domenica 19 maggio 2013

Genuflettersi dinanzi al Santissimo

Ho ricevuto una lettera di un sacerdote, il quale si ricorda con riconoscenza del suo Padre Spirituale ai tempi del seminario, che esortava i seminaristi alla devozione raccontando quel che accadde a un giovane, il quale si convertì alla fede cattolica per aver visto nella penombra di una Chiesa in cui era entrato per caso, la devota genuflessione di un sacerdote. Il Padre Spirituale esortava i seminaristi alla devozione dicendo che una genuflessione ben fatta poteva salvare un'anima.

Ma ancora oggi una genuflessione fatta bene edifica il cuore dei presenti. Qualche tempo fa su un quotidiano cattolico è stata pubblicata una “lettera al direttore” scritta da un prete. Era ormai sera, i negozi stavano abbassando le saracinesche e la gente si affrettava a tornare a casa. Il prete è entrato in una chiesa tenuta da dei religiosi e ha suonato il campanello per chiamare il confessore. Dopo poco ha sentito riecheggiare nel silenzio della chiesa i passi lenti e stanchi di un anziano frate che camminava nella penombra della navata illuminata dall’unico faro acceso sull’altare, quello del tabernacolo. A un certo punto i passi si sono fermati e, come un cavaliere antico, quell’anziano frate si è inginocchiato, a fatica, lentamente, davanti al Santissimo Sacramento prima di andare a confessare il prete, il quale è rimasto molto edificato nel vedere quel gesto di devozione.

Purtroppo, oggi molta gente non si inginocchia più quando passa davanti al tabernacolo e neppure al momento dell'Elevazione dell'Ostia. Bisognerebbe ricordarsi sempre che anche una genuflessione fatta con devozione può essere una forma di apostolato che può convertire un'anima.

mercoledì 15 maggio 2013

Uno spasimante troppo insistente

A volte capita che le ragazze che vogliono abbracciare la vita religiosa vengano prese di mira da qualche “corteggiatore”. Una cosa del genere era capitata a una lettrice del blog vocazionale che era stata fatta oggetto di insistenti attenzioni da parte di un giovanotto della sua città. Ripubblico quello che le risposi in proposito, poiché penso che possa interessare anche altre persone.

Carissima sorella in Cristo,
                                           per quanto riguarda le attenzioni di quel ragazzo, ti dico chiaramente quello che penso in generale su questo argomento. A parte il tuo direttore spirituale, credo che nessun altro nella tua città sappia che ti senti attratta dalla vita religiosa, e che stai facendo discernimento per capire in quale stato di vita il Signore ti chiama. Hai fatto bene a non parlare di vocazione con nessuno. Immagino tuttavia che da quando ti sei convertita, la grazia ti ha reso una persona spirituale. Un conto sono gli atteggiamenti esteriori di una ragazzaccia, altro conto sono gli atteggiamenti di una ragazza spirituale. La differenza è come tra un mazzo di fiori appassito e uno fresco. Le persone spirituali “attraggono” molto il prossimo, soprattutto attraggono altre persone spirituali, o comunque che praticano la Religione. Non sappiamo esattamente se quel ragazzo volesse solo fare amicizia, oppure volesse aprire un discorso che portasse al matrimonio, ecc. Siccome costui non conosce le tue intenzioni vocazionali, non me la sento di “condannarlo”, anche se in effetti mi è sembrato un po' troppo insistente. Santa Teresa di Lisieux quando venne in Italia per parlare col Papa, venne corteggiata da qualche studente bolognese. Fin quando resterai nel mondo secolare (spero il meno possibile) non è da escludere che qualche ragazzo tenti di corteggiarti, ma come ti ho già detto in passato, mi dispiacerebbe molto se venissi a sapere che hai donato il tuo cuore a qualche uomo della terra. Da tutte le cose che mi hai raccontato nelle tue lettere, ti confesso che nutro molte speranze che la tua sia vera vocazione. La conferma l'avremo quando la priora di qualche monastero osservante ti accetterà come novizia. Nel frattempo il nemico del genere umano farà di tutto per farti cambiare idea, ad esempio sussurrandoti che puoi farti santa anche sposandoti, mettendo su famiglia, e magari anche avendo una carriera lavorativa. In sé per sé non sono cose cattive, ma se Dio ti chiama nel monastero, sarebbe assurdo rinunciare ad essere sposa di Cristo, per prenderti al suo posto una povera creatura. Come leggerai ne “La vera sposa di Gesù Cristo”, Sant'Alfonso afferma che tra tutte le donne che si sono confessate da lui (sicuramente migliaia), non ne ha mai trovata nemmeno una felice dello stato matrimoniale. È vero che allora molte mogli venivano trattate come delle serve, ma secondo me anche oggi (per altri aspetti) la situazione rimane difficile per le persone sposate. Tra coloro che mi hanno contattato ci sono anche molte persone sposate (soprattutto donne) che stanno soffrendo assai. Alcune mi hanno detto chiaramente che se potessero tornare indietro entrerebbero in convento. Perché ti dico tutto questo? Voglio dirti che fai bene a respingere tutti i ragazzi che desiderano unirsi a te. Se qualcuno ti chiede se sei fidanzata, puoi rispondere pure di sì. Non si tratta di una bugia, ma di una restrizione mentale, poiché lui capisce che hai un fidanzato “normale”, mentre in realtà tu ti riferisci a un Fidanzato speciale. Anche Santa Teresa di Lisieux quando era ancora nel mondo si considerava fidanzata di Gesù buono. Dicendo che sei già felicemente fidanzata ti toglierai di torno gran parte dei ragazzi. Sono certo che da quando ti sei convertita non hai permesso a nessun ragazzo di prendersi confidenza, ad esempio tendoti mano nella mano, o cose di questo genere. Fai benissimo e ti incoraggio a perseverare. Una ragazza (non aveva la vocazione, ma era molto praticante) mi disse che la gente l'accusava di essere “peggio di una suora” :-) ma sono sicuro che se dicessero anche a te una cosa cosa del genere, non ti offenderesti affatto.

Che altro dirti? Sono davvero contento che tu stia cercando di approfondire seriamente quel pio desiderio di consacrazione religiosa che senti nel cuore. Non arrenderti, poiché maggiori sono le difficoltà, più bella è la vittoria!

Ti saluto fraternamente in Corde Matris

Cordialiter

sabato 11 maggio 2013

La consolazione più bella in punto di morte

E' molto edificante questo fatto raccontato da don Bosco. Una volta gli apparve l'anima di san Domenico Savio, il quale gli raccontò della gioia che gode in Cielo ed altre cose. Ad un certo punto don Bosco gli chiese qual'era stata la cosa che lo aveva consolato di più nel momento estremo della morte. - s. Domenico disse: “Quale ti pare possa essere?” - don Bosco rispose: “Forse l'avere conservata la bella virtù della purezza?” - "Eh no! Non è questo solo” - “Forse ti rallegrò avere la coscienza tranquilla?” - “E' già una buona cosa; ma non è ancora la migliore” - “Sarà stato dunque tuo conforto la speranza del Paradiso? ...Sarà l'aver fatto opere buone?” - “No, no!... Ciò che più mi confortò in punto di morte fu l'assistenza della potente ed amabile Madre del Salvatore, Maria Santissima. E questo dillo ai tuoi giovani! Che non dimentichino di pregarla finché sono in vita!”

martedì 7 maggio 2013

No agli abiti spudorati!

