisogno di sentire la parola di Dio, lo apro e sento infondermi coraggio e speranza.

Come mi hai detto, e come già avevo intenzione di fare, continuerò a recitare il Rosario e ad amare la Madonna. Sai, fin quando ero piccola io vedevo (come penso tutti i bambini) mia mamma pura e perfetta come Maria, ma in seguito, crescendo, mi sono resa conto che quella era una mia convinzione. Allora ho cominciato a chiedere a Dio perché non mi avesse dato una mamma pura come pensavo di avere, e alla fine cosa è successo? Mi sono accorta che in realtà Dio me l’aveva data eccome una mamma, anzi La Mamma, purissima, buonissima e perfetta e che questa Mamma era la sua stessa Mamma! Io so che se sentiamo Maria come Madre e Dio come Padre allora non dobbiamo temere niente, e infatti io mi sto impegnando ogni giorno di più a considerarLi tali.

Sei il primo ad approvare il mio stile di vita. La maggioranza delle persone (tra cui i miei parenti più stretti) mi dicono che dovrei uscire, adattarmi agli altri e ai loro discorsi, cercare di parlare di più con i miei compagni. Io invece mi sento davvero bene e in pace solo quando non faccio tutto ciò, perché so che queste cose mi allontanerebbero da Dio, e questa è l’ultima cosa che voglio. Loro pensano che mi sento sola, ma non è così: come potrei sentirmi sola se ho sempre la compagnia della Madonna e di Gesù? Credo che quelle persone piene di amicizie frivole e che si adeguano a questa società siano veramente sole, e felici solo in apparenza.

Fin da quando ero alle medie ho sempre provato una sorta di serenità al pensiero di rimanere vergine e tuttora sono spinta a mantenere questa purezza. Al contrario delle mie compagne di classe che aspettano solo l’occasione di perdere la loro verginità (quelle che ancora non l’hanno persa) io ho il fermo desiderio di rimanere vergine il più a lungo possibile, e anche per sempre se Dio lo vorrà. Amo la purezza al punto che pochi giorni fa sono scoppiata a piangere quando ho sentito un ragazzo dire di essere felice di essere schiavo della lussuria, quasi screditando la Chiesa che definisce la lussuria uno dei peccati gravi, perché so bene che i lussuriosi, se non si pentono, si dannano finendo col decretare da sé la loro fine. E purtroppo conosco molta gente schiava della lussuria e non sai come vorrei che abbandonassero questo vizio.

[…] Grazie per il tuo augurio, se Gesù vorrà io sarò ben felice di divenire sua sposa. Tutto ciò che voglio è fare la volontà di Dio.

Ti saluto cordialmente in Gesù e Maria,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                   sono contento che sei “allergica” alle discoteche e a tutti i ritrovi mondani. Spero con tutto il cuore che tu possa perseverare su questa strada! La mentalità del mondo è opposta a quella del Vangelo, e noi dobbiamo impegnarci solo a piacere a Gesù buono, mentre le critiche che riceviamo dai mondani non meritano nemmeno di essere prese in considerazione. A che vale ricevere la stima e l'approvazione dei seguaci del mondo, se poi si perde l'anima? Solo Dio può rendere felici i nostri cuori.

Io non conosco gli arcani disegni del Redentore Divino su di te, ma spero sinceramente che voglia prenderti tutta per Sé facendoti abbracciare la vita religiosa. Nel mondo ci sono tante tentazioni, distrazioni e dissipazioni che rischiano di soffocare la vita spirituale nelle anime. Invece in un convento fervoroso e osservante è più facile dedicarsi alla vita devota e ad amare Dio con tutto il cuore.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

venerdì 8 agosto 2014

Solo Dio può saziare il cuore umano

Avevo scritto una lettera a una giovane lettrice che stava cercando di capire se ha la vocazione a diventare suora, dandole qualche consiglio, fornendole l'indirizzo di un convento di stretta osservanza in cui poter fare un'esperienza vocazionale, e inviandole in allegato alcune fotografie di suore di un ottimo ordine religioso. Mi ha risposto con un breve messaggio di ringraziamento.

Grazie tantissimo per i tuoi consigli e per le foto sono bellissime!!! Grazie ancora di cuore!!

