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martedì 12 aprile 2016

Un esorcismo raccontato da Don Giuseppe Tomaselli

Purtroppo, non solo tra i miscredenti, ma persino tra alcuni cattolici praticanti si è diffusa l'erronea opinione secondo cui il demonio non esiste o se esiste non è pericoloso. Ho tratto dal libretto "Satana nel mondo" scritto dal celebre esorcista Don Giuseppe Tomaselli (1902 - 1989), il racconto di un esorcismo effettuato dall'autore stesso, nella speranza che qualche miscredente possa ricredersi. Il demonio odia molto la Madonna, la quale riesce a strappargli molte anime e a portarle a Gesù buono.

La serietà dello scritto è comprovata dalla fama di santità di Don Giuseppe Tomaselli oltre che dall'approvazione ecclesiastica.

Visto per la Società Salesiana
Catania, 18 - 4 - 68
Sac. Calogero Conti

IMPRIMATUR
S. Lucia del Mela 13 - 5 - 68
+ Francesco Tortora
Vescovo-Prelato

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PRIMO INCONTRO

Un giorno, 18 maggio 1965, venne a trovarmi un uomo. Così mi parlò: - Sono stato indirizzato a lei dalle Suore di San Paolo della città. Sono molto sofferente. Sono stato in giro tanto tempo per avere sollievo; ma ormai sono stanco. Mi aiuti lei!

- Di che cosa si tratta?

- Ho disturbi diabolici. Prego, prego, prego sempre. L'unica mia forza è la preghiera.

- Che lavoro compie?

- Prima ero impiegato nell'Amministrazione Provinciale della mia città. A causa dei miei continui e forti disturbi, dovetti lasciare il lavoro.

- Vediamo se i suoi disturbi sono proprio diabolici, poichè potrebbero provenire dal sistema nervoso indebolito. Di salute come sta?

- Fisicamente sto bene. Sono stato da specialisti, ho avuto visite, mi hanno esaminato con i « Raggi X », mi hanno fatto analisi di tante specie ed è risultato sempre un organismo perfettamente sano.

- Quanti anni tiene?

- Trenta quattro.

- Ora dica: Come sono cominciati i suoi disturbi?

- Circa sette anni addietro all'improvviso cominciai a sentirmi male, in tutto il corpo, come oppresso da un peso. E poi ... dolore di viscere, dolore alle ossa, la gola serrata ... Mi abbattei e credevo di morire.

Dopo qualche tempo mi apparivano cose strane, ad esempio, un grosso serpente che mi attorcigliava e mi mordeva. Io tremante pregavo.

Spesso, di notte e di giorno, mi apparivano esseri mostruosi, in forma di demoni, e questo mi terrorizzava.

A letto talvolta sentivo tirarmi le coperte; nella mia camera apparivano luci e fiamme.

Per due anni non sapevo a chi confidare le mie pene. Pregavo e solo così avvertivo qualche sollievo. Quando mi decidevo a fare la Comunione, provavo un senso di disgusto; ma mi comunicavo lo stesso.

Siccome pregavo molto, durante la preghiera udivo vicino a me uno che bestemmiava contro Gesù Cristo e contro i Santi. Subito guardavo attorno e non vedevo alcuno.

Mi piacevano le letture sante. Comprai la Bibbia ed altri libri religiosi; ma il demonio, assalendomi, me li faceva strappare.

Poichè i disturbi non cessavano, ed anzi aumentavano, decisi farmi esorcizzare per cacciare il demonio.

Andai in diverse città d'Italia, anche in Francia, a Chalon ed a Lione, per farmi liberare da Sacerdoti capaci. Mi recai anche da Padre Pio, il quale mi disse: Io ti benedico e speriamo che durante il viaggio di ritorno a casa il demonio ti lasci per sempre. -

Invece tutto è continuato come prima. Spesso i demoni, in grandi schiere, mi circondano e mi fanno soffrire.

Avrei tante altre cose da dire, ma ne faccio a meno.

Mentre avveniva il primo incontro di quest'uomo con me, nel mio ufficio venne un Vescovo. Approfittai dell'occasione.

- Eccellenza, quest'uomo è indemoniato. Vorrebbe essere liberato; prega molto e spera.

- Ma è proprio indemoniato? - soggiunse il Vescovo.

- Eccellenza, ecco una prova! L'indemoniato davanti ad un oggetto sacro reagisce subito e questo è uno dei tanti segni dell'ossessione. Voglia osservare! - Appena l'uomo vide il Crocifisso che io tenevo in mano, il demonio si manifestò. L'ossesso indietreggiò, alterò la voce, il suo volto si fece strano e giù bestemmie contro Dio e la Madonna. Poi inveì contro il Vescovo con parole e con gesti triviali, quantunque Sua Eccellenza fosse un Pastore esemplare.


Impallidì il Vescovo e disse:

Tu, o demonio, sarai vinto dalla Madonna. Ti mostri forte con noi, ma la Madonna è più forte di te.

Dopo questa battuta il Vescovo disse a me e ad altri tre presenti: Veramente qui c'è il demonio! -

Allora tracciai un segno di Croce sulla fronte dell'ossesso ed all'istante fu lasciato libero; infatti ritornò normale, risollevato e baciò il Crocifisso con devozione.

Vista la situazione, dissi all'uomo: Lei ha bisogno degli Esorcismi solenni. Per riuscire nell'impresa, che non è facile, occorre tempo. Date le mie occupazioni, non intendo mettermi a fare gli Esorcismi. Si rivolga ad altro Sacerdote, che possa mettersi a sua disposizione. -

L'indemoniato dopo qualche tempo partì dalla mia città e ritornò al luogo natìo.

SECONDO INCONTRO

Trascorsero due anni.

Una domenica, mentre rincasavo sul mezzogiorno, un tale si avvicinò e mi baciò la mano. Era l'indemoniato. Gli dissi:

- E lei è in questa città?

- Siccome nella mia città sono conosciuto e sento vergogna, preferisco stare qui.

- Ed ora cosa fa?

- Cammino. Devo camminare per almeno cinque ore, anche sotto la pioggia e con il freddo. Il demonio che ho addosso vuole così.

- Ma ancora non si è liberato? - E chi mi libera? -

Ne ebbi compassione. - Beh, soggiunsi, per questa volta mi metterò io. Venga a trovarmi e così si daranno le botte al demonio. Intanto preghi!

- E si che prego! Prego continuamente, con la bocca o con la mente, per sei o sette ore al giorno, invocando il Sangue di Gesù Cristo! Povero me se non pregassi! Ripeto spesso: Satana, ti sgridi Dio! ... Il Sangue di Gesù Cristo ti abbatta! ... - E mi comunico ogni giorno.

- Dunque si faccia coraggio! Domani l'attenderò.

Vengono a trovarmi tanti. Mentre mi disponevo a fare le forti preghiere per l'indemoniato, giunsero alcune donne ed alcuni uomini, persone già messe a conoscenza del fatto.

Domandai all'indemoniato, che era piuttosto sereno: Lei permette che assistano costoro?

- Niente di male; purché non ci sia qualche fotografo.

- Stia tranquillo! Frattanto si disponga. Mentre lotterò con il demonio, lei preghi nella mente. -

Erano presenti un gruppetto di pie donne, un dottore, tre professori, due sottufficiali di Questura, alcuni padri di famiglia e qualche giovanotto.

Prima d'iniziare dissi:

Se qualcuno ha paura di assistere all'esorcismo, si allontani. Raccomando ciò specialmente alle donne. - Si allontanò solo una madre di famiglia.