[...] non possiamo deplorare abbastanza la cecità di tante donne di ogni età e condizione, le quali, infatuate dall’ambizione di piacere non vedono quanto sia stolta certa foggia di vestire, con cui non solo suscitano la disapprovazione degli onesti, ma, ciò che è più grave, recano offesa a Dio. E in tale abbigliamento — che esse stesse in passato avrebbero respinto con orrore come troppo disdicevole alla modestia cristiana — non si limitano a presentarsi soltanto in pubblico, ma neppure si vergognano di entrare così indecentemente nelle chiese, di assistere alle sacre funzioni e di recare persino alla stessa mensa Eucaristica (nella quale si va a ricevere il divino Autore della purezza) i lenocini delle turpi passioni. Tralasciamo poi di parlare di quei balli esotici e barbari, uno peggiore dell’altro, venuti ora di moda nel gran mondo elegante; non si potrebbe trovare un mezzo più adatto per togliere ogni resto di pudore.

[Brano tratto dall'enciclica "Sacra Propediem" di Papa Benedetto XV]

giovedì 2 maggio 2013

Peccato mortale

Tempo fa una lettrice del blog vocazionale mi ha chiesto se Gesù può chiamare alla vita religiosa anche una persona che si è macchiata di peccati mortali.

Ciao, mi chiamo […] e ho 26 anni. È davvero molto bello il tuo blog, e anche io vorrei chiederti un consiglio. Ho incontrato Gesù quando ero piccola, e nella mia vita faccio parte di un gruppo cattolico, ogni settimana ci incontriamo e preghiamo insieme. Il Signore mi ha dato tante grazie e doni, e io da piccola ho sempre sentito di essere sua sposa e nel mio cuore avevo fatto la mia promessa, ma poi mi sono lasciata andare alle cose del mondo fino a commettere peccati mortali, e in parallelo continuavo a fare il mio cammino di preghiera, pentendomi e confessandomi, per poi ricadere. Mi resi conto che ero legata e schiava, e per questo non riuscivo a liberarmene. Appena cadevo soffrivo e mi angosciavo perché consapevole di ciò che avevo fatto. Una settimana fa, in un periodo in cui non pregavo più e non mi confessavo da tanto tempo, ho sentito qualcuno che mi chiamava. Non so spiegarlo ma ho sentito una voce interiore così all'improvviso, e sono corsa in chiesa. Lì, guardando Gesù negli occhi del quadro, ho sentito tutta la mia indegnità, i miei crimini, i miei orrori, e sembrava che Gesù piangesse per il male che gli ho fatto. Ho pianto amare lacrime e sentivo che ormai ero dell'inferno e che non meritavo il suo amore. Sono stata in preda a tormenti interiori e a pensieri come ad esempio che ormai per me in paradiso non c'era più posto, che non sono degna di niente. Ma dentro di me sentivo anche che volevo il cielo, che volevo amare Gesù  veramente, che il mondo non è niente e che il tutto è Gesù. E in mezzo a questi pensieri dentro di me c'era un desiderio di santità e un desiderio di consacrarmi a Lui, misto a pensieri del tipo: “È impossibile che Gesù vuole una sposa del genere, che ha commesso peccati mortali”. Alcuni giorni dopo sono andata a visitare una Basilica, e lì ho visto i confessori che confessavano...andavo avanti e indietro indecisa se confessarmi o no, perché non avevo il coraggio di confessare i miei peccati, e ho chiesto a Gesù di aiutarmi a fare una buona Confessione. Appena inginocchiata ho detto a fatica i miei peccati, non perché non volevo, ma perché per il dolore che provavo non riuscivo a parlare, avevo il fiato rotto. […] Non puoi capire come mi sono sentita felice appena finita la Confessione, e sono corsa davanti a Gesù Sacramentato, e lì ho pianto come non mai. Sentivo davvero tutto il dolore dei mie peccati e allo stesso tempo ero felice. Ora sto andando a Messa tutti i giorni e sto chiedendo a Gesù la grazia di riavere il dono della purezza. Ogni tanto i brutti pensieri tornano in mente, ma ora so come fare per mandarli via. Gesù attraverso la Confessione mi ha fatto tornare con i piedi per terra e ho capito che devo amarlo e servirlo nelle cose semplici. […] Intanto il desiderio di consacrarmi in un monastero ce l'ho sempre...devo andare a parlare con un frate che conosco e che può diventare il mio direttore spirituale, al quale voglio dire anche questa cosa che sento...ma Gesù può chiamare alla vita religiosa anche me che ho commesso peccati mortali? Tu hai molta esperienza spirituale e voglio che con me tu sia sincero.

Grazie e continua così!


Carissima sorella in Cristo,
                                            mi è piaciuta molto la tua lettera vocazionale! È commuovente pensare all'infinita Misericordia di Gesù buono, il nostro amorevole Redentore. Sono felicissimo di sapere che ormai ti sei arresa al suo amore per te, e che desideri diventare sua casta sposa. Nessun uomo della terra potrà mai amarti con un amore più grande di quello che Gesù ha per te. Il mondo è traditore, promette di far felici i suoi seguaci, e invece li rende schiavi e infelici. In realtà siamo stati creati per amare Dio, e solo in Lui possiamo trovare la pace e la vera gioia. 

Prima di confessarti hai subito una terribile tentazione che voleva indurti a credere che per te non c'era più speranza di salvezza, e che ormai eri destinata alla dannazione eterna. Ricordati di una cosa: la Misericordia di Dio è più grande di tutti i peccati degli umani messi assieme. Il Signore è felicissimo di perdonare il peccatore pentito, perché Lui ci ama assai e vuole ardentemente il nostro vero bene. Se non ci avesse amato assai, non sarebbe venuto sulla terra per redimerci offrendosi sulla croce come vittima di espiazione per i nostri peccati. Comprendo la grande gioia che hai provato dopo aver ricevuto l'assoluzione sacramentale, è una cosa che ordinariamente sperimentano tutti coloro che si confessano con umiltà, perché la pace della coscienza è un bene maggiore di tutti i beni della terra. Se un uomo è ricco, ma è tormentato dai rimorsi di coscienza per le sue colpe, come potrà essere felice? Al contrario, i santi, pur essendo poveri e perseguitati, erano ripieni di gioia perché avevano Dio nel cuore.

Se il demonio dovesse metterti in testa pensieri peccaminosi di odio, di lussuria, di avidità o di altre cose brutte, ti basterà invocare continuamente i dolcissimi nomi di Gesù e Maria, e la tentazione svanirà.