Uniti nella preghiera

(Lettera firmata)

Carissima in Cristo,
                               sono molto contento che tu abbia apprezzato i consigli e le foto che ti ho inviato. Devo dire che quelle immagini sono davvero eloquenti, vedere delle giovani suore devotamente raccolte e assorte in preghiera è molto edificante. La società è ormai immersa nel fango della cupidigia dei beni materiali e degli immondi piaceri carnali che rendono l'uomo schiavo del peccato e lo annichiliscono. Ogni volta che un giovane abbandona il mondo ed abbraccia la vita religiosa, fa un gesto che merita ammirazione poiché ha avuto il coraggio di rinunciare alle lusinghe e agli inganni del mondo pur di seguire Cristo e vivere insieme a Lui.

Come avrai notato, pubblico spesso sul blog fotografie di suore e di monaci, con lo scopo di edificare le anime dei lettori e di rendere più interessante la vita religiosa. Ovviamente pubblico solamente foto di religiosi che usano in modo esemplare l'abito religioso, non vedrete mai su questo blog dei preti in jeans e t-shirt, oppure suore attempate vestite non solo con abiti secolari, ma addirittura con gonne quasi fino al ginocchio. Queste cose fanno perdere attrazione per la vita religiosa e infatti molti ordini rilassati non hanno più vocazioni da decenni. Invece gli istituti di stretta osservanza affascinano i giovani e hanno molte vocazioni. Quando c'è fervore e coerenza nella vita religiosa, i ragazzi si sentono disposti a rinunciare a discoteche, divertimenti e carriere, pur di vivere più uniti al Signore ed essere così più felici, poiché solo Dio può saziare il cuore dell'uomo.

Fraterni saluti in Gesù buono e Maria Mediatrice.

Cordialiter

lunedì 4 agosto 2014

Regina delle grazie

[Pensiero di San Pio X tratto dall'Enciclica “Ad diem illum laetissimum” del 2 febbraio 1904]


La conseguenza di questa comunione di sentimenti e di sofferenze fra Maria e Gesù è che Maria "divenne legittimamente degna di riparare l’umana rovina" e perciò di dispensare tutti i tesori che Gesù procurò a noi con la Sua morte e il Suo sangue. Certo, solo Gesù Cristo ha il diritto proprio e particolare di dispensare quei tesori che sono il frutto esclusivo della Sua morte, essendo egli per Sua natura il mediatore fra Dio e gli uomini. Tuttavia, per quella comunione di dolori e d’angoscie, già menzionata tra la Madre e il Figlio, è stato concesso all’Augusta Vergine di essere "presso il Suo unico Figlio la potentissima mediatrice e conciliatrice del mondo intiero". La fonte è dunque Gesù Cristo e "noi tutti abbiamo derivato qualcosa dalla Sua pienezza; da Lui tutto il corpo reso compatto in tutte le giunture dalla comunicazione prende gli incrementi propri del corpo ed è edificato nella carità". Ma Maria, come osserva giustamente San Bernardo, è l’"acquedotto", o anche quella parte per cui il capo si congiunge col corpo e gli trasmette forza e efficacia; in una parola, il collo. Dice San Bernardino da Siena: "Ella è il collo del nostro capo, per mezzo del quale esso comunica al suo corpo mistico tutti i doni spirituali". È dunque evidente che noi dobbiamo attribuire alla Madre di Dio una virtù produttrice di grazie: quella virtù che è solo di Dio. Tuttavia, poiché Maria supera tutti nella santità e nell’unione con Gesù Cristo ed è stata associata da Gesù Cristo nell’opera di redenzione, Ella ci procura de congruo, come dicono i teologi, ciò che Gesù Cristo ci ha procurato de condigno ed è la suprema dispensatrice di grazie. Gesù "siede alla destra della Maestà Divina nell’altezza dei Cieli"; Maria siede regina alla destra di Suo Figlio, "rifugio cosi sicuro e ausilio così fedele in tutti i pericoli, che non si deve temere nulla né disperare sotto la sua guida, i suoi auspici, la sua protezione e la sua benevolenza".

giovedì 31 luglio 2014

Prendere una decisione

Ripubblico una lettera di una ragazza che doveva prendere una decisione importante...

Salve,
             seguo soltanto da un paio di giorni il tuo blog e l'ho trovato subito interessante. Devo ringraziare una cara amica per avermene suggerito la lettura.