Continuai: Non fatevi meraviglia se quest'uomo bestemmierà o dirà parolacce; non sarà lui, ma lo spirito maligno. Ed ora mettetevi in ginocchio. Recitiamo tutti l'atto di dolore. Umiliamoci profondamente davanti a Dio!

Mentre ci si disponeva a questo, il demonio cominciò a tormentare l'uomo. Subito iniziai la preghiera, dicendo solo nella mia mente:

« Signore, sono nulla al tuo cospetto e molto debole davanti alle potenze infernali. Per la dignità sacerdotale, di cui mi hai rivestito per la tua misericordia, per le preghiere dei presenti e per la tua vittoria su Satana, fa' che io possa dominare il maligno spirito e permetti che egli dica qualche cosa, che un giorno possa giovare alle anime ».

Quantunque avessi pregato mentalmente, il demonio conobbe il mio pensiero e frattanto mi guardava con occhi biechi.

L'ossesso improvvisamente contorse il collo a più riprese, agitava spasimante ora le braccia ed ora le gambe e bestemmiava contro il Signore e la Madonna.

Toccai con il dito le sue labbra e subito tacque.

Tenendo poi la mia mano sopra il suo capo, in segno di dominio come Ministro del Signore, gli dissi:

- Se Dio te lo permette, dimmi il tuo nome!

- Sono il principe degli angeli ribelli, Lucifero! -


Udito ciò, dissi ai presenti: Invochiamo allora l'Arcangelo San Michele, il vincitore di Satana.

- Michele, esclamò l'ossesso, ... lo conosco! ... Abbiamo lottato assieme e poi mi ha precipitato ed incatenato negli abissi infernali! -

Tre volte invocammo San Michele e ad ogni invocazione Satana fremeva sempre di più, tormentando il paziente.

Continuai: Che peccato hai fatto in Cielo?

- Tu lo sai! ... Mi ribellai a Dio... Del resto, leggi la Scrittura.

- Che Dio ti maledica, o Satana!

- Ma io sono già maledetto!

- Nel nome di Dio, ti comando di rispondere: Come mai tu, che in qualità di capo mandi in giro i demoni e ti servi di loro, questa volta sei venuto in costui tu personalmente?

- Non riescono, perchè lui prega troppo. Ma ora devo lasciarlo e ritornare nel pozzo infernale. Là aspetto voi! Ma quest'uomo andrà altrove. Vi aspetto con me nel fuoco! - Ed alterando la voce da far paura, soggiunse: Ma ... fuoco fuoco!

- Che differenza c'è tra il fuoco della terra e quello dell'inferno?

- Quello della terra è materiale; quello dell'inferno è di potenza divina. - Se si proponesse a te: Se farai la tale o tal'altra cosa, tu uscirai dall'inferno! - cosa saresti disposto a fare?

- Ipotesi inutile! La mia condanna è eterna.

- Nel nome di Dio, rispondi ancora! Le anime che stanno nell'inferno, per quali peccati vi sono cadute?

- Tu lo sai.

- Lo so; è per la disonestà. Ma in modo particolare?

- Per adulterio, per omicidio, per ateismo.

- Se Dio ti permette di parlare, rispondi su questo: Quando tu vai in giro per il mondo, cosa fai?

- Tento; lavoro nella mente umana. Spingo alla bestemmia, all'omicidio, all'odio, al furto, all'impurità e ad altri peccati. Rovino più anime che posso. Ma devo anche dire che in questo mio lavoro talvolta sono percosso dal Creatore e daglí Angeli. -

Pensando che le dichiarazioni di Satana, un giorno pubblicate, avrebbero potuto essere utili alle anime, continuai ad interrogarlo. Certamente il maligno rispondeva perché era obbligato a farlo.

- Che lavoro fai con quelli che si confessano?

- Dopo averli spinti al peccato, li accompagno sino al confessionale; li tento affinchè dicano bugie al Confessore. Però i buoni non mi danno ascolto.


- Presso i moribondi cosa fai?

- Sino all'ultimo dò l'assalto, nella speranza di vincere.

- Se venissero nel mondo coloro che sono nell'inferno, cosa direbbero ai viventi? -

A questo non rispose.

Credo che la risposta sia quella data da Gesù Cristo nella parabola del ricco Epulone: Se non ascoltano Mosè ed i Profeti, non crederanno nemmeno se uno risuscitasse dai morti. - (S. Luca - XVI - 31).

Il che significa: Se certi dannati si presentassero nel mondo e parlassero dell'inferno, i cattivi li piglierebbero per pazzi e non crederebbero lo stesso.

Frattanto tutti i presenti guardavano l'indemoniato. I loro volti erano pallidi e gli occhi sbarrati, meravigliati di ciò che vedevano ed udivano. Osservai che i più impressionati erano gli uomini. Esortai tutti ad intensificare la preghiera. Satana inferocì; faceva segni poco educati, gridando: Miserabili, non pregate! ... Bestemmiate! ... Andate piuttosto a divertirvi al cinema!... -

La rabbia satanica si riversò sull'ossesso. Questi provava forti attacchi dolorosi, ora al cuore, ora alla testa ed ora ad altre membra; compresi ciò perchè egli spasimante portava la mano sulle varie parti del corpo, indicando ove soffriva di più.

Appena poggiavo la mano sacerdotale sulla parte sofferente, all'istante cessava lo spasimo locale. Satana era sotto il dominio della potestà del Sacerdote.

Intanto facevo internamente atti di umiltà. Guai a me ed all'ossesso se io avessi fatto qualche atto di superbia! Avrei rese nulle le fatiche dell'esorcismo. Il maligno tentò assaltarmi dicendomi parole di lode. Per grazia di Dio compresi e respinsi l'assalto.

Vedendosi alle strette, il brutto spirito esclamò:

- Maledetto il momento in cui quest'uomo s'incontrò con te! ... Ti piglierei a schiaffi, come ho fatto con altri; ma non posso farlo! ... E voi, donnacce, che pregate, sappiate che io potrei torcervi il collo a tutte; ma non mi è permesso farlo! Voi pregate e con voi c'è la potenza divina!... Posso vendicarmi soltanto sopra questo uomo. Come tormentai Giobbe nel corpo, così tormento questo miserabile! Non posso toccare l'anima sua, ma il corpo sì; ed allora lo faccio soffrire, portandolo in giro sotto la pioggia, e lo spavento con orribili visioni! -

E qui bestemmie! Gli toccai le labbra e tacque.

- Se è volontà di Dio ed Egli te lo permette, rispondimi:

- Sei solo in quest'uomo?

- Con me ci sono tanti altri. Ho a disposizione una legione di combattenti, demoni a me soggetti. Andiamo in giro per la terra. Conosco tutti e conosco tutte le lingue ed i dialetti. Potrei parlare in tedesco, francese, inglese, spagnolo, portoghese ...

A queste parole pensai:

Se gli permetto di parlare in lingua estera, forse Dio non sarà contento, quasi io volessi appagare la mia curiosità, e tanto più che tra le norme degli Esorcisti c'è anche questa: Non si facciano domande di curiosità - Inoltre pensai: Questa potrebbe essere un'insidia diabolica, perchè, ascoltando lui con interesse, smetteremmo tutti di pregare. Per tal motivo non gli permisi di parlare.


Proseguii nelle mie domande:

- Quali luoghi della terra tu preferisci?

- Certamente gli abitati, perché là trovo le anime.