Mi hai scritto per chiedermi se dopo tutti i peccati che hai commesso è possibile che il Signore ti abbia prescelta per divenire sua casta sposa. Ti rispondo raccontandoti un fatto davvero accaduto. Alessandra di Rudinì Carlotti, figlia di un noto politico italiano, rimase vedova all'età di 24 anni. Era ancora una donna ricca e davvero molto bella, e non avrebbe avuto nessuna difficoltà a trovare un nuovo marito tra i suoi numerosi spasimanti. Un giorno incontrò Gabriele D'Annunzio, il quale si innamorò di lei e incominciò a corteggiarla. Inizialmente Alessandra tentò di resistere alle avances del celebre poeta, ma poi si arrese e diventò la sua donna. Pur non essendo sposati, andarono addirittura a vivere insieme (a quei tempi le “convivenze” erano considerate scandalose, non erano considerate “moralmente lecite” come purtroppo oggi pensano erroneamente in molti).  D'Annunzio era famoso non solo come poeta, ma anche come forsennato conquistatore di donne. Prima le conquistava, poi le abbandonava e passava a corteggiare qualche altra sventurata. Ma la Madonna, essendo una madre affettuosa, vegliava su Alessandra, e il buon Dio le inviò un salutare castigo. Il Signore è amore infinito, e quando ci invia qualche croce, lo fa per il nostro bene, ossia per trarne un bene maggiore. Così, ella si ammalò gravemente, e rischiò di morire senza ricevere gli ultimi sacramenti. Quando guarì, D'Annunzio la lasciò. Dopo la malattia, la giovane marchesa di Rudinì Carlotti non era più bella come prima, e poi il poeta si era già innamorato di un'altra donna. Ecco come è fragile l'amore mondano e come svanisce velocemente! Alessandra pianse amaramente il suo amore perduto, ma ben presto si accorse che quell'amore era solo vanità delle vanità. Dopo un lungo periodo di ricerca si sentì attrarre da un Uomo speciale, il migliore di tutti gli uomini, Colui che non tradisce mai: Gesù Cristo, il Re del Cielo. Dopo essersi consigliata col suo direttore spirituale, e aver preso contatti con le suore, entrò in un monastero di clausura francese, dove le venne imposto il nome religioso di suor Maria di Gesù, e visse in maniera esemplare la vita monastica fino alla morte.

Quindi, carissima sorella in Cristo, se il Signore ha voluto come sua sposa un'ex amante di D'Annunzio, può volere anche te. La vocazione religiosa non viene donata in base ai meriti, ma per puro amore di Dio. Pertanto ti incoraggio a perseverare nel discernimento vocazionale, sarebbe meraviglioso se tu riuscissi ad entrare in monastero! Sarebbe un trionfo della Divina Misericordia! 

Tra gli altri, c'è un motivo in particolare che mi spinge a sperare che Gesù buono voglia prenderti tutta per Sé. Le tue colpe sono state incenerite dall'infinito amore di Cristo nel momento in cui hai ricevuto l'assoluzione sacramentale. Però i peccati che hai commesso in passato hanno prodotto anche dei danni spirituali che hanno reso più debole la tua anima. Se rimani nel mondo, c'è il rischio che a poco a poco possa affievolirsi il fervore della tua conversione, e che tu possa tornare a commettere gli stessi peccati del passato, e forse peccati ancora più gravi e disgustosi. Invece se entrassi in un buon monastero saresti al riparo da tante occasioni di peccato, quindi sarebbe molto più facile vivere in grazia di Dio e fare vita devota.

Che fare? Contatta un monastero o un convento e vai a trascorrere alcuni giorni di preghiera e discernimento per comprendere la volontà di Dio su di te. Non scegliere un monastero a caso, ma uno che sia devoto e di stretta osservanza. Sant'Alfonso Maria de Liguori diceva che è meglio restare a casa propria anziché entrare in un monastero rilassato, nel quale si corre il rischio di perdere l'anima. Coraggio, non arrenderti! Spero che Gesù buono riesca a catturarti presto in qualche istituto religioso fervoroso e osservante! 

Prego la Regina del Cielo di darti la forza di restare fedele a Gesù buono fino alla morte. Così sia.

Cordialiter

domenica 28 aprile 2013

Riflettere sullo stato da eleggere

Una ragazza fidanzata mi raccontò di pensare spesso alla vita consacrata...

Caro D. spero che non ti sia offeso se nell'ultima mail mi sono permessa di dirti quale potrebbe essere la tua vocazione.

Ti ho detto così perché mi stupisce obiettivamente che tu che sei un "semplice fedele laico" riesca a consigliare così bene e così dottamente le persone. E' evidente secondo me, dato anche il numero di persone che segue giornalmente il blog, che il Signore è molto contento dell'opera che tu svolgi perché riesci a toccare tutte le anime come se le conoscessi personalmente, e io sono anche convinta (e d'altra parte ci sono tanti esempi anche nel passato) che quest'opera che tu svolgi sia molto gradita al Signore.

[…] Il motivo per cui ti scrivo di nuovo è che vorrei chiederti se secondo te può essere possibile che la vocazione sia una tentazione. So che come domanda può sembrare un po' assurda, ma il fatto è che, per cercare di esporti brevemente la mia difficoltà, ultimamente mi sto molto spesso interrogando su questo punto. Secondo te il pensiero della vocazione può a volte tramutarsi in una "tentazione" se di fatto impedisce di prendere con serenità e pace una decisione riguardo alla propria vita?

Grazie per la pazienza che hai sempre nell'ascoltare i tuoi lettori!!

Un caro saluto in Gesù e Maria,

(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo, 
                                     che ne diresti di partecipare agli esercizi spirituali di Sant'Ignazio? Potrebbero essere molto utili per capire quello che Dio vuole da te.

Tu sai che io faccio "propaganda" per la vita religiosa, però non consiglierei mai di entrare in convento a chi non ha questa vocazione. Il Signore vuole che tu diventi come Zelia Guerin o come Francesca Cabrini? Se dipendesse da me, sai benissimo cosa ti direi di fare. Ma io non conto nulla, ciò che conta e ciò che spero veramente è che tu faccia la volontà di Dio. Quello che vuole Lui, va bene anche a me. Comunque, ritengo molto positivo il fatto che stai riflettendo adesso che sei ancora in tempo. Tanti lettori del blog (ma soprattutto lettrici) vorrebbero entrare in convento, ma hanno un vincolo coniugale...

Quindi apprezzo il fatto che tu voglia riflettere ancora una volta su quale stato di vita eleggere prima di prendere una decisione definitiva. Una volta che l'avrai presa (dopo un ritiro spirituale) non dovrai tornarci più col pensiero (così consigliava s. Alfonso).

Il pensiero della vocazione può essere una tentazione? Se viene da Dio, no; mentre se viene dal demonio può essere un trucco per creare confusione e incertezza nella tua anima. Satana nel torbido pesca sempre qualcosa. Però dobbiamo dire che il diavolo non conosce qual'è la tua vera vocazione (cioè se religiosa o matrimoniale), quindi lui stesso non sa cosa "consigliarti" di fare. La sua speranza è che tu faccia il contrario della volontà di Dio.

Il pensiero di diventare moglie (di un uomo della terra) ti entusiasma oppure ti preoccupa un po'? E il pensiero della vita religiosa ti entusiasma? Ti sentivi più felice quando stavi in convento o quando stai in compagnia del tuo fidanzato? Le responsabilità della vita matrimoniale ti spaventano oppure no? (mi riferisco al debito coniugale, al controllo delle nascite, all'educazione della prole, eccetera).

Ovviamente non sei tenuta a rispondermi. Ti ho fatto queste domande affinché risponda principalmente a te stessa. Comunque, ci sono altre persone che poco prima del matrimonio hanno lasciato tutto e sono entrate in convento. Chissà cosa accadrà a te. :-)

Te lo ripeto, io vorrei che tu diventassi suora solo se lo vuole Iddio. Solo facendo la sua volontà si può essere davvero felici e realizzati. Ti ho parlato con franchezza, spero di esserti stato di qualche utilità.

In Corde Matris,

Cordialiter

mercoledì 10 aprile 2013

Cambiare nome al blog?

Cari lettori,
                    sono indeciso su cosa fare di questo blog sulla Beata Vergine Maria. Nel 2011 feci questo ragionamento: se il blog sulla vocazione religiosa sta avendo molto successo (attualmente riceve oltre 8.000 visite al mese), nonostante la vocazione sia un tema che interessa solo una piccola parte dei cristiani, quindi se aprissi un blog sulla Beata Vergine Maria, probabilmente otterrebbe un numero ancor maggiore di visite.