Sto vivendo un periodo molto particolare dal punto di vista spirituale, ma al momento preferisco non parlarne. Domani ho un incontro col mio direttore spirituale e chiedo preghiera per questo, perché sarà un punto di inizio per una decisione che credo mi cambierà la vita. Dopo l'incontro, mi piacerà dar testimonianza. [...]

Ti ringrazio in anticipo,

(lettera firmata)


Carissima sorella in Cristo,
                                              pregherò molto volentieri per te. Non so quale sia questa decisione che dovrai prendere, però visto che hai iniziato a frequentare il blog vocazionale, ho buone speranze che si tratti di qualcosa di bello. :-)

Qualunque cosa sia, ti auguro di fare quello che vuole Dio, poiché solo Lui può renderti felice. Tu sei stata creata per amarlo con tutte le tue forze, e il tuo cuore non può trovare pace sin tanto che non riposa il Lui.

Affidati con filiale fiducia all'intercessione della Corredentrice del genere umano e Mediatrice di tutte le grazie, e vedrai che tutto andrà per il meglio. Così sia.

In Corde Matris,

Cordialiter

domenica 27 luglio 2014

Andare all'inferno

Don Giuseppe Tomaselli nel suo libretto intitolato “L'inferno c'è”, racconta un fatto spaventoso avvenuto alla presenza di numerosi testimoni.

Raimondo Diocré era un professore della famosa università parigina della Sorbona. Quando morì, i funerali vennero celebrati nella Chiesa di Notre Dame con grande concorso di popolo. La bara fu collocata nella navata centrale, coperta da un semplice velo. Durante il rito funebre, a un certo punto si udì una voce sepolcrale: “Per giusto giudizio di Dio sono stato accusato!” I presenti si avvicinarono alla salma e alzarono il velo, ma constatarono che il professore era immobile e freddo. Dopo un po' venne ripresa la funzione religiosa tra il turbamento generale, e ad un certo punto il cadavere si alzò alla presenza di tutti e gridò forte: “Per giusto giudizio di Dio sono stato giudicato!” I fedeli presenti rimasero ancora più spaventati per l'accaduto, alcuni dottori si avvicinarono al cadavere ritornato immobile e verificarono che era davvero morto. Il funerale venne sospeso e rinviato al giorno dopo. Gli ecclesiastici discussero sul da farsi. Secondo alcuni il fatto accaduto in chiesa significava che il defunto era dannato e quindi non bisognava celebrare il funerale, altri invece pensavano che non era certo che il professor Diocré si fosse dannato, poiché aveva solamente detto di essere stato accusato e giudicato. Il vescovo approvò quest'ultimo parere e l'indomani fece ripetere da capo le esequie. Mentre era incorso la nuova funzione funebre, il morto si alzò sulla bara e gridò con voce terrificante: “Per giusto giudizio di Dio sono stato condannato all’inferno per sempre!” A quel punto il funerale venne interrotto e il cadavere venne seppellito, ma non in terra consacrata, essendo ormai certa la sua dannazione eterna.

A causa di questo evento spaventoso, molte persone si convertirono. A che giova all'uomo guadagnare il mondo intero se poi perde l'anima sua? Tra i fedeli che assistettero al funerale vi era anche San Bruno, che pur essendo un buon cristiano, decise di abbandonare il mondo e di andare a vivere tra i boschi per condurre una vita di penitenza e di orazione, e fondò l'ordine religioso dei Certosini.

giovedì 24 luglio 2014

Crisi spirituale

Una giovane studentessa con la quale sono in contatto epistolare, mi ha detto che sente sempre più forte il desiderio di seguire Gesù...

Carissimo fratello,
                               avevo voglia di scriverti. Sai, in questo periodo ho sentito molto più forte la chiamata a seguire Gesù. Ormai il mio unico desiderio è questo. Non ti nascondo però che ho avuto un periodo di crisi durante questa estate dove il mondo mi stava attraendo,i suoi divertimenti il suo apparire. Ma io non voglio apparire, io voglio essere, io non voglio convivere con il male, io lo voglio combattere, voglio far parte dell'esercito di Cristo, voglio diventare sua, sua per sempre. Essere di Dio e del prossimo, non pensare più a me stessa, voglio essere come l'Eucarestia spezzata per tutti, voglio darmi da fare, essere di tutti ma appartenere solo a Gesù in anima, corpo e cuore per la salvezza delle anime e la maggior gloria di Dio!