- Se hai altro da dire e Dio te lo permette, parla!

- Ho da dire questo: Devo lasciare quest'uomo e ritornare nel pozzo eterno, ove Michele mi ha incatenato.

- Vedi come Gesù trionfa sopra di te!

- Il Cristo morendo in Croce mi ha schiacciato!

- Anche Maria Santissima ti ha schiacciato il capo!

- Ah, questa Donna! ... Non dirò mai il nome di questa tale! -

I presenti ripetevano a coro: Viva Maria! ... Viva Maria! ... -

La faccia dell'uomo divenne così brutta, come mai l'avevo vista; dicevo tra me: Sembra proprio la faccia del diavolo!

- Ed ora, esclamai, va' via Satana! La Madonna deve cacciarti! -

Allora feci nella mia mente la seguente preghiera, invitando i presenti ad unirsi alla mia supplica:

« O Dio, per la bontà che hai avuta nel dare all'umanità la Vergine Santissima per Madre, per il suo Immacolato Concepimento, per la sua dignità di Madre di Dio, per la sua Assunzione al Cielo, per la sua potenza quale Regina degli Angeli e dei Santi, ti prego, libera quest'uomo! »

Sull'istante l'uomo esclamò: « Viva Maria! » -

Si alzò da sedere tranquillo e sorridente, dicendo: Sento di essere leggero! ... Sono a digiuno, ma ho tanta gioia da non sentire voglia di mangiare!


CHIARIFICAZIONI

- Ed ora, gli chiesi, mi chiarisca qualche cosa. Durante il colloquio che ho tenuto con Satana, lei cosa faceva?

- Pregavo nella mia mente, invocando il Sangue di Gesù Cristo.

- Vedeva me e queste persone presenti?

- Non vedevo nessuno di voi. Vedevo qui, alla mia sinistra, staccati da voi, centinaia e centinaia di demoni, brutti brutti. Davanti a me, qui, c'era Satana, grande, con le ali come un pipistrello; l'ho visto anche in forma di dragone, cioè, di grossissimo serpente, disteso qui, con la bocca orribile e talvolta mi mordeva.

- Ha sentito me, mentre parlavo con Lucifero?

- Ho sentito nulla.

- Eppure c'è stato un dibattito interessante!

- Ma io non so cosa abbia detto.

- Le spiego il fenomeno. In questa lotta con Satana lei era libero nella sua mente e poteva pregare. Il suo corpo invece era in potere di Satana, il quale si serviva della sua bocca per rispondere. Non era quindi lei che ragionava e parlava, ma era Lucifero in persona. Ormai che lei si è liberato, dopo quanto le è avvenuto, cosa potrebbe dire agli altri?

- Voglio esortare tutti ad invocare spesso il Sangue di Gesù Cristo, affinchè questo Divin Sangue purifichi l'anima nostra e ci liberi da ogni astuzia del demonio. Io ne ho provato la grande efficacia. Sono in pace con il Signore; lo prego e lo amo con tutto il cuore e spero essere fedele a Lui con grande riconoscenza per la liberazione ricevuta. -

C'è da ringraziare il Signore e la Madonna del buon esito dell'esorcismo.

COMMENTI

Naturalmente, tutto finito, i presenti all'esorcismo fecero i commenti.

Diceva un professore: Avrebbero dovuto essere presenti a quanto è avvenuto ora certi professori atei! - Un altro disse: Ma il demonio, che è intelligente, sapendo che quello che dice giova alle anime, perché l'ha detto?

- L'ha detto perché è stato costretto dalla volontà divina. -

domenica 20 marzo 2016

Santa Teresa e San Giuseppe

[Brano tratto da "San Giuseppe - Mese in suo onore" di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Messanae, 30 - 9 - 1962 Can. Pantaleon Minutoli Pr. V. G.]

Santa Teresa d'Avila, Riformatrice del Carmelo, viaggiava con alcune Conso­relle per fondare un monastero; aveva già promesso di dedicare a San Giuseppe la nuova fondazione.

Era in carrozza. In un dato momento i cavalli s'imbizzarrirono; il cocchiere, poco pratico del luogo, sbandava di qua e di là ed inconsciamente si avviava ad un precipizio.

Santa Teresa comprese il pericolo ed esclamò: Care Consorelle, siamo perdute se San Giuseppe non ci verrà in aiuto! Invochiamo la sua assistenza! -

Cominciata la preghiera, nel silenzio della campagna si udì una gran voce: Fermate! Prendete l'altra via! -

A questa voce i cavalli si ammansiro­no, il cocchiere cambiò facilmente dire­zione ed il pericolo fu evitato.

Le Consorelle chiesero alla Santa: Quella voce misteriosa donde veniva? E' stata la nostra salvezza! -

Santa Teresa rispose: Volete conosce­re chi ci abbia salvato? E' stato il caris­simo nostro padre San Giuseppe. Appe­na l'abbiamo invocato, è venuto in aiu­to!

sabato 19 marzo 2016

Morte serena dei devoti di San Giuseppe


[Brano tratto da "San Giuseppe - Mese in suo onore" di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Messanae, 30 - 9 - 1962 Can. Pantaleon Minutoli Pr. V. G.]

Era gravemente inferma la Serva di Dio Suor Pudenziana Zagnoni, France­scana. La devozione nutrita verso San Giuseppe le fu di grande gioia prima di morire. Le Consorelle che l'assistevano ne invidiavano la sorte. Le apparve San Giuseppe con Gesù Bambino.

La Suora davanti a quella scena di Paradiso rimase commossa e ringraziava ora Gesù ed ora San Giuseppe di essersi degnati di venirla a trovare.

Vedendo che l'invitavano ad andare in cielo, provò tanta gioia da pregustare le delizie eterne.

San Giuseppe le fece un altro dono: le consegnò Gesù Bambino per significare: Io sono morto tra le braccia di Gesù; tu ora muori con Gesù tra le braccia!

Com'è dolce morire con l'assistenza di San Giuseppe!

venerdì 18 marzo 2016

San Giuseppe Patrono dei moribondi

[Brano tratto da "San Giuseppe - Mese in suo onore" di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Messanae, 30 - 9 - 1962 Can. Pantaleon Minutoli Pr. V. G.]

Un missionario dell'Africa occidentale, e precisamente del Senegal, raccontava che un giorno trovavasi a visitare a ca­vallo una contrada mai percorsa, in aper­ta campagna, quando ad un tratto arrivò presso una casa privata. Messo il piede sulla soglia, udì una voce:

- Chi va là?

- Un Padre Missionario.

- Allora siate il benvenuto!

Era un soldato francese, che febbrici­tante stava a letto. Così egli parlò: Sono al terzo accesso di febbre ed è difficile su­perarlo. Voglio purificare la coscienza con la Confessione; voglio morire sereno. Ricevuta l'assoluzione, disse: Io ero si­curo che sarebbe arrivato qui un Sacer­dote. Porto la medaglia di San Giusep­pe; sono devoto di questo Santo, che è il Protettore della buona morte. Ho chie­sto sempre di avere un Sacerdote al mio capezzale prima di morire. San Giusep­pe mi ha esaudito! -

Il Missionario concludeva la narrazio­ne dell'episodio dicendo: Due ore dopo quell'uomo spirava.

giovedì 17 marzo 2016

Guarito da San Giuseppe

[Brano tratto da "San Giuseppe - Mese in suo onore" di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Messanae, 30 - 9 - 1962 Can. Pantaleon Minutoli Pr. V. G.]