Purtroppo, i risultati non sono stati quelli previsti, infatti le visite sono solo meno di mille al mese.

Dunque, che fare? Sto pensando se sia il caso di “chiudere” questo blog, oppure di trasferirlo su uno nuovo, con un nome nuovo che “catturi” più visitatori. Pensavo che il nome “Beata Vergine Maria” fosse molto ricercato sui motori di ricerca, e invece non è così. Ci vuole un nome che sia molto ricercato. Quale scegliere?

Se volete darmi dei consigli o suggerimenti, potete scrivermi all'indirizzo:  cordialiter@gmail.com

giovedì 4 aprile 2013

Sacrificarsi per i peccatori

Nel 1917 apparve la Madonna a Fa­tima a Lucia Dos Santos ed a Giacinta e Francesco Martu; disse loro: Sacrifi­catevi per i peccatori e dite spesso, spe­cialmente nel fare qualche sacrificio: « O Gesù, è per vostro amore, per la conversione dei peccatori ed in ripara­zione delle ingiurie commesse contro l'Immacolato Cuore di Maria! ... ». Re­citate il Rosario, dicendo alla fine di ogni postina: O Gesù mio, perdonate le no­stre colpe, preservateci dal fuoco dello inferno, portate in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della vostra misericordia!... -Badate che molte anime vanno all'inferno, perché non vi è chi si sacrifichi per loro. -

La Madonna vuol salvare i suoi figli a tutti i costi. È necessario dunque ri­fugiarsi sotto il suo manto materno ed attaccarsi sempre più alla sua devozione, se vogliamo salvare l'anima nostra e pre­parare al mondo un'êra nuova di pace e di religiosità. [...]

L'uomo, Adamo, peccò nel paradiso terrestre per mezzo della donna, Eva. L'uomo-Dio, Gesù Cristo, ha voluto sal­vare l'umanità per mezzo di una Donna, Maria, Vergine. Gesù è il Redentore, la sua Madre Santissima è la Corredentrice. Egli ebbe il martirio del corpo; la Madre sua quello del cuore. I dolori di Gesù e della Madonna riaprirono il Paradiso alla misera umanità; è giusto quindi amare ed onorare la seconda Eva, quale tenera Madre.

Ognuno ha la madre del corpo; tutti però abbiamo una Madre comune, la Ma­dre dell'anima, Maria Santissima. [...] Alla madre terrena si deve amore, ri­spetto, ubbidienza; alla Madre celeste si deve ancora di più! Per quanto si faccia verso la Madonna, non si fa mai troppo. Conviene perciò moltiplicare gli atti di ossequio e di amore verso la Regina del Cielo, sia perché ne è degna, sia perché abbiamo bisogno della sua continua pro­tezione.


[Brano tratto da "Vera devozione a Maria", di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Can. Carciotto Vic. Gen., Catania 13 maggio 1952].

domenica 31 marzo 2013

Una visione

Iddio permette a certe anime delle vi­sioni, perché servano d'insegnamento a sè oppure anche agli altri.

San Giovanni Bosco fu di continuo il­luminato da tali visioni, affinché potesse compiere bene la missione affidatagli dalla Provvidenza a vantaggio della gioventù.

Riporto una visione che ebbe il Santo alla fine del mese di Maggio 1865. Ri­guarda direttamente i giovani, ma si può applicare a tutti i fedeli. La trascrivo con le stesse parole, con cui la narrò il grande Educatore della gioventù:

« Mi apparve un grande altare dedi­cato a Maria ed ornato magnificamente. Vidi tutti i giovani dell'Oratorio, i quali in processione si avanzavano verso di es­so. Cantavano le lodi della Vergine Cele­ste, ma non tutti allo stesso modo, ben­ché cantassero la stessa canzone. Molti cantavano bene, altri con voci pessime, altri stonavano, altri venivano innanzi silenziosi; non pochi sbadigliavano; altri si urtavano e ridevano.

« Tutti portavano dei doni da offrire a Maria. Tutti avevano un mazzo di fiori, quale più grosso e quale più piccolo. Chi aveva un mazzo di rose, chi di garofani, chi di viole, ecc. Altri poi portavano alla Vergine dei doni proprio strani. Chi por­tava una testa di porcellino, chi un gatto, chi un piatto di rospi, chi un coniglio, chi un agnello e altre offerte.

« Un bel giovane stava davanti all'al­tare e aveva le ali. Era forse l'Angelo Custode dell'Oratorio, il quale di mano in mano che i giovani offrivano i loro do­ni, li riceveva e li deponeva sull'altare.

« I primi offrirono magnifici mazzi di fiori e l'Angelo senza dir nulla li posò sul­l'altare. Molti altri porsero i loro mazzi. L'Angelo li guardò; sciolse il mazzo, fece togliere alcuni fiori guasti, che gettò via, e, ricomposta il mazzo, lo posò sull'altare. Ad altri, che avevano nel loro mazzo fiori belli ma senza odore, come sarebbero le dalie, le camelie, ecc., l'Angelo fece to­gliere anche questi, perché Maria vuole la realtà e non l'apparenza. Rifatto così il mazzo, l'Angelo l'offri alla Vergine. Molti mazzi tra i fiori avevano delle spine, poche o molte, ed altri dei chiodi; l'An­gelo tolse questi e quelle.

« Venne finalmente colui che portava il porcellino. Gli disse l'Angelo: Hai tu il coraggio di venire ad offrire questo do­no a Maria? Sai che cosa significa il maia­le? Significa il brutto vizio dell'impurità. Maria, che è tutta pura, non può soppor­tare questo peccato. Ritirati, dunque, che non sei degno di stare davanti a Lei!

« Vennero gli altri che avevano usi gat­to e l'Angelo disse loro: Anche voi osate portare a Maria questi doni? Sapete che cosa significa il gatto? Esso è figura del furto e voi l'offrite alla Vergine? ... Ri­tiratevi!

« Vennero coloro che avevano i piatti di rospi e l'Angelo, guardandoli sdegnato, disse: I rospi simboleggiano i vergognosi peccati di scandalo e voi venite ad offrirli alla Vergine? Andate indietro! - E si ri­tirarono confusi.

« Alcuni s'avanzavano con un coltello piantato al cuore. Quel coltello significava i sacrilegi. L'Angelo disse loro: Non ve­dete che avete la morte nell'anima e che se siete in vita e una speciale misericordia di Dio? ... Per carità, fatevi cavare quel coltello! - Ed anche costoro furono re­spinti.

« A poco a poco tutti gli altri giovani si avvicinarono. Chi gli offrì agnelli, chi conigli, chi pesci, chi frutta ... L'Angelo accettò tutto e mise tutto sull'altare. Dopo di aver diviso così i giovani, i buoni dai cattivi, fece schierare tutti coloro, i cui doni erano accetti a Maria, davanti allo altare; coloro che erano stati messi da par­te, erano più numerosi di quello che io credevo.

« Allora da una parte e dall'altra dello altare comparvero due altri Angeli, i quali sorreggevano due ricchissime ceste piene di magnifiche corone, composte di rose stupende: Queste rose non erano propria­mente rose terrene, ma come artificiali, simbolo dell'immortalità.