Io questo Dio lo voglio respirare, voglio vivere di Lui e far vivere di Lui gli altri. Una vita di preghiera, di gioia, di apostolato, di penitenza. Voglio comunicare al prossimo la gioia, la letizia, la felicità, la libertà e l'Amore, quelli veri non quella illusori e passeggeri. In questo mondo sembra vincere il principe del male ma so che molti discepoli di Cristo lo combattono e io ne voglio fare parte, non mi fa paura. L'Amore vincerà su tutto, l'Amore alla fine resterà, l'Amore darà e mi da anche ora tutte le risposte, è dell'Amore che il mondo ha bisogno, bisogna ricordarlo che Dio è Amore, è la sua essenza.
Con la forza dello Spirito Santo, voglio andare avanti per le strade del Padre Mio, del Mio Sposo. Dio Uno e Trino che si offre a me, ti rendi conto?

Lo sguardo materno di Maria ci accompagni sempre!
Dio ti Benedica!

(Lettera firmata)

P.S Non smettere di pregare per me e la mia famiglia!

Cara sorella in Cristo,
                                      sono contentissimo di sapere che stai perseverando nel desiderio di donare a Dio il resto della tua vita abbracciando la vita religiosa e divenendo vera sposa di Gesù Cristo, il Redentore delle anime nostre.

Purtroppo, il nemico del genere umano quando si accorge che una persona è attratta dalla vita religiosa, incomincia nei suoi confronti una guerra spietata per indurla a cambiare strada. L'inganno principale è quello di attrarla con la trappola dei beni materiali e delle false gioie mondane.

I mondani ridono, scherzano e sembrano felici nei loro divertimenti sfrenati, ma in realtà sono dei poveretti da compatire, perché quando si vive lontani da Dio il cuore è triste e infelice. I beni della terra non potranno mai saziare il cuore umano che è stato creato per amare Dio, nostro unico bene. Chi ha Dio ha tutto, chi perde Dio ha perso tutto.

Ti saluto fraternamente in Cristo Re e Maria Regina,

Cordialiter

sabato 5 luglio 2014

La consolazione più bella in punto di morte

E' molto edificante questo fatto raccontato da don Bosco. Una volta gli apparve l'anima di san Domenico Savio, il quale gli raccontò della gioia che gode in Cielo ed altre cose. Ad un certo punto don Bosco gli chiese qual'era stata la cosa che lo aveva consolato di più nel momento estremo della morte. - s. Domenico disse: “Quale ti pare possa essere?” - don Bosco rispose: “Forse l'avere conservata la bella virtù della purezza?” - "Eh no! Non è questo solo” - “Forse ti rallegrò avere la coscienza tranquilla?” - “E' già una buona cosa; ma non è ancora la migliore” - “Sarà stato dunque tuo conforto la speranza del Paradiso? ...Sarà l'aver fatto opere buone?” - “No, no!... Ciò che più mi confortò in punto di morte fu l'assistenza della potente ed amabile Madre del Salvatore, Maria Santissima. E questo dillo ai tuoi giovani! Che non dimentichino di pregarla finché sono in vita!”

martedì 1 luglio 2014

Vivere senza Dio è inconcepibile

Ripubblico volentieri alcuni brani di una bellissima lettera che tempo fa mi ha inviato una ragazza.