La purezza è necessaria all'anima ed è anche utile al corpo. L'immoralità è la rovina dell'anima e del corpo.

Un giovane si era dato ai vizi ed in breve perdette la fede e la salute. Fu ri­coverato nell'ospedale.

Una Suora si accorse che l'infermo era lontano da Dio e cercò la via per fare breccia nel cuore di lui. Il giovane alle amorose cure rispondeva con parole bef­farde. Ma la Suora, fiduciosa nella con­versione, non si stancava di dire la buo­na parola e di pregare. Le venne l'ispira­zione di affidare l'impresa a S. Giuseppe.

Un pomeriggio l'infermo si era levato da letto e passeggiava all'aperto. Ad un tratto senti una forte commozione ed av­vertì nuove idee nella mente: Vita fu­tura... inferno... Paradiso... Il suo animo era in tempesta. San Giuseppe, pregato dalla Suora, in quel momento agiva nel suo cuore.

Fu tale l'impressione, che l'infermo volle il Cappellano dell'ospedale e gli dis­se: Per carità, dia un poco di pace all'a­nima mia! - Fu esortato a confessarsi.

L'indomani mattina il peccatore era ai piedi del Confessore, per detestare le sue colpe e riceverne l'assoluzione. Sentì il dovere di ringraziare San Giuseppe per la grazia dell'anima ed anche della sa­lute, che subito riacquistò.

mercoledì 16 marzo 2016

San Giuseppe sfama i poveri

[Brano tratto da "San Giuseppe - Mese in suo onore" di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Messanae, 30 - 9 - 1962 Can. Pantaleon Minutoli Pr. V. G.]

A Torino c'è la « Piccola Casa della Provvidenza », ove al presente sono rac­colti circa diecimila sofferenti, ciechi, sordo-muti, paralitici, minorati... Essi so­no mantenuti gratuitamente. Non ci so­no fondi, nè registri di contabilità. Ogni giorno si dispensano circa trenta quin­tali di pane. E poi... quante spese! Da più di cent'anni mai è mancato il necessario ai ricoverati. Nel 1917 ci fu in Italia la penuria del pane, essendo un periodo cri­tico di guerra. Scarseggiava il pane an­che tra i benestanti e tra i militari; ma nella « Piccola Casa della Provvidenza » ogni giorno entravano i carri carichi di pane.

La « Gazzetta del Popolo », di Torino, commentò: Da dove venivano quei car­ri? Chi li mandava? Nessuno, neppure i conducenti, hanno mai potuto conoscere e disvelare il nome del munifico dona­tore. -

Nei momenti difficili, davanti ad impe­gni gravissimi, quando pareva che ai ri­coverati dovesse mancare il necessario, si presentava alla «Piccola Casa» un si­gnore sconosciuto, che lasciava quanto abbisognava e poi scompariva, senza la­sciare tracce di sé. Nessuno ha mai sa­puto chi fosse questo signore.

Ecco il segreto della Provvidenza nella « Piccola Casa » : il fondatore di questa opera è stato il Santo Cottolengo. Questi portava il nome di Giuseppe; sin dal principio costituì San Giuseppe Procu­ratore Generale della «Piccola Casa», af­finchè puntualmente provvedesse ai ri­coverati, come in terra provvedeva il necessario alla Sacra Famiglia; e San Giu­seppe ha continuato e continua a fare il suo ufficio di Procuratore Generale. Fioretto - Privarsi di qualche cosa non necessa­ria e darla ai bisognosi.

venerdì 15 gennaio 2016

Meditare i misteri del Santo Rosario

METODI SANTI PER RECITARE IL SANTO ROSARIO E ATTIRARE SU DI SE' LA GRAZIA DEI MISTERI DELLA VITA, DELLA PASSIONE E DELLA GLORIA DI GESU’ E DI MARIA 
(S. Luigi M. Grignion da Montfort)

OFFERTE PARTICOLARI PER OGNI DECINA



Misteri Gaudiosi

1a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo primo mistero per onorare la tua Incarnazione. Ti chiediamo per questo mistero e per l'intercessione della tua santa Madre, una profonda umiltà  di cuore.

- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)

- La grazia del mistero dell'Incarnazione discenda nella mia anima e la renda veramente umile.



2a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo secondo mistero per onorare la visita della tua santa Madre alla sua parente santa Elisabetta. Ti chiediamo per questo mistero e per l'intercessione di Maria, un perfetto amore verso il nostro prossimo.

- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)

- La grazia del mistero della Visitazione discenda nella mia anima e la renda veramente piena d'amore.



3a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo terzo mistero per onorare la tua santa Nascita. Ti chiediamo per questo mistero e per l'intercessione della tua santa Madre, il distacco dai beni del mondo, l'amore per la povertà  e per i poveri.
- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)

- La grazia del mistero della Nascita di Gesù discenda nella mia anima e la renda evangelicamente povera.



4a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo quarto mistero per onorare la tua Presentazione al tempio per le mani di Maria. Ti chiediamo per questo mistero e per l'intercessione della tua santa Madre, il dono della sapienza e la purezza dell'anima e del corpo.

- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)

- La grazia del mistero della Presentazione discenda nella mia anima e la renda veramente saggia e pura.



5 a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo quinto mistero per onorare il tuo Ritrovamento fra i dottori da parte di Maria che ti aveva smarrito. Ti chiediamo per questo mistero e per l'intercessione della tua santa Madre la conversione nostra e di quanti si trovano in stato di peccato, eresia, scisma e idolatria

- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)

- La grazia del mistero del Ritrovamento di Gesù al tempio discenda nella mia anima e la converta veramente.




Misteri Dolorosi

6a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo sesto mistero per onorare la tua mortale Agonia nel giardino degli Ulivi. Ti chiediamo per questo mistero e per l'intercessione della tua santa Madre, un sincero pentimento dei nostri peccati e una piena adesione alla tua volontà .

- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)

- La grazia dell'Agonia di Gesù discenda nella mia anima e la renda veramente pentita e conforme alla volontà  di Dio.


7a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo settimo mistero per onorare la tua sanguinosa Flagellazione. Ti chiediamo per questo mistero e per l'intercessione della tua santa Madre, la perfetta vigilanza sui nostri sensi.

-Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)

-La grazia della Flagellazione di Gesù discenda nella mia anima e la renda veramente vigilante.



8a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo ottavo mistero per onorare la tua atroce Incoronazione di spine. Ti chiediamo per questo mistero e per l'intercessione della tua santa Madre, un grande distacco dallo spirito del mondo.
- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)

- La grazia del mistero dell'Incoronazione di spine di Gesù discenda nella mia anima e la renda veramente distaccata dallo spirito del mondo.

9a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo nono mistero per onorare il tuo viaggio al Calvario sotto il peso della croce. Ti chiediamo per questo mistero e per l'intercessione della tua santa Madre, una grande costanza nel seguirti, portando la croce ogni giorno della nostra vita.

- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)

- La grazia del mistero di Gesù carico della croce discenda nella mia anima e la renda veramente costante nel portare la croce.

10a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo decimo mistero per onorare la tua Crocifissione sul Calvario. Ti chiediamo per questo mistero e per l'intercessione della tua santa Madre, una viva avversione per il peccato, l'amore alla Croce e una morte santa per noi e per quanti agonizzano in questo momento.

- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)

- La grazia del mistero della Passione e Morte di Gesù Cristo discenda nella mia anima e la renda veramente santa.