« L'Angelo Custode prese quelle coro­ne, una per una, e ne incoronò tutti i gio­vani, che erano stati schierati innanzi allo altare. Fra queste corone ve ne erano del­le più grandi e delle più piccole, ma tutte di una bellezza ammirabile. Vi erano dei giovani così brutti di fisionomia, che quasi mettevano ribrezzo; a costoro toccarono le corone più belle, segno che ad un este­riore così brutto, suppliva la virtù, in gra­do eminente. Molti si distinguevano per le altre virtù, come l'ubbidienza, l'umil­tà, l'amor di Dio ...

« L'Angelo disse loro: Maria oggi ha voluto che voi foste incoronati di così belle rose. Ricordatevi però di continuare in modo che non vi siano tolte. Tre sono i mezzi per conservarle. Praticare: 1° la umiltà; 2° l'ubbidienza; 3° la purezza. Queste tre virtù vi renderanno sempre accetti a Maria ed un giorno vi fàranno degni di ricevere una corona infinitamente più bella di questa. -

« Allora i giovani intonarono davanti all'altare la prima strofa dell'Ave Maris Stella, finita la quale, si mossero in pro­cessione per partire, cantando la canzone: Lodate Maria, o lingue fedeli.

« Li seguii ancora per qualche tratto e poi tornai indietro per vedere i giovani che l'Angelo aveva messi da parte; ma più non li vidi ... La visione era cessata.

« Io so chi sono i giovani incoronati e quelli scacciati dall'Angelo. Lo dirò ai singoli, affinché procurino di portare alla Vergine doni che essa si degni di accet­tare ».

La visione di San Giovanni Bosco ser­va d'insegnamento sul come praticare la devozione a Maria; e coloro che vogliono onorarla davvero nel suo mese, procurino di offrirle doni spirituali conservando il cuore puro.


[Brano tratto da "Vera devozione a Maria", di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Can. Carciotto Vic. Gen., Catania 13 maggio 1952].

mercoledì 27 marzo 2013

Invocare la Madonna

Si onori la Santissima Vergine, oltre che con la imitazione delle sue virtù, pu­rezza, carità ed umiltà, con l'invocarla nei bisogni particolari. Il ricorso a Lei e segno di amore e di fiducia.

- Ma tutti quelli che pregano la Ma­donna ottengono grazie? No! E’ necessa­rio che la preghiera sia fatta con le do­vute disposizioni.

Chi vuol favori dalla Madre di Dio, de­ve pregare in istato di grazia, cioè deve avere la coscienza monda dal peccato mor­tale. Perciò San Giovanni Bosco consi­gliava la Confessione ben fatta, prima di chiedere grazie alla Madonna. È bene unire alla Confessione anche la $anta Comu­nione.

Si deve pregare con fede e perseve­ranza. Senza fede è inutile pregare. Non si deve pretendere di essere esauditi alla prima preghiera! La Madonna sa qual è il momento opportuno per favorire i suoi devoti.

Non si ottengono certe grazie con la preghiera, perché quello che si domanda non sempre è utile all'anima. E poiché non sempre si conosce se una grazia giovi all'anima o le sia nociva, conviene pre­gare rimettendosi al volere di Dio. Quan­do si prega con fede ed in grazia di Dio, se la Madonna non ottiene dal suo Divin Figlio la grazia richiesta, certamente ne otterrà un'altra più utile.

Quali grazie domandare? Ordinariamente si chiedono alla Ma­donna grazie temporali, per qualche affa­re speciale. Conviene invece domandare prima di tutto le grazie spirituali, che so­no le più utili all'anima.


[Brano tratto da "Vera devozione a Maria", di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Can. Carciotto Vic. Gen., Catania 13 maggio 1952].

sabato 23 marzo 2013

La valle di lacrime

Questa vita è chiamata valle di lacri­me; si nasce piangendo e si muore tra gli spasimi dell'agonia. Quante malattie af­fliggono il povero corpo umano! ... Quanti pericoli incontra l'anima nel mon­do!... Quanti bisogni urgenti fanno trepidare la misera creatura umana. Quanto è terribile il momento della morte! ...

Chi può venirci in aiuto, in tanti bi­sogni, più della Madonna? ... E la Ma­donna è contenta di venirci in soccorso, come la madre è lieta di aiutare i figli bisognosi.

Ma perché Maria Santissima faccia la sua parte di madre, è necessario che noi facciamo la parte nostra di figli. Dob­biamo invocarla spesso con amore e con fede. Dobbiamo onorarla più che sia pos­sibile, per attirarci i suoi sguardi miseri­cordiosi.

Siamo in questa valle di lacrime come in viaggio verso l'eternità; unico scopo della vita presente è assicurare la salvezza eterna. Chi onora la Madonna, ha assicu­rato il Paradiso. Dice la Sacra Scrittura: Coloro che mi onorano, avranno la vita eterna! -

[...] Non basta dire: Io amo la Madon­na! ... Recito il Rosario in suo ono­re!... Porto al collo la sua medagliet­ta! - Se la devozione alla Santa Vergi­ne si fa consistere soltando in queste cose, si e in grande errore! Tale devozione sareb­be come una semplice vernice.

Perché si possa dire: Io onoro davvero la Madonna! - è necessario unire alle pratiche esterne l'imitazione delle sue virtù. Come può la Regina del Cielo gra­dire gli atti di ossequio dei suoi figli, se il loro cuore non è in armonia con Dio... se s'intessono preghiere e peccati?

Si tenga dunque presente che la vera devozione alla Madonna consiste nel vi­vere in grazia di Dio e nello sforzo d'imi­tare le sue virtù.


[Brano tratto da "Vera devozione a Maria", di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Can. Carciotto Vic. Gen., Catania 13 maggio 1952].

martedì 19 marzo 2013

San Giuseppe Patrono dei moribondi

[Brano tratto da "San Giuseppe - Mese in suo onore" di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Messanae, 30 - 9 - 1962 Can. Pantaleon Minutoli Pr. V. G.]

Un missionario dell'Africa occidentale, e precisamente del Senegal, raccontava che un giorno trovavasi a visitare a ca­vallo una contrada mai percorsa, in aper­ta campagna, quando ad un tratto arrivò presso una casa privata. Messo il piede sulla soglia, udì una voce:

- Chi va là?

- Un Padre Missionario.

- Allora siate il benvenuto!

Era un soldato francese, che febbrici­tante stava a letto. Così egli parlò: Sono al terzo accesso di febbre ed è difficile su­perarlo. Voglio purificare la coscienza con la Confessione; voglio morire sereno. Ricevuta l'assoluzione, disse: Io ero si­curo che sarebbe arrivato qui un Sacer­dote. Porto la medaglia di San Giusep­pe; sono devoto di questo Santo, che è il Protettore della buona morte. Ho chie­sto sempre di avere un Sacerdote al mio capezzale prima di morire. San Giusep­pe mi ha esaudito! -

Il Missionario concludeva la narrazio­ne dell'episodio dicendo: Due ore dopo quell'uomo spirava.

sabato 16 marzo 2013

San Giuseppe sfama i poveri

[Brano tratto da "San Giuseppe - Mese in suo onore" di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Messanae, 30 - 9 - 1962 Can. Pantaleon Minutoli Pr. V. G.]

A Torino c'è la « Piccola Casa della Provvidenza », ove al presente sono rac­colti circa diecimila sofferenti, ciechi, sordo-muti, paralitici, minorati... Essi so­no mantenuti gratuitamente. Non ci so­no fondi, nè registri di contabilità. Ogni giorno si dispensano circa trenta quin­tali di pane. E poi... quante spese! Da più di cent'anni mai è mancato il necessario ai ricoverati. Nel 1917 ci fu in Italia la penuria del pane, essendo un periodo cri­tico di guerra. Scarseggiava il pane an­che tra i benestanti e tra i militari; ma nella « Piccola Casa della Provvidenza » ogni giorno entravano i carri carichi di pane.