Caro D.
         […] quando penso a coloro che non hanno creduto o non credono più, penso: "come fanno ad essere felici così in solitudine?", è questa la prima sensazione che mi viene in mente, il vuoto totale. Per me una vita senza Dio è inconcepibile, è molto triste e mi farebbe paura vivere così. Sinceramente non so se le scelte che ho fatto fino ad ora siano quello che Dio aveva in programma per me, lo spero, ma è anche vero che non ho mai sentito di essermi allontanata da Lui. Non è presunzione sia chiaro, ma fin da piccola sono stata abituata (o mi sono abituata) a trattare con Dio colloquialmente, come se fosse una presenza quotidiana, un amico. Non vorrei sembrare fuori luogo, certo ho pregato e prego nelle "forme stabilite", ma ho anche "parlato" tanto con Lui, o con la Madonna, dopo le preghiere, come se fossero, come ho detto prima, presenze quotidiane e tangibili nella mia vita. Nelle difficoltà al massimo mi arrabbio con i miei simili, dato il mio "caratterino", ma anche quello passa quasi subito. Per quanto mi riguarda, sopporto e cerco di affrontare tutte le difficoltà che si presentano sul mio cammino, sforzandomi di stare tranquilla, pur dovendo fare i conti con un carattere un po' "sanguigno". Cerco conforto negli esempi di vita santa, nelle storie degli uomini e delle donne della Chiesa o dei missionari, che in una singola vita, solo per mezzo delle loro azioni, hanno cambiato il mondo. E a guardar loro, mi sento davvero "piccola" nelle mie preoccupazioni e/o lamentele. Infine ti ringrazio per questo scambio di mail, che davvero mi ha confortato ed aperto gli occhi su questioni che non mi ero soffermata a valutare. Il confronto, anche con realtà che apparentemente sono lontane dal proprio modo di vivere, arricchisce moltissimo. Ti auguro il meglio per la tua missione di vita e di aiutare tante persone come hai fatto con me.

Grazie e continuerò a tenere d'occhio il tuo blog.

(lettera firmata)

Carissima in Cristo,
                               mi è piaciuto molto leggere la descrizione fatta con semplicità e schiettezza del modo colloquiale con cui dialoghi con Dio. Ciò che fai non è una cosa da matti, anzi! Sant'Alfonso Maria de Liguori scrisse un opuscolo intitolato “Modo di conversare continuamente ed alla familiare con Dio”, nel quale spiega che trattare con Dio con gran confidenza e familiarità non sia affatto un mancare di rispetto alla sua maestà infinita. Secondo questo grande Dottore della Chiesa bisogna rivolgersi al Signore con l'amore più tenero e confidente che sia possibile, poiché Egli gioisce quando una sua creatura si rivolge a Lui con quella confidenza, libertà e tenerezza con cui i bimbi si rivolgono alle loro mamme.

Dunque continua pure a dialogare “da cuore a cuore” con Gesù e Maria, e intanto frammezza i tuoi dialoghi con brevi e intese frasi d'amore che saranno come frecce infuocate che vi lancerete reciprocamente. In questo modo ti infiammerai d'amore per il Redentore, mentre Lui già arde d'amore per te fin dall'eternità. Il mondo non esisteva, tu non esistevi, ma Egli già ti amava ardentemente come se tu fossi l'unica persona che avrebbe creato. Quindi ognuno di noi può e deve dire di Gesù (soprattutto quando si riceve devotamente l'Eucaristia), quel che diceva la sposa del Cantico dei Cantici: Dilectus meus mihi et ego illi (Cant. II, 16), il mio amato Dio s'è dato tutto a me ed io tutto a Lui mi dono.

Spero che anche altri lettori del blog possano imitare il tuo modo di pregare, prendendo l'abitudine di parlare a Dio da cuore a cuore, familiarmente e con confidenza ed amore come ad un amico, il più amorevole di tutti.

Alcuni domanderanno: ma di quali temi possiamo trattare con Dio? Raccontategli dei vostri affari, dei vostri progetti, delle vostre pene, dei vostri timori e di tutto quello che vi riguarda. Come ho già detto, fatelo con confidenza e col cuore “aperto”, cioè senza soggezione. Potete parlare con Dio ovunque vi troviate, poiché Egli è onnipresente. Dunque, non dimenticatevi mai della sua dolce presenza, come purtroppo fa la maggior parte degli uomini. Parlategli quanto più spesso potete; se voi lo amate, non vi mancheranno cose da dirgli. Il nostro Dio si compiace di abbassarsi a trattare con noi, e gode che noi gli comunichiamo le nostre occupazioni più semplici. Egli ci ama tanto ed ha tanta cura di ciascuno di noi. Dobbiamo avere la confidenza di raccomandargli non solamente le nostre necessità, ma anche quelle degli altri. Piacerà tanto al nostro Dio, che noi, dimenticando alle volte i nostri interessi, gli parliamo dei vantaggi della sua gloria, delle sofferenze altrui, specialmente degli ammalati e dei poveri, delle anime del purgatorio che sospirano la sua visione beatifica, e degli scellerati peccatori che vivono privi della sua grazia.