Misteri Gloriosi

11a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo undicesimo mistero per onorare la tua trionfale Risurrezione. Ti chiediamo per questo mistero e per l'intercessione della tua santa Madre, una fede viva.

- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)

- La grazia del mistero della Risurrezione discenda nella mia anima e la renda davvero credente.

12a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo dodicesimo mistero per onorare la tua gloriosa Ascensione. Ti chiediamo per questo mistero e per l'intercessione della tua santa Madre, una ferma speranza e un vivo desiderio del paradiso.
- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)

- La grazia del mistero dell'Ascensione di Gesù Cristo discenda nella mia anima e la renda veramente degna del cielo.

13a DECINA. Spirito Santo, ti offriamo questo tredicesimo mistero per onorare la Pentecoste. Ti chiediamo per questo mistero e per l'intercessione della tua fedele Sposa Maria, la divina Sapienza per conoscere, gustare e vivere la verità  e comunicarla agli altri.
- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù,  perdona...)

- La grazia del mistero della Pentecoste discenda nella mia anima e la renda veramente sapiente secondo Dio.

14a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo quattordicesimo mistero in onore dell'immacolata Concezione e dell'Assunzione in corpo ed anima della tua santa Madre in cielo. Ti chiediamo per questi misteri e per la sua intercessione, una vera devozione verso di lei per ben vivere e ben morire.

- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)

- La grazia dei misteri dell'immacolata Concezione e dell'Assunzione discenda nella mia anima e la renda veramente devota di Maria.

15a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo quindicesimo e ultimo mistero in onore della gloriosa Incoronazione della tua santa Madre in cielo. Ti chiediamo per questo mistero e l'intercessione di lei, la perseveranza e il progresso nella virtù fino alla morte e la corona eterna per noi preparata. Ti chiediamo la stessa grazia per tutti i fedeli e per quanti ci hanno fatto del bene.

- Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre... (O Gesù, perdona...)

Signore Gesù, per questi misteri della tua Vita, Passione, Morte e Gloria e per i meriti della tua santa Madre, ti preghiamo: converti i peccatori, aiuta i morenti, libera le anime del purgatorio. Concedi a tutti noi la tua grazia per ben vivere e ben morire, e la tua gloria per contemplare il tuo volto e amarti per l'eternità . Amen.

IL METODO PIU' BREVE
per celebrare la vita, la morte e la gloria di Cristo e di Maria nella recita del santo Rosario e per diminuire le distrazioni.

Ad ogni Ave Maria delle varie decine bisogna aggiungere una clausola che richiama il mistero celebrato. La clausola si aggiunge dopo la parola GESU' a metà  dell'Ave Maria.

Misteri gaudiosi

L'Annunciazione, 1 a decina:
.... e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù Incarnato. 


La Visitazione, 2a decina:
 ... e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù che santifica. 


La Nascita: 3a decina: 
... e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù che nasce povero. 


La Presentazione al tempio, 4a decina:
 ... e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù offerto per noi.


Il Ritrovamento nel tempio, 5 a decina:
 ... e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù, il Santo dei Santi.

Al termine della prima corona del rosario si dice: 
Le grazie dei misteri gaudiosi discendano nelle nostre anime e le rendano veramente sante.


Misteri dolorosi

L'Agonia nel Getsemani, 6a decina: 
... e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù agonizzante.


La Flagellazione, 7a decina:
 ... e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù flagellato.

L'Incoronazione di spine, 
8a decina:
 ... e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù incoronato di spine.


La Salita al Calvario, 9a decina: 
... e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù carico della croce.


La Crocifissione, 10a decina: 
... e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù crocifisso.

Alla fine della seconda corona: 
Le grazie dei misteri dolorosi discendano nelle nostre anime e le rendano veramente costanti nelle prove.


Misteri gloriosi

La Resurrezione, 11 a decina: 
... e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù risorto. 


L'Ascensione, 12a decina: 
... e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù asceso al cielo.


La Discesa dello Spirito Santo, 13a decina:
 ... e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù che ti colma di Spirito Santo. 


L'Assunzione di Maria, 14a decina: 
... e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù che ti libera dalla morte.


L'Incoronazione di Maria, 15 a decina:
 ... e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù che t'incorona di gloria.

E terminata la terza corona: 
Le grazie dei misteri gloriosi discendano nelle nostre anime e le rendano beate per l'eternità.


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mercoledì 13 gennaio 2016

Pensiero spirituale

“Quando l’Intoccabile fu legato, 
ancora una volta la Vergine Madre 
si sentì condannata e crocifissa nel cuore… 
Il soldato percuoteva con schiaffi, brutalmente, 
colui che è lodato e adorato da miriadi di angeli… 
coprivano di sputi quel volto che dona la luce… 
e percuotevano colui che dà vita a tutte le cose… 
e posero una corona di spine al Re dell’Universo”.

(S. Massimo il confessore)

martedì 10 novembre 2015

Genuflettersi dinanzi al Santissimo

Ho ricevuto una lettera di un sacerdote, il quale si ricorda con riconoscenza del suo Padre Spirituale ai tempi del seminario, che esortava i seminaristi alla devozione raccontando quel che accadde a un giovane, il quale si convertì alla fede cattolica per aver visto nella penombra di una Chiesa in cui era entrato per caso, la devota genuflessione di un sacerdote. Il Padre Spirituale esortava i seminaristi alla devozione dicendo che una genuflessione ben fatta poteva salvare un'anima.

Ma ancora oggi una genuflessione fatta bene edifica il cuore dei presenti. Qualche tempo fa su un quotidiano cattolico è stata pubblicata una “lettera al direttore” scritta da un prete. Era ormai sera, i negozi stavano abbassando le saracinesche e la gente si affrettava a tornare a casa. Il prete è entrato in una chiesa tenuta da dei religiosi e ha suonato il campanello per chiamare il confessore. Dopo poco ha sentito riecheggiare nel silenzio della chiesa i passi lenti e stanchi di un anziano frate che camminava nella penombra della navata illuminata dall’unico faro acceso sull’altare, quello del tabernacolo. A un certo punto i passi si sono fermati e, come un cavaliere antico, quell’anziano frate si è inginocchiato, a fatica, lentamente, davanti al Santissimo Sacramento prima di andare a confessare il prete, il quale è rimasto molto edificato nel vedere quel gesto di devozione.

Purtroppo, oggi molta gente non si inginocchia più quando passa davanti al tabernacolo e neppure al momento dell'Elevazione dell'Ostia. Bisognerebbe ricordarsi sempre che anche una genuflessione fatta con devozione può essere una forma di apostolato che può convertire un'anima.

domenica 8 novembre 2015

La valle di lacrime

Questa vita è chiamata valle di lacri­me; si nasce piangendo e si muore tra gli spasimi dell'agonia. Quante malattie af­fliggono il povero corpo umano! ... Quanti pericoli incontra l'anima nel mon­do!... Quanti bisogni urgenti fanno trepidare la misera creatura umana. Quanto è terribile il momento della morte! ...

Chi può venirci in aiuto, in tanti bi­sogni, più della Madonna? ... E la Ma­donna è contenta di venirci in soccorso, come la madre è lieta di aiutare i figli bisognosi.

Ma perché Maria Santissima faccia la sua parte di madre, è necessario che noi facciamo la parte nostra di figli. Dob­biamo invocarla spesso con amore e con fede. Dobbiamo onorarla più che sia pos­sibile, per attirarci i suoi sguardi miseri­cordiosi.