La « Gazzetta del Popolo », di Torino, commentò: Da dove venivano quei car­ri? Chi li mandava? Nessuno, neppure i conducenti, hanno mai potuto conoscere e disvelare il nome del munifico dona­tore. -

Nei momenti difficili, davanti ad impe­gni gravissimi, quando pareva che ai ri­coverati dovesse mancare il necessario, si presentava alla «Piccola Casa» un si­gnore sconosciuto, che lasciava quanto abbisognava e poi scompariva, senza la­sciare tracce di sé. Nessuno ha mai sa­puto chi fosse questo signore.

Ecco il segreto della Provvidenza nella « Piccola Casa » : il fondatore di questa opera è stato il Santo Cottolengo. Questi portava il nome di Giuseppe; sin dal principio costituì San Giuseppe Procu­ratore Generale della «Piccola Casa», af­finchè puntualmente provvedesse ai ri­coverati, come in terra provvedeva il necessario alla Sacra Famiglia; e San Giu­seppe ha continuato e continua a fare il suo ufficio di Procuratore Generale. Fioretto - Privarsi di qualche cosa non necessa­ria e darla ai bisognosi.

mercoledì 13 marzo 2013

Santa Teresa e San Giuseppe

[Brano tratto da "San Giuseppe - Mese in suo onore" di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Messanae, 30 - 9 - 1962 Can. Pantaleon Minutoli Pr. V. G.]

Santa Teresa d'Avila, Riformatrice del Carmelo, viaggiava con alcune Conso­relle per fondare un monastero; aveva già promesso di dedicare a San Giuseppe la nuova fondazione.

Era in carrozza. In un dato momento i cavalli s'imbizzarrirono; il cocchiere, poco pratico del luogo, sbandava di qua e di là ed inconsciamente si avviava ad un precipizio.

Santa Teresa comprese il pericolo ed esclamò: Care Consorelle, siamo perdute se San Giuseppe non ci verrà in aiuto! Invochiamo la sua assistenza! -

Cominciata la preghiera, nel silenzio della campagna si udì una gran voce: Fermate! Prendete l'altra via! -

A questa voce i cavalli si ammansiro­no, il cocchiere cambiò facilmente dire­zione ed il pericolo fu evitato.

Le Consorelle chiesero alla Santa: Quella voce misteriosa donde veniva? E' stata la nostra salvezza! -

Santa Teresa rispose: Volete conosce­re chi ci abbia salvato? E' stato il caris­simo nostro padre San Giuseppe. Appe­na l'abbiamo invocato, è venuto in aiu­to!

domenica 10 marzo 2013

Salvato dalla morte


[Brano tratto da "San Giuseppe - Mese in suo onore" di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Messanae, 30 - 9 - 1962 Can. Pantaleon Minutoli Pr. V. G.]

Era la vigilia della festa di San Giu­seppe. In uno scompartimento del treno Magonza-Colonia stavano due viaggiato­ri, un Sacerdote ed un mercante.

Il Sacerdote si accorse che quel signo­re pregava; lo interruppe nella preghiera e gli rivolse qualche domanda. Venne a sapere che era molto devoto di San Giu­seppe e che rientrava in famiglia per tra­scorrere la festa del Patriarca con la mo­glie ed i figli. - Dunque, disse il Sacer­dote, San Giuseppe è il vostro Patrono? - No, è il Patrono di mia moglie, che si chiama Giuseppina. Il 19 Marzo mi è tan­to caro per tutto ciò che nella vita mi è capitato. Fui educato cristianamente; nella gioventù mi allontanai dalla Reli­gione. Mia moglie si affliggeva a vedermi trascurato nell'anima; quando essa alla sera pregava davanti ad un altarino di San Giuseppe, io la burlavo. Cinque an­ni addietro, in occasione del suo onoma­stico, le feci un bel regalo; ricevendolo mi disse: Avrei preferito un regalo più prezioso!

- E quale?

- La tua anima! - e cominciò a pian­gere.

Per consolarla le promisi di acconten­tarla.

M'invitò ad andare in Chiesa in sua compagnia per ascoltare la predica su San Giuseppe. Accettai. Il predicatore disse fra l'altro: Mai nessuno ha invocato San Giuseppe, sen­za sentirne la protezione!

Uscendo dalla Chiesa, la moglie mi disse: Tu che spesso sei in viaggio, pro­mettimi che nei pericoli invocherai sem­pre San Giuseppe. -

Qualche tempo dopo il treno sul quale viaggiavo ebbe un terribile urto. Gridai: San Giuseppe, aiutami! - Nel mio scompartimento eravamo in sette; sei mori­rono e solo io rimasi vivo.

Da quel giorno sono divenuto Cristia­no fervente e tutti gli anni, il 19 Marzo, adorno di fiori e di ceri l'altarino di San Giuseppe e con la mia famiglia mi pro­stro per ringraziarlo e pregarlo di cuore.

giovedì 7 marzo 2013

Un devoto di San Giuseppe

[Brano tratto da "San Giuseppe - Mese in suo onore" di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Messanae, 30 - 9 - 1962 Can. Pantaleon Minutoli Pr. V. G.]

Un ricco signore da anni si era sposato ed aveva avuto da Dio il dono di tre fi­gliuoli. Era devoto di San Giuseppe ed ogni anno solennizzava il 19 Marzo, im­plorando la benedizione del Patriarca sui figli.

Accadde che proprio nel giorno della festa di San Giuseppe venne a morire un figlio. L'anno seguente, e precisamente il 19 Marzo, morì il secondo figlio. Il pio genitore non cessò di onorare il Santo; ma all'avvcinarsi dell'anniversario dei lutti era afflittissimo, temendo che mo­risse il terzo figlio.

Assorto in tristi pensieri, trovavasi un giorno in campagna ed ebbe il dono di una visione spiegativa. Vide pendere dai rami di un albero due giovanetti impic­cati; apparve un Angelo che gli disse Vedi tu questi due giovanetti appesi al­la corda? Tale fine avrebbero fatto i tuoi figliuoli, se fossero giunti a matura età! Ma poiché sei stato devoto di San Giu­seppe, egli ti ottenne da Dio che moris­sero in tenera età, per risparmiare a te l'afflizione ed il disonore e ad essi la dan­nazione eterna. Non lasciare dunque di celebrare la festa del Santo, al quale de­vi essere obbligato anche per un'altra grazia, poiché il figlio che ti resta me­nerà vita santa ed un giorno sarà Ve­scovo. -

Sparita la visione, il buon padre riac­quistò la serenità. Le cose in seguito si avverarono come l'Angelo aveva predetto.

lunedì 4 marzo 2013

Guarito da San Giuseppe

[Brano tratto da "San Giuseppe - Mese in suo onore" di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Messanae, 30 - 9 - 1962 Can. Pantaleon Minutoli Pr. V. G.]

La purezza è necessaria all'anima ed è anche utile al corpo. L'immoralità è la rovina dell'anima e del corpo.

Un giovane si era dato ai vizi ed in breve perdette la fede e la salute. Fu ri­coverato nell'ospedale.