Se vogliamo compiacere il Cuore amante del nostro Dio, dobbiamo cercare quanto più spesso possiamo di parlare con Lui continuamente e con tutta la confidenza possibile, e Lui non sdegnerà di risponderci. Non si farà sentire con voci sensibili alle orecchie, ma con voci bene intelligibili al nostro cuore, allorché ci staccheremo dalla conversazione delle creature per trattenerci a parlare da solo a solo col nostro Dio. Egli ci parlerà con quelle ispirazioni, con quei lumi interni, con quei tocchi soavi al cuore, con quei segni di perdono, con quei saggi di pace, con quella speranza del paradiso, con quei giubili interni, con quelle dolcezze della sua grazia, con quegli abbracci e strette amorose; insomma ci parlerà con quelle voci d'amore che ben l'intendono le anime che egli ama e che non cercano altro che Dio. Su questa terra la Santissima Trinità sia l'unica nostra felicità, l'unico oggetto dei nostri affetti, l'unico fine di tutte le nostre azioni e desideri, fintanto che giungeremo nella Patria Celeste, dove finalmente potremo contemplare da faccia a faccia Colui che abbiamo tanto desiderato d'amare durante il pellegrinaggio terreno.

venerdì 27 giugno 2014

Circa la preghiera

Tempo fa una ragazza mi scrisse per chiedere preghiere per sua sorella che ormai non rispondeva più alle chemioterapie. Ecco la risposta che le diedi e la sua controrisposta:

Cara sorella in Cristo,
                                      pregherò volentieri per tua sorella. Ho apprezzato molto il fatto che tu ti stia impegnando molto per ottenere da Dio la sua guarigione.

Quando si prega per ottenere delle grazie spirituali (convertirci, fare una buona confessione, resistere alle tentazioni, ecc.) possiamo essere certi di essere esauditi. Quando invece chiediamo delle grazie materiali (lavoro, salute, ecc.) dobbiamo chiederle “sotto condizione”, cioè a condizione che siano più utili alla nostra anima.

Lo scopo dell'uomo su questa terra è di salvare l'anima, cioè terminare questa vita in stato di grazia per poter andare in Cielo ad amare la Santissima Trinità in eterno.

Fai bene a pregare per la guarigione di tua sorella, è un bel gesto di carità fraterna. Tuttavia è importante anche aiutarla all'incontro con Dio, qualora il Signore abbia stabilito che per lei sia giunto il momento di abbandonare questa valle di lacrime.

I santi non vedevano l'ora di morire, perché così finalmente potevano unirsi per sempre con Gesù. Talmente grande era il desiderio di morire di Santa Teresa che addirittura scrisse una bella poesia nella quale esprimeva il gran desiderio di terminare questa vita per unirsi eternamente col suo Sposo, senza più pericolo di perderlo col peccato.

La vita su questa terra è penosa e piena di prove dolorose, invece la vita in Cielo è piena di gioia, pace e amore, intendo il vero amore. L'importante però è morire in stato di grazia, cioè senza peccato mortale, per questo motivo è bene confessarsi spesso al fine di essere sempre pronti ad ogni evenienza, poiché nessuno di noi conosce il giorno in cui morirà.

Preghiamo dunque per la guarigione di tua sorella, ma sia fatta non la nostra volontà, ma quella del Signore. Lui è Sapienza infinita e sa benissimo cosa è meglio per lei. É bene chiedere anche alle suore di clausura di pregare per lei.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù Redentore e Maria Mediatrice,

Cordialiter

Gent.mo D.,
                    ti ringrazio innanzitutto per le belle parole che mi hai donato... sicuramente apparterranno ad una maturità spirituale molto forte... io la penso pienamente come te....ho letto il diario di santa Faustina Kowalska che, come santa Teresa, esprimeva quel grande desiderio di morire per incontrare subito il suo Sposo....uno Sposo a volte incomprensibile ma giusto nel suo amore.....uno sposo geloso dei suoi figli....che vuole essere pregato, supplicato e ringraziato in ogni momento...uno Sposo che ha fatto risuscitare i morti, che vuole metterci alla prova soprattutto nei momenti di forte disperazione, quando sembra che sia stato fatto tutto e che non ci siano più speranze....ed è quello che pensavo una settimana fa....ma Lui vuole che noi ci affidiamo alla sua misericordia soprattutto in questi momenti di grande prova, ed è così che ho iniziato fervorosamente a pregare e far pregare per questa mia intenzione quante più persone possibili....Lui vuole metterci alla prova ed io voglio, ora più che mai, pregarlo, pregarlo, pregarlo fino alla fine ...fino a che non si compia la sua volontà […] ti chiedo umilmente di pregare, se puoi, ancora per lei e di diffondere questa mia intenzione...e che sia fatta sempre la Sua volontà... grazie di tutto