Siamo in questa valle di lacrime come in viaggio verso l'eternità; unico scopo della vita presente è assicurare la salvezza eterna. Chi onora la Madonna, ha assicu­rato il Paradiso. Dice la Sacra Scrittura: Coloro che mi onorano, avranno la vita eterna! -

[...] Non basta dire: Io amo la Madon­na! ... Recito il Rosario in suo ono­re!... Porto al collo la sua medagliet­ta! - Se la devozione alla Santa Vergi­ne si fa consistere soltando in queste cose, si e in grande errore! Tale devozione sareb­be come una semplice vernice.

Perché si possa dire: Io onoro davvero la Madonna! - è necessario unire alle pratiche esterne l'imitazione delle sue virtù. Come può la Regina del Cielo gra­dire gli atti di ossequio dei suoi figli, se il loro cuore non è in armonia con Dio... se s'intessono preghiere e peccati?

Si tenga dunque presente che la vera devozione alla Madonna consiste nel vi­vere in grazia di Dio e nello sforzo d'imi­tare le sue virtù.


[Brano tratto da "Vera devozione a Maria", di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Can. Carciotto Vic. Gen., Catania 13 maggio 1952].

mercoledì 4 novembre 2015

Un'anima in purgatorio

Il Venerabile P. Domenico di Gesù Maria (+1630) era solito tenere nella sua cella, come si usa nell'Ordine Carmelitano, un teschio vero, sia per ricordare la morte come per avere un richiamo al dovere di carità di suffragi verso i defunti.

Quando arrivò al convento di Roma, nella cella che gli venne assegnata trovò un teschio, da cui una notte udì una voce alta e spaventevole che gridava: «In memoria hominum non sum - nessuno si ricorda di me». Le parole furono ripetute più volte e udite in tutto il dormitorio del convento. Il Venerabile rimase stupito e timoroso, dubitando che si trattasse di un fenomeno diabolico. Si mise subito a pregare per sapere cosa dovesse fare. Prese poi dell'acqua benedetta e aspergendola sopra il teschio, il medesimo pronunciò queste altre parole: «Acqua, Acqua, misericordia, misericordia».

Il religioso gli domandò chi era e che misericordia voleva. Il defunto rispose dandogli queste informazio­ni: era un tedesco, venuto a Roma a visitare i Luoghi Santi. Il suo corpo era stato sotterrato da molto tempo nel camposanto, l'anima si trovava in Purgatorio a patire pene intollerabili. Non aveva nessuno che gli facesse del bene, né chi si ricordasse di lui, e perciò lo pregava di aspergerlo continuamente con l'acqua benedetta. Gli raccomandò che pregasse per lui il Signore affinché lo liberasse da quelle pene.

Padre Domenico promise. Pregò molto e fece penitenze. Pochi giorni dopo il defunto gli comparve in cella per ringraziarlo del beneficio della liberazione dal Purgatorio, promettendogli riconoscenza.

(Dai processi di beatificazione del P. Domenico di Gesù Maria)

mercoledì 7 ottobre 2015

Risposta a una lettrice

Ripubblico la lettera di una gentile lettrice.

Ciao D.,
              hai fatto bene a scrivermi, ho letto con molto interesse la tua risposta e il tuo blog, mi hai dato una grande forza e tanta speranza. Cerco di seguire i tui consigli, recito il Rosario e sento un bellissimo conforto dalla Madonna che mi guida e mi consiglia. Mi commuovo sempre quando rifletto sulla passione di Gesù, rifletto sulla bontà inconcepibile di DIO PADRE e sulla bellezza sublime della TRINITA'. La Madonna è la Madre affettuosa e gentile. La contemplazione della Sua sofferenza e della Sua umiltà e purezza è per me una scuola.

D., per favore, mi spieghi cos'è l'umiltà?

Ti ascolto con molta attenzione

A presto, con affetto,

(lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                      sono contento che la mia risposta della scorsa volta ti sia stata d'aiuto. Io voglio solo che tu sia felice, ma per essere tale è necessario fare sempre la volontà di Dio.

Sono felicissimo di sapere che stai recitando il Rosario, così ti stai mettendo sotto la protezione della Mamma del Cielo. Non si è mai udito da alcuno che dopo esser ricorso a Maria, sia stato da Ella abbandonato.

La Passione di Cristo è la fornace ardente che scalda e commuove i cuori. Del resto è difficile rimanere insensibili al pensiero che il Figlio di Dio ha tanto sofferto per espiare i nostri peccati e dimostrare il suo amore per noi.

Per quanto riguarda l'umiltà, essa è la virtù che ci fa riconoscere la nostra pochezza. In effetti noi non possiamo fare nulla di buono senza l'aiuto di Dio. Le prime parole che il Signore disse ad un uomo furono: “Ricordati che sei polvere, e nella polvere tornerai”. Siamo un nulla al cospetto della Santissima Trinità, Dio d'infinità maestà.

Non esitare a scrivermi ogni volta che vorrai farmi delle domande. Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

sabato 15 agosto 2015

La Madonna libera le anime dal Purgatorio

Era pio uso del popolo romano visi­tare le Chiese con ceri in mano nella not­te della vigilia dell'Assunta.

Accadde un anno che una nobile dama, mentre stava inginocchiata nella basilica di Santa Maria in Ara Coeli sul Campi­doglio, con grande sorpresa vide compa­rirsi innanzi una dama da lei molto cono­sciuta e morta in quello stesso anno. Volle attenderla alla porta della Chiesa, per avere chiarito lo strano fatto.

Appena la vide uscire, la trasse in di­sparte e le domandò: Non siete voi la mia madrina Marozia, che mi tenne al fonte battesimale? - Sì, rispose la de­funta, sono proprio io! - E come vi trovate fra i vivi, se già moriste da di­versi mesi? ... E che cosa vi è accaduto nell'altra vita?

- Sino ad oggi, rispose l'anima, sono rimasta immersa in un fuoco cocentissi­mo, in pena di tanti peccati, specie pecca­ti di vanità commessi in gioventù; ma in occasione di questa festa della Assunta, essendo la Regina del Cielo discesa in mezzo alle fiamme del Purgatorio, sono stata liberata assieme a molte anime, on­de entrassimo in Paradiso nel giorno stes­so della sua Assunzione. Ogni anno la Di­vina Signora rinnova questo miracolo di misericordia ed il numero delle anime che Ella libera in tal modo è circa quanto quello della popolazione di Roma. In ri­conoscenza di questa grazia ci rechiamo in questa notte nei santuari a Lei consa­crati. Che se i vostri occhi vedono me sola, sappiate invece che noi siamo in gran moltitudine.

E vedendo che la donna restava atto­nita e dubbiosa, subito la defunta sog­giunse:

- In prova della verità che ho detto, vi annunzio che voi stessa morrete da qui ad un anno, in questa stessa festa; scorso il quale termine, se non sarete morta, ri­terrete come una illusione quanto vi ho detto. -

San Pier Damiani riferisce che la pia donna, dopo un anno trascorso nell'eser­cizio di molte opere buone, ammalatasi nell'antivigilia dell'Assunta, passò da que­sta vita all'eternità nel giorno stesso della festa, come le era stato predetto.

Molti altri scrittori, come Gersone, Teofilo, Faber, confermano questa pia credenza, la quale è basata sopra un gran numero di rivelazioni, ed è appunto per questo che in Roma la Chiesa di Santa Maria in Montorio, dove risiede l'Arciconfraternita del Suffragio, è dedicata al­l'Assunzione di Maria Vergine.