Una Suora si accorse che l'infermo era lontano da Dio e cercò la via per fare breccia nel cuore di lui. Il giovane alle amorose cure rispondeva con parole bef­farde. Ma la Suora, fiduciosa nella con­versione, non si stancava di dire la buo­na parola e di pregare. Le venne l'ispira­zione di affidare l'impresa a S. Giuseppe.

Un pomeriggio l'infermo si era levato da letto e passeggiava all'aperto. Ad un tratto senti una forte commozione ed av­vertì nuove idee nella mente: Vita fu­tura... inferno... Paradiso... Il suo animo era in tempesta. San Giuseppe, pregato dalla Suora, in quel momento agiva nel suo cuore.

Fu tale l'impressione, che l'infermo volle il Cappellano dell'ospedale e gli dis­se: Per carità, dia un poco di pace all'a­nima mia! - Fu esortato a confessarsi.

L'indomani mattina il peccatore era ai piedi del Confessore, per detestare le sue colpe e riceverne l'assoluzione. Sentì il dovere di ringraziare San Giuseppe per la grazia dell'anima ed anche della sa­lute, che subito riacquistò.

sabato 2 marzo 2013

Canale di grazia

Grazia significa dono. Il dono per eccellenza, che l'Eterno Padre ha fatto al­l'umanità, è stato Gesù Cristo, il suo Divin Figliuolo; però questo dono è ve­nuto a noi per mezzo di Maria Vergine, la quale è chiamata giustamente ed è il Canale di grazia. E come l'umanità ha avuto Gesù per mezzo di Lei, così anche per mezzo di Lei riceve tutte le altre grazie.

« Piena di grazia » le disse l'Arcangelo Gabriele! Realmente la Madonna è stata ricoperta di favori eccezionali e tali favori Essa è desiderosa di riversare sopra i suoi figli. Nessuna creatura è così vicina alla Divinità quanto la Santa Vergine e nes­suna può ottenerci da Dio tante grazie quanto Lei, anzi, tutte le grazie passano per le sue mani, come per canale prin­cipale, e chi desidera favori da Dio e non ricorre a Lei, inutilmente si affanna. [...]

La potenza di Maria non ha limiti, per­ché, essendo divenuta per grazia Madre del Figlio di Dio, l'onnipotenza di Dio è nelle sue mani. La madre comanda al figlio e il figlio buono ubbidisce. Maria Santissima, ap­pena presenta a Gesù un desiderio, è si­cura di essere esaudita. Ne abbiamo un esempio nel Vangelo. Alle nozze di Cana venne a mancare il vino. Era presente an­che la Madonna. Gesù avrebbe potuto fare subito un miracolo, ma non voleva. Maria Santissima rivolse l'invito al Fi­glio: Non hanno più vino! - Rispose Gesù: L'ora di fare miracoli non è ancora giunta. Tuttavia, siccome la Madonna espresse il suo desiderio, Gesù si alzò, ordinò ai servi di riempire le idrie di acqua e subito operò il primo miracolo, cambiando l'acqua in vino prelibato.

Se la Vergine Santissima era così ub­bidita da Gesù durante la vita terrena, ora che trovasi in Cielo, nel posto di Re­gina degli Angeli e dei Santi, chi può dire quanto sia potente una sua preghiera al trono dell'Altissimo?

I fedeli di tutti i tempi, conoscendo la potenza della Madre di Dio, di continuo a Lei si rivolgono nei bisogni dell'anima e del corpo.


[Brano tratto da "Vera devozione a Maria", di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Can. Carciotto Vic. Gen., Catania 13 maggio 1952].

sabato 23 febbraio 2013

Maria Ausiliatrice dei cristiani

(Brano tratto da “Bollettino Salesiano” N.5 - ANNO XXXIII – maggio 1909 – Ho aggiunto qualche correzione ortografica).


[...] Il Santo Dottore ammira la saggezza e la bontà di Dio nella sua condotta verso di noi, il quale volendo consolarci colla rugiada della sua grazia, dapprima ne depositò in Maria la sorgente, affinché avessimo ogni grazia da Lei e venissimo tutti ad essere arricchiti dalla sua pienezza. Qual amore, qual venerazione, qual confidenza non dobbiamo quindi alla Vergine! Se temiamo la suprema maestà di Gesù, che è sempre Dio sebbene simile a noi per l'umanità, noi abbiamo presso Lui un'avvocata in ogni nostro bisogno, cioè Maria! Il Figlio non rifiuta mai nulla alla Madre, né il Padre al Figlio. Ella è perciò la scala offerta ai peccatori per uscire dall'abisso più profondo ed elevarsi fino al cielo; e in Lei si fonda ogni nostra speranza. Amiamola, onoriamola, invochiamola con tutto il cuore. Tale è la volontà di Dio, il quale ha disposto che ogni bene a noi venisse per le mani di Maria! Tutti infatti abbiam bisogno della Grazia, come quella che opera la nostra salute... e Maria ha trovato la grazia: cerchiamo Maria e con lei troveremo la grazia! Chi può fare assegnamento sui meriti propri? Noi sian debitori di tutto alla grazia, non possiamo nulla senza di essa, e Maria ce la procura!

Questa è la dottrina di S. Bernardo, che la Chiesa offre in cibo alla nostra pietà nella festa di Maria Ausiliatrice. [...] Le orazioni non son meno stupende. La prima proclama che la Beatissima Vergine Maria è stata costituita da Dio perpetuo nostro aiuto e chiede che, sostenuti da Lei nei combattimenti della vita, possiamo trionfare del nostro crudele nemico nell'ora della morte! La seconda impetra il trionfo della Chiesa militante, rievocando, a titolo di riconoscenza e di supplica, le passate vittorie. La terza implora con tenera pietà che tutti i popoli, i quali si nutrono del santo corpo di Gesù e del suo preziosissimo sangue, mercé l'aiuto della Beatissima Madre sua, siano liberi da ogni pericolo e da ogni male, e custoditi nella santità e nella pace!

martedì 19 febbraio 2013

Convertirsi

Bisogna avere il coraggio di convertirsi. Una lettrice del blog sta soffrendo molto a causa dei peccati commessi in passato, ma Gesù è pronto a riabbracciarla...

Caro Cordialiter,
                            è da diversi mesi che leggo il tuo blog e finalmente ho preso coraggio e ho deciso di scrivere una e-mail.

Sono una ragazza di 18 anni e, nonostante la mia giovane età, ho commesso molti errori e peccati di cui adesso mi pento molto. Circa tre anni fa mi allontanai da Dio e la Fede mi abbandonò, da allora la mia vita fu fatta esclusivamente di cose materiali che mi portarono e mi portano tuttora molta sofferenza. Ho provato a riavvicinarmi a Gesù e a ritrovare la Fede, ma non ci riesco, non mi sento più "pura" e non trovo il modo -se esiste- per tornare ad esserlo. Soffro molto per questo motivo e non so più cosa fare. Ho provato a parlarne con un sacerdote, ad avvicinarmi di nuovo alla Chiesa, prego ogni sera affinchè io ritrovi la Fede, ma è tutto così difficile. Cosa posso fare?

Grazie dell'attenzione.
(Lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                    ti ringrazio di avermi scritto, spero tanto di poter esserti di qualche aiuto.