(lettera firmata)

lunedì 23 giugno 2014

Vivere cristianamente

Riporto alcuni brani di una lettera che ho scritto tempo fa a una signora attratta dalla vita devota.

Carissima sorella in Cristo,
                                          sono molto contento di sapere che cerchi di fare una vita “eremitica” pur vivendo nel mondo. Per vita eremitica intendo dire vita ritirata, cioè lontana dalle vanità del mondo. Chissà quante tue coetanee perdono tempo nel leggere rotocalchi scandalistici nei quali si spettegola della vita privata dei personaggi famosi. Queste sono cose vane che spesso inducono al peccato. Continua pure a fare una vita ritirata, ma non parlare di ciò con persone che non ti capiscono. Puoi parlarne solo con persone spirituali e fedeli alla Dottrina Cattolica. La Madonna non visse nel deserto, visse nel mondo, ma condusse una vita ritirata, semplice e umile.

Gesù è tanto buono e ci vuole bene assai. Se non ci avesse amato, non si sarebbe fatto crocifiggere per noi. Però vedo che Gesù ha un amore speciale per te. Sì, per te! Da cosa lo capisco? Adesso ti spiego. Nulla capita per puro caso, poiché non cade foglia che Dio non voglia. Chissà quante tue ex amiche di scuola vivono lontano da Dio, e apparentemente sembrano allegre, felici e senza problemi. In realtà la nostra vera felicità è Dio. I beni del mondo non possono saziare il cuore e non possono salvare la nostra anima. Da cosa capisco che tu sei una prediletta di Gesù buono? Dal fatto che stai soffrendo molto. Le anime nobili soffrono più per i patimenti spirituali che per i patimenti materiali. In tutte le tue lettere, non ti ho mai sentito parlare di problemi materiali, ma solo di problemi spirituali, i quali sono i più tormentosi. Vedo che hai il bel desiderio di vivere un cristianesimo di “stretta osservanza”, come l'eroico San Francesco d'Assisi, ciononostante ti trovi sotto il peso della croce. Questo è un buon segno, significa che Gesù ti ama assai assai. I santi dicevano che Dio castiga quelli che ama. Pensiamo al Santo Giobbe che pur essendo un uomo buono, Dio permise che fosse tribolato da lutti, sciagure, povertà, malattie e solitudine, ma ciò che lo fece soffrire di più fu l'incomprensione del prossimo. Alcuni amici erano andati a trovarlo, ma invece di consolarlo lo accusavano di colpe che non aveva commesso. Le pene spirituali lo fecero soffrire di più delle pene materiali. Ma Dio è infinitamente buono e giusto, e vedendo che il Santo Giobbe gli rimase fedele, lo premiò ridonandogli la prosperità, ma soprattutto dandogli un maggior grado di gloria in Cielo. Una cosa del genere sta avvenendo con te. Dio sta provando la tua fedeltà, e se tu resterai fedele sino alla fine, ti darà un grande premio quando lascerai questa valle di lacrime. Lascia perdere quello che ti suggerisce il diavolo. La bestia infernale ti dice: “Non vedi che la Chiesa Cattolica è infestata dai modernisti? Abbandonala! Non pensare più alla vita di San Francesco e degli altri santi, fai quello che fanno molte tue coetanee, divertiti, vai in discoteca, cerca di accumulare più soldi che puoi, organizza feste mondane, banchetti e viaggi. Tu non sei una suora, quelle sono matte che hanno rinunciato ai piaceri della vita per recludersi nella clausura. Tu sei una laica, sei una persona libera, puoi fare tutto quello che vuoi, non devi più pensare a Dio! Non vedi che tanta gente considera te e quei quattro gatti come te, alla stregua dei pazzi? Abbandona Gesù e io ti farò felice!”

Satana vorrebbe staccarti per sempre da Gesù, ma vedo che tu sei un soldato che ha voglia di continuare la buona battaglia della fede. È vero che nel corso del 2010 ti sei staccata un paio di volte dalla pratica religiosa, ma poi ti sei fatta forza e sei tornata alla sequela di Gesù crocifisso. Lo so che la tua croce è pesante, ma con l'aiuto dello Spirito Santo, il dolce Consolatore delle nostre anime, ce la puoi fare.

Forse a volte ti domandi se ti salverai, anche se non sei più entrata in convento. Ascolta quello che ti dico. Quell'attrazione che sentivi per la vita monastica prima del matrimonio, forse era vocazione, ma forse no. C'è tanta gente che entra in monastero con entusiasmo, ma poi si accorge che non ha una vera vocazione, e se torna a casa. Anche i genitori di Santa Teresa di Lisieux volevano entrare in monastero, ma sono stati respinti e si sono fatti santi nello stato matrimoniale. Del resto io vedo che tu vuoi tanto bene a Gesù buono, e se potessi tornare indietro cercheresti di vagliare meglio la tua attrazione per il monastero. Ormai il passato è passato. Anche se per ipotesi Dio non avesse voluto che tu ti sposassi, comunque lo ha permesso con la speranza di trarne un bene maggiore. Ogni tanto sul mio blog vocazionale riporto qualche esempio di persone che per non aver eseguito la vocazione, hanno condotto nel mondo una vita pessima e sono morte lontano dai sacramenti. Ma io riporto quei fatti per poter svegliare quelle persone che pur avendo la vocazione e la possibilità di entrare in monastero, si illudono di poter vivere cristianamente anche facendo la propria volontà. Ma tu non devi tener in conto quelle cose, perché il tuo caso è diverso. Anche se la tua fosse stata vera vocazione, adesso sei una donna sposata. Dio vede che tu sei pentita di non aver fatto un'esperienza vocazionale, ma vede anche che adesso vuoi amarlo con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le tue forze. Il Signore è incapace di discacciare da sé un'anima che supplica il suo aiuto col cuore contrito. Coloro che che si son dannati dopo aver rifiutato la vocazione religiosa, sono andati all'inferno perché non si sono rivolti con fiducia a Gesù e a Maria. Tu invece vuoi tanto bene al Redentore e alla Mediatrice di tutte le grazie, e adesso loro vogliono aiutarti a farti diventare santa nello stato matrimoniale. Lo so che non è facile, ma puoi farcela come ce la fecero Zelia Guérin e Luigi Martin. Solo per il fatto che hai insegnato alla tua bambina il mistero della Presenza Reale, adesso Gesù ti è “debitore” e vuole sdebitarsi per questa opera buona che hai fatto. Oggi molti bambini vivono come pagani, senza conoscere Gesù buono, perché i loro genitori non gli parlano mai delle cose celesti.

Se tu hai il desiderio di essere sposa di Gesù, io ti rispondo con le parole di Sant'Antonio di Padova: “Omnes animae sponsae sunt Christi”, ossia tutte le anime che amano sinceramente Cristo sono sue spose. Anche tu sei sposa di Gesù se lo ami con tutto il cuore. Certo le suore hanno il vantaggio di consacrargli la propria verginità, mentre le persone sposate non possono vivere in castità senza il consenso del proprio coniuge (tranne in casi particolari), tuttavia possono sempre consacragli il proprio cuore, e popolare il Cielo di nuovi cittadini. Io non solo voglio che tu ti salvi l'anima, ma voglio che tu ti faccia santa per dare gusto a Dio. Inoltre voglio che diventino santi anche tuo marito, la tua bambina, i tuoi parenti e tutti coloro che conosci, soprattutto quelli che ti hanno fatto soffrire.

Spero tanto di esserti stato di qualche utilità. Continua pure a scrivermi ogni volta che vuoi, soprattutto quando ti senti tentata ad abbandonare il Corpo Mistico di Cristo per aderire al paganesimo che dilaga nel mondo. Coraggio, combatti con ardore la buona battaglia, e non dimenticarti mai quel che diceva San Francesco: “Tanto è quel che mi aspetto che ogni pena mi è diletto”.

Chiediamo alla Regina del Cielo di darci la forza di restare fedeli a Gesù buono fino alla morte. Così sia.

Cordialiter