[Brano tratto da "Vera devozione a Maria", di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Can. Carciotto Vic. Gen., Catania 13 maggio 1952].

venerdì 31 luglio 2015

Il Rosario è un potente strumento di guerra

[Brano tratto dall'Enciclica "Supremi Apostolatus" del Sommo Pontefice Leone XIII, 1 settembre 1883, LEV]

Nessuno di Voi ignora, Venerabili Fratelli, quanto travaglio e lutto apportassero alla santa Chiesa di Dio, sullo scorcio del secolo XII, gli eretici Albigesi, i quali, generati dalla setta degli ultimi Manichei, riempirono di perniciosi errori le contrade meridionali della Francia ed altre regioni del mondo latino. Spargendo in tutti i luoghi il terrore delle armi, contavano di poter dominare incontrastati con stragi e rovine. Contro siffatti nemici crudelissimi, il misericordioso Iddio, come è noto, suscitò un santissimo uomo, l’inclito padre e fondatore dell’Ordine Domenicano. Egli, grande per la purezza della dottrina, per la santità della vita, per le fatiche dell’Apostolato, prese a combattere intrepidamente per la Chiesa cattolica, confidando non nella forza né nelle armi, ma più di tutto in quella preghiera che egli per primo introdusse col nome del santo Rosario e che, o direttamente o per mezzo dei suoi discepoli, diffuse ovunque. Per ispirazione e per impulso divino, egli ben sapeva che con l’aiuto di questa preghiera, potente strumento di guerra, i fedeli avrebbero potuto vincere e sconfiggere i nemici, e costringerli a cessare la loro empia e stolta audacia. Ed è noto che gli avvenimenti diedero ragione alla previsione. Infatti, da quando tale forma di preghiera insegnata da San Domenico fu abbracciata e debitamente praticata dal popolo cristiano, cominciarono a rinvigorire la pietà, la fede e la concordia, e furono dappertutto infrante le manovre e le insidie degli eretici. Inoltre moltissimi erranti furono ricondotti sulla via della salvezza, e la follia degli empi fu schiacciata da quelle armi che i cattolici avevano impugnate per rintuzzare la violenza.

martedì 30 giugno 2015

Invocare la Madonna

Si onori la Santissima Vergine, oltre che con la imitazione delle sue virtù, pu­rezza, carità ed umiltà, con l'invocarla nei bisogni particolari. Il ricorso a Lei e segno di amore e di fiducia.

- Ma tutti quelli che pregano la Ma­donna ottengono grazie? No! E’ necessa­rio che la preghiera sia fatta con le do­vute disposizioni.

Chi vuol favori dalla Madre di Dio, de­ve pregare in istato di grazia, cioè deve avere la coscienza monda dal peccato mor­tale. Perciò San Giovanni Bosco consi­gliava la Confessione ben fatta, prima di chiedere grazie alla Madonna. È bene unire alla Confessione anche la $anta Comu­nione.

Si deve pregare con fede e perseve­ranza. Senza fede è inutile pregare. Non si deve pretendere di essere esauditi alla prima preghiera! La Madonna sa qual è il momento opportuno per favorire i suoi devoti.

Non si ottengono certe grazie con la preghiera, perché quello che si domanda non sempre è utile all'anima. E poiché non sempre si conosce se una grazia giovi all'anima o le sia nociva, conviene pre­gare rimettendosi al volere di Dio. Quan­do si prega con fede ed in grazia di Dio, se la Madonna non ottiene dal suo Divin Figlio la grazia richiesta, certamente ne otterrà un'altra più utile.

Quali grazie domandare? Ordinariamente si chiedono alla Ma­donna grazie temporali, per qualche affa­re speciale. Conviene invece domandare prima di tutto le grazie spirituali, che so­no le più utili all'anima.


[Brano tratto da "Vera devozione a Maria", di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Can. Carciotto Vic. Gen., Catania 13 maggio 1952].

domenica 7 giugno 2015

Regina delle anime vergini

La Santa Chiesa dà alla Madre di Gesù il bel titolo « Regina Virginum ». Oh, quanto amava la Madonna la ver­ginità! Se avesse dovuta perderla, avreb­be rinunziato a divenire Madre di Dio! La purezza di Maria fu la perla lumi­nosa che attirò lo sguardo di Dio.

Oggi la Madonna è in Cielo; è circon­data da anime vergini e da innumerevoli schiere di Angeli. Ella desidera che sulla terra germoglino i gigli della purezza e fissa il suo sguardo materno su coloro che custodiscono gelosamente questa virtù. Riconosce per suoi veri figli soltanto quelli che hanno il cuore puro e li tiene sotto il suo manto. Com'è dolce pensare: Io sono sotto il manto della Madonna!... Chi più felice di me?... -

Chi non pratica bene la virtù della pu­rezza, non s'illuda ... non è caro a Ma­ria... non merita la sua protezione ... non pretenda grazie e favori! ... Il cuore impuro è il domicilio di Satana; la Ma­donna non vuole stare con il demonio!

[...] La purezza, o bella virtù, non si può mantenere se non c'è molta preghiera. Si raccomanda ai devoti di Maria di ri­volgersi a sì buona Madre, perché ella cu­stodisca il giglio del candore. È tanto utile invocare la Madonna per la purezza, facendo di tanto in tanto qualche novena o triduo a tale scopo.


[Brano tratto da "Vera devozione a Maria", di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Can. Carciotto Vic. Gen., Catania 13 maggio 1952].

domenica 31 maggio 2015

Pensieri di Don Guanella

[Pensieri mariani tratti dagli scritti di Don Luigi Guanella]


Oltre che nel Divino Cuore, la nostra fiducia è riposta nel Cuore Immacolato della Vergine Madre di Gesù Cristo, che noi chiameremo nostra Madre, tutta buona e tutta clemente.

Lo Spirito Santo pose nel cuore a Maria la Purezza per essenza, Gesù, che si pasce tra i gigli immacolati e che è lo Sposo dei Vergini.

Le api che più si fermano sui fiori sono le più elette: le anime nostre diverranno tanto più care quanto più premurose poseranno sui fiori delle virtù della Santa Vergine.

In un eccesso di amore Dio creò i cieli, la terra, l’uomo; ma in un eccesso più grande creò Maria.

In ossequio alla Vergine si raccomanda qualche mortificazione almeno in ogni sabato.

Quando anche tutti i Santi del Cielo mi gridassero: «sei perduto»; se Maria dice una parola in mio favore, io non temo.

Come figli che mai si staccano dalla propria genitrice, facciamoci animo ad invocare Maria!

Se Maria non ci abbandona, noi saremo salvi per sempre.

Amiamo tanto la nostra santa Madonna della Provvidenza! Amiamo Maria e parliamo a tutti di Maria, perché essa è Regina dei Sacerdoti, di tutti è Madre ed è Porta per ascendere alla grazia del Divino Figlio Gesù!

giovedì 21 maggio 2015

Il Santo Rosario

Uno degli atti di ossequio più cari a Maria è la recita del Santo Rosario. An­ticamente le famiglie cristiane non trala­sciavano questa pratica quotidiana. Oggi, purtroppo, con tanta evoluzione ... si fa a meno del Rosario, preferendo la audi­zione della radio, la televisione, il pas­seggio, il ballo! ... Povera umanità! Non si accorge che corre verso il precipizio!...

Conviene ritornare alla fede viva dei nostri antenati! Non si tralasci mai il Ro­sario in comune! Esso è il parafulmine della famiglia. La Madonna stessa lo rac­comanda vivamente. Apparve la Celeste Signora a Santa Bernadetta a Lourdes e la invitò a recitare il Rosario; si manife­stò' ai tre fanciulli a Fatima e disse loro di recitare molti Rosari.

La corona del Santo Rosario sarà per tante anime l'ancora di salvezza. [...] San Domenico di Guzman fu il grande promotore del Rosario. La Madonna gli appariva e gli dava suggerimenti partico­lari in proposito.

Un giorno la Vergine gli si fece vedere in tutta la sua bellezza, circondata da immense schiere di devoti. Il Santo osservava estasiato; rimase però meravigliato non scorgendo i devoti del Rosario. Disse al­lora alla Madonna: Io vedo attorno a Voi tante anime che vi hanno onorato; non vedo però i devoti del Rosario! Per­ché? -

La Madonna, sorridendo, aperse il man­to ed esclamò: Ecco dove sono coloro che mi hanno onorato con la recita del Rosario!... Sono i più vicini al mio cuore! -

[Brano tratto da "Vera devozione a Maria", di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Can. Carciotto Vic. Gen., Catania 13 maggio 1952].

lunedì 18 maggio 2015

Una visione

Iddio permette a certe anime delle vi­sioni, perché servano d'insegnamento a sè oppure anche agli altri.

San Giovanni Bosco fu di continuo il­luminato da tali visioni, affinché potesse compiere bene la missione affidatagli dalla Provvidenza a vantaggio della gioventù.

Riporto una visione che ebbe il Santo alla fine del mese di Maggio 1865. Ri­guarda direttamente i giovani, ma si può applicare a tutti i fedeli. La trascrivo con le stesse parole, con cui la narrò il grande Educatore della gioventù:

« Mi apparve un grande altare dedi­cato a Maria ed ornato magnificamente. Vidi tutti i giovani dell'Oratorio, i quali in processione si avanzavano verso di es­so. Cantavano le lodi della Vergine Cele­ste, ma non tutti allo stesso modo, ben­ché cantassero la stessa canzone. Molti cantavano bene, altri con voci pessime, altri stonavano, altri venivano innanzi silenziosi; non pochi sbadigliavano; altri si urtavano e ridevano.

« Tutti portavano dei doni da offrire a Maria. Tutti avevano un mazzo di fiori, quale più grosso e quale più piccolo. Chi aveva un mazzo di rose, chi di garofani, chi di viole, ecc. Altri poi portavano alla Vergine dei doni proprio strani. Chi por­tava una testa di porcellino, chi un gatto, chi un piatto di rospi, chi un coniglio, chi un agnello e altre offerte.

« Un bel giovane stava davanti all'al­tare e aveva le ali. Era forse l'Angelo Custode dell'Oratorio, il quale di mano in mano che i giovani offrivano i loro do­ni, li riceveva e li deponeva sull'altare.

« I primi offrirono magnifici mazzi di fiori e l'Angelo senza dir nulla li posò sul­l'altare. Molti altri porsero i loro mazzi. L'Angelo li guardò; sciolse il mazzo, fece togliere alcuni fiori guasti, che gettò via, e, ricomposta il mazzo, lo posò sull'altare. Ad altri, che avevano nel loro mazzo fiori belli ma senza odore, come sarebbero le dalie, le camelie, ecc., l'Angelo fece to­gliere anche questi, perché Maria vuole la realtà e non l'apparenza. Rifatto così il mazzo, l'Angelo l'offri alla Vergine. Molti mazzi tra i fiori avevano delle spine, poche o molte, ed altri dei chiodi; l'An­gelo tolse questi e quelle.

« Venne finalmente colui che portava il porcellino. Gli disse l'Angelo: Hai tu il coraggio di venire ad offrire questo do­no a Maria? Sai che cosa significa il maia­le? Significa il brutto vizio dell'impurità. Maria, che è tutta pura, non può soppor­tare questo peccato. Ritirati, dunque, che non sei degno di stare davanti a Lei!

« Vennero gli altri che avevano usi gat­to e l'Angelo disse loro: Anche voi osate portare a Maria questi doni? Sapete che cosa significa il gatto? Esso è figura del furto e voi l'offrite alla Vergine? ... Ri­tiratevi!

« Vennero coloro che avevano i piatti di rospi e l'Angelo, guardandoli sdegnato, disse: I rospi simboleggiano i vergognosi peccati di scandalo e voi venite ad offrirli alla Vergine? Andate indietro! - E si ri­tirarono confusi.

« Alcuni s'avanzavano con un coltello piantato al cuore. Quel coltello significava i sacrilegi. L'Angelo disse loro: Non ve­dete che avete la morte nell'anima e che se siete in vita e una speciale misericordia di Dio? ... Per carità, fatevi cavare quel coltello! - Ed anche costoro furono re­spinti.

« A poco a poco tutti gli altri giovani si avvicinarono. Chi gli offrì agnelli, chi conigli, chi pesci, chi frutta ... L'Angelo accettò tutto e mise tutto sull'altare. Dopo di aver diviso così i giovani, i buoni dai cattivi, fece schierare tutti coloro, i cui doni erano accetti a Maria, davanti allo altare; coloro che erano stati messi da par­te, erano più numerosi di quello che io credevo.

« Allora da una parte e dall'altra dello altare comparvero due altri Angeli, i quali sorreggevano due ricchissime ceste piene di magnifiche corone, composte di rose stupende: Queste rose non erano propria­mente rose terrene, ma come artificiali, simbolo dell'immortalità.

« L'Angelo Custode prese quelle coro­ne, una per una, e ne incoronò tutti i gio­vani, che erano stati schierati innanzi allo altare. Fra queste corone ve ne erano del­le più grandi e delle più piccole, ma tutte di una bellezza ammirabile. Vi erano dei giovani così brutti di fisionomia, che quasi mettevano ribrezzo; a costoro toccarono le corone più belle, segno che ad un este­riore così brutto, suppliva la virtù, in gra­do eminente. Molti si distinguevano per le altre virtù, come l'ubbidienza, l'umil­tà, l'amor di Dio ...

« L'Angelo disse loro: Maria oggi ha voluto che voi foste incoronati di così belle rose. Ricordatevi però di continuare in modo che non vi siano tolte. Tre sono i mezzi per conservarle. Praticare: 1° la umiltà; 2° l'ubbidienza; 3° la purezza. Queste tre virtù vi renderanno sempre accetti a Maria ed un giorno vi fàranno degni di ricevere una corona infinitamente più bella di questa. -

« Allora i giovani intonarono davanti all'altare la prima strofa dell'Ave Maris Stella, finita la quale, si mossero in pro­cessione per partire, cantando la canzone: Lodate Maria, o lingue fedeli.

« Li seguii ancora per qualche tratto e poi tornai indietro per vedere i giovani che l'Angelo aveva messi da parte; ma più non li vidi ... La visione era cessata.

« Io so chi sono i giovani incoronati e quelli scacciati dall'Angelo. Lo dirò ai singoli, affinché procurino di portare alla Vergine doni che essa si degni di accet­tare ».

La visione di San Giovanni Bosco ser­va d'insegnamento sul come praticare la devozione a Maria; e coloro che vogliono onorarla davvero nel suo mese, procurino di offrirle doni spirituali conservando il cuore puro.


[Brano tratto da "Vera devozione a Maria", di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Can. Carciotto Vic. Gen., Catania 13 maggio 1952].