Leggendo le vite dei santi ci si accorge che alcuni furono buoni sin da bambini, altri invece in gioventù furono dei gran peccatori, ma in seguito si convertirono e praticarono in maniera eroica le virtù cristiane. Santa Maria Maddalena era una prostituta, ma quando incontrò Gesù si convertì, abbandonò il peccato e visse nella purezza il resto della sua vita. Anche Santa Maria Egiziaca era stata in gioventù una donna molto scandalosa a causa dei peccati riguardanti la sessualità, ma dopo essere stata convertita dalla Madonna, diventò eremita e visse santamente sino alla morte.

Santa Margherita da Cortona da giovane convisse con un uomo senza essere sposata con lui, ed ebbe persino un figlio. Un giorno il suo "fidanzato" (sarebbe più corretto chiamarlo "concubino") morì, e lei venne cacciata di casa dai parenti del defunto. Capì che la vita peccaminosa che aveva condotto insieme a quell'uomo era una grave offesa al Signore, si pentì e visse da vera cristiana sino alla morte.

Carissima in Cristo, anche se in passato hai commesso dei peccati, se vuoi puoi anche tu vivere nella purezza il resto della tua vita. Tu mi hai detto di essere pentita dei peccati fatti, quindi adesso è sufficiente confessarli ad un sacerdote, e con l'assoluzione sacramentale le tue colpe verranno incenerite dall'infinito amore misericordioso di Dio, e finalmente ti sentirai l'anima pura, come se ti avessero tolto un sasso dallo stomaco.

Il diavolo sta cercando di farti cadere nello scoraggiamento per indurti ad allontanarti definitivamente da Gesù buono. Non ascoltare gli inganni del demonio!

Che fare? Tuffati tra le braccia del Signore, il quale è il più amorevole dei padri e la sua misericordia è infinita. Digli che sei pentita del male fatto e che non vuoi offenderlo mai più col peccato, costi quel che costi. Poi vai a confessarti e finalmente troverai la pace nel cuore. Coraggio, non avere paura, ricordati che Dio è amore, fidati di Lui. Chiedi alla Madonna di aiutarti, Ella è nostra madre ed è sempre pronta a venire in nostro soccorso. Per questo motivo la Chiesa le ha dato il titolo di "Rifugio dei peccatori".

Ti auguro ogni bene spirituale, e rimango a tua disposizione per continuare ad incoraggiarti nel cammino di conversione.

In Cristo Re e in Maria Regina,

Cordialiter

mercoledì 13 febbraio 2013

Importanza della devozione alla Madonna

Molto si deve temere della salvezza di taluno che poco stima la devozione verso la Beata Vergine e trascura di procurarsi la sua intercessione; poiché costui, secondo il sentimento di s. Bernardo, si chiude il canale delle grazie alla sua salvezza necessarie.

(Brano tratto dagli scritti di Sant'Alfonso Maria de Liguori).

sabato 9 febbraio 2013

Morte serena dei devoti di San Giuseppe


[Brano tratto da "San Giuseppe - Mese in suo onore" di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Messanae, 30 - 9 - 1962 Can. Pantaleon Minutoli Pr. V. G.]

Era gravemente inferma la Serva di Dio Suor Pudenziana Zagnoni, France­scana. La devozione nutrita verso San Giuseppe le fu di grande gioia prima di morire. Le Consorelle che l'assistevano ne invidiavano la sorte. Le apparve San Giuseppe con Gesù Bambino.

La Suora davanti a quella scena di Paradiso rimase commossa e ringraziava ora Gesù ed ora San Giuseppe di essersi degnati di venirla a trovare.

Vedendo che l'invitavano ad andare in cielo, provò tanta gioia da pregustare le delizie eterne.

San Giuseppe le fece un altro dono: le consegnò Gesù Bambino per significare: Io sono morto tra le braccia di Gesù; tu ora muori con Gesù tra le braccia!

Com'è dolce morire con l'assistenza di San Giuseppe!

lunedì 4 febbraio 2013

Il Cardinal Massaja e San Giuseppe

[Brano tratto da "San Giuseppe - Mese in suo onore" di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Messanae, 30 - 9 - 1962 Can. Pantaleon Minutoli Pr. V. G.]

San Giuseppe ottiene grazie ai suoi de­voti e specialmente a coloro che diffon­dono il regno di Gesù Cristo.

Nella storia delle Missioni è celebre il Cardinale Massaia, apostolo dell'Abissi­nia. Egli amava teneramente San Giu­seppe e ne fu ricambiato con generosità.

Fu questo Cardinale che propagò in quella regione il culto del Santa Patriar­ca e che gli dedicò la prima Chiesa nella Missione di Escia. Dice il Massaia nelle sue Memorie: Nella Missione di Escia mancava l'acqua. Mi rivolsi a San Giu­seppe affinché provvedesse Lui. Trovai allora una sorgente, che potrebbe dirsi miracolosa, perché scaturisce dalla spac­catura di un masso, il quale sorge isola­to sulla punta di un sollevamento vul­canico. -

Continua il Cardinale: Soffrivo dell'in­debolimento della vista. Ritornato in Eu­ropa nel 1867, prima di rientrare nella Missione d'Africa, mi provvidi di parec­chie paia di occhiali di diverso grado. La vista s'indeboliva sempre più e gli oc­chiali erano impotenti ad aiutarmi. Non sapendo più cosa fare, tolsi gli occhiali e li deposi presso l'immagine di San Giu­seppe, dicendogli: Se volete che continui a lavorare nella vigna del Signore, pen­sate voi a ridarmi la vista! -

Da quel giorno sino ad oggi sono pas­sati circa dieci anni ed io ho letto e scrit­to senza alcuno stento e senza bisogno di occhiali. -

E' necessario rivolgersi a San Giusep­pe con molta fede.

martedì 29 gennaio 2013

Non smettere mai di recitare il Rosario

Narra il Beato Alano che vi fu una signora chiamata Domenica, la quale recitava il Rosario, ma dopo aver abbandonato questa pia pratica, cadde in tale povertà che un giorno per disperazione si diede tre colpi di coltello. Ma mentre stava spirando ed i demoni stavano per prenderla e portarla all'inferno, le apparve Maria Santissima che le disse: “Figlia, tu ti sei scordata di me, ma io non ho voluto scordarmi di te per quel Rosario che un tempo mi recitavi. Orsù, se tu continuerai a recitarlo, io ti restituirò la vita ed anche i beni materiali che hai perso.” Domenica si alzò risanata, e da quel giorno riprese a recitare il Rosario, recuperò i suoi beni. Tempo dopo, quando arrivò l'ora della morte fu visitata di nuovo da Maria che lodò la sua fedeltà, e così se ne morì santamente.

venerdì 25 gennaio 2013

Amiamo Maria, amiamola come figli!

Maria è assai più grande di quello che noi possiamo supporre […] Amiamo Maria, amiamola come figli, ed essa ci farà santi, poiché nella sua materna bontà ha preso l'impegno di lavare tutte le nostre miserie. Il mezzo fondamentale per essere perfetti è la devozione a Maria; tutti gli altri tesori della grazia ne sono la conseguenza, perché ci vengono da Lei. Essa ci donò Gesù Cristo, Essa ce lo dona continuamente, poiché Dio non ha mutata la via provvidenziale che seguì per redimerci. Dedichiamoci a Maria, e non temiamo di esagerare dandoci a Lei, poiché in Lei è la maternità di Dio, ed in Lei noi troviamo Dio solo. Il giorno nel quale le anime si daranno a Maria veramente, sarà il giorno della più bella fioritura di Santi, poiché in quel Cuore materno è il calore vitale della grazia divina che fa germinare anche gli sterpi inariditi.

[Brano tratto da "La Sacra Scrittura", vol. V, di don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa].