martedì 19 agosto 2014

Maria assiste gli umili nell'ultima agonia

I mondani pensano a vivere nelle agiatezze e ad accumulare più ricchezze possibili, le quali sono un grosso pericolo per l'anima. Al contrario, coloro che vivono in umiltà hanno maggiori possibilità di salvarsi.

Sentite questo fatto narrato da Sant'Alfonso Maria de Liguori ne “Le Glorie di Maria”. Un parroco andò ad assistere un moribondo che possedeva servi e ricchezze. Quando entrò nella lussuosa casa vide che nella stanza del malato agonizzante vi erano dei demoni sotto le sembianze di orribili cagnacci che fremevano in attesa della morte del ricco per prendersi la sua anima e portarsela all'inferno, poiché era in stato di peccato mortale. Intanto anche una pia e povera donna era moribonda e desiderava ricevere gli ultimi sacramenti prima di presentarsi innanzi al cospetto di Cristo Giudice per ricevere la sentenza eterna. Ma essendo il parroco già occupato ad assistere l'anima del ricco per tentare di salvarlo, inviò dalla povera donna un altro sacerdote, il quale prese la pisside col Santissimo Sacramento e andò da lei per portarle in quell'ora estrema della sua vita il Santo Viatico e aiutarla a lasciare questa terra in stato di grazia. Entrato nell'umile casa della moribonda, rimase sorpreso nel vedere prima una gran luce e poi la Madonna che stava vicino al capezzale di quella donna agonizzante per consolarla e asciugarle con un panno il sudore provocato dall'agonia che la stava portando alla morte. Il sacerdote, vedendo Maria Santissima, non ebbe coraggio di entrare nella stanza, ma la Vergine gli fece cenno di entrare e gli prese lo sgabello per farlo sedere e ascoltare la confessione della moribonda, la quale, dopo aver ricevuto l'assoluzione sacramentale, si comunicò con molta devozione e infine spirò felicemente l'anima tra le braccia della Madonna. Invece il ricco morì senza pentimento e si dannò eternamente, senza più speranza di redenzione.

Questo fatto deve infondere molta speranza, infatti è consolante il pensiero che Maria assiste nell'ora della morte i suoi servi fedeli che l'hanno onorata durante la vita. Ma deve anche far riflettere sulla pericolosità delle ricchezze: a che serve all'uomo guadagnare il mondo intero se poi perde l'anima sua? È meglio vivere poveramente e salvarsi l'anima, anziché vivere tra piaceri mondani e ricchezze smodate ma andare all'inferno.

venerdì 15 agosto 2014

Festa dell'Assunta, 1923

Il 15 agosto 1923, a sera, la Madonna si manifestò a Josefa Menendez in tutta la sua bellezza. Nel giorno sacro al miste­ro della sua Assunzione, la Madre Cele­ste volle rallegrare la sua diletta devota. Estasiata davanti alla bellezza della Madonna, Josefa esclamò: Madre mia, com'è bello questo giorno! Tutto il mon­do esulta a ricordare il vostro ingresso in Cielo!

- Sì, rispose Maria, proprio in questo giorno la gioia piena e perfetta è comin­ciata per me, poiché durante la mia vita l'anima mia fu trafitta da una spada.

- Ma soffriste sempre in vita? La pre­senza del Bambino Gesù, così piccolo e bello, non era per Voi una immensa con­solazione?

- Figlia mia, ascolta! Sin dalla mia infanzia ebbi conoscenza delle cose di­vine; così che quando l'Arcangelo mi an­nunziò il mistero dell'Incarnazione e mi vidi scelta per Madre del Salvatore degli uomini, il mio cuore fu sommerso in un torrente di amarezza, perché sapevo tutto quello che il tenero e Divino Bambino do­veva soffrire; e la profezia del vecchio Simeone non fece che confermare le mie angosce materne.

Tu puoi quindi figurarti quali doveva­no essere i sentimenti nel contemplare le attrattive del mio Figlio, il suo corpo, che sapevo doveva essere un giorno così crudelmente maltrattato.

Io baciavo quelle mani e mi sembrava che le mie labbra s'impregnassero già di sangue. Baciavo i suoi piedi e li con­templavo già confitti alla Croce. E quan­do Egli fece i primi passi e mi corse incontro con le braccia aperte, non potei trattenere le lacrime al pensiero di quelle braccia stese sulla Croce.

Quando giunse all'adolescenza, apparve in Lui un tale assieme di grazia affasci­nante che non lo si poteva contemplare senza restarne rapiti! Solo il mio cuore di Madre si stringeva al pensiero dei tor­menti, di cui in anticipo provavo la riper­cussione.

Dopo la lontananza dei tre anni della vita apostolica, le ore della sua Passione e Morte furono per me il più terribile dei martiri.

Quando il terzo giorno lo vidi risusci­tato e glorioso, certo la prova cambiò aspetto, poiché Egli non poteva più sof­frire. Ma quanto dolorosa doveva essere la separazione da Lui! Che lungo esilo per me quando Gesù salì al Cielo! Come sospiravo l'istante della eterna unione!

Sull'entrare del mio sessantatreesimo anno, l'anima mia passò come un lampo dalla terra al Cielo. Dopo tre giorni gli Angeli raccolsero la mia salma e la tra­sportarono in trionfo di giubilo per riunir­la all'anima. Quale ammirazione, quale a­dorazione e dolcezza, quando i miei occhi videro per la prima volta nella sua gloria e nella sua maestà il mio Figlio e mio Dio, in mezzo alle schiere angeliche!

Che dire poi, figlia mia, dello stupore che m'invase alla vista della mia estrema bassezza, che veniva coronata da tanti doni e circondata da tante acclamazio­ni?... Non più tristezza ormai, non più ombra alcuna! Tutto è dolcezza, gloria, amore! -

A questo punto la Madonna tacque un istante, immersa nel magnifico ricordo del suo ingresso in Cielo; poi continuò:

- Tutto passa, figlia mia, e la beati­tudine non ha fine. Soffri ed ama! ... Coraggio! ... L'inverno della vita è bre­ve e la primavera sarà eterna! - Ciò detto, la Madonna sparì.

Ecco come la Vergine Celeste premia e consola certe anime che sanno onorarla e come gode che sia ricordato il giorno del suo ingresso in Paradiso!


[Brano tratto da "Vera devozione a Maria", di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Can. Carciotto Vic. Gen., Catania 13 maggio 1952].

martedì 12 agosto 2014

Anche ai nostri tempi è possibile essere vergini

Riporto una bella lettera che mi ha scritto una ragazza sul tema della verginità.

Caro D.,
              ti ringrazio per aver risposto alla mia lettera, mi ha fatto molto bene leggere le tue parole, farò tesoro dei preziosi consigli che mi hai dato. Leggerò sicuramente e al più presto le letture che mi hai consigliato. Amo leggere tutto ciò che riguarda Gesù, Maria e i Santi, infatti ho anche trovato il tempo per leggere il Vangelo, che sta diventando una cosa di cui non posso fare a meno. Ogni volta che ho qualche perplessità, dubbio, problema o semplicemente ho bisogno di sentire la parola di Dio, lo apro e sento infondermi coraggio e speranza.

Come mi hai detto, e come già avevo intenzione di fare, continuerò a recitare il Rosario e ad amare la Madonna. Sai, fin quando ero piccola io vedevo (come penso tutti i bambini) mia mamma pura e perfetta come Maria, ma in seguito, crescendo, mi sono resa conto che quella era una mia convinzione. Allora ho cominciato a chiedere a Dio perché non mi avesse dato una mamma pura come pensavo di avere, e alla fine cosa è successo? Mi sono accorta che in realtà Dio me l’aveva data eccome una mamma, anzi La Mamma, purissima, buonissima e perfetta e che questa Mamma era la sua stessa Mamma! Io so che se sentiamo Maria come Madre e Dio come Padre allora non dobbiamo temere niente, e infatti io mi sto impegnando ogni giorno di più a considerarLi tali.

Sei il primo ad approvare il mio stile di vita. La maggioranza delle persone (tra cui i miei parenti più stretti) mi dicono che dovrei uscire, adattarmi agli altri e ai loro discorsi, cercare di parlare di più con i miei compagni. Io invece mi sento davvero bene e in pace solo quando non faccio tutto ciò, perché so che queste cose mi allontanerebbero da Dio, e questa è l’ultima cosa che voglio. Loro pensano che mi sento sola, ma non è così: come potrei sentirmi sola se ho sempre la compagnia della Madonna e di Gesù? Credo che quelle persone piene di amicizie frivole e che si adeguano a questa società siano veramente sole, e felici solo in apparenza.

Fin da quando ero alle medie ho sempre provato una sorta di serenità al pensiero di rimanere vergine e tuttora sono spinta a mantenere questa purezza. Al contrario delle mie compagne di classe che aspettano solo l’occasione di perdere la loro verginità (quelle che ancora non l’hanno persa) io ho il fermo desiderio di rimanere vergine il più a lungo possibile, e anche per sempre se Dio lo vorrà. Amo la purezza al punto che pochi giorni fa sono scoppiata a piangere quando ho sentito un ragazzo dire di essere felice di essere schiavo della lussuria, quasi screditando la Chiesa che definisce la lussuria uno dei peccati gravi, perché so bene che i lussuriosi, se non si pentono, si dannano finendo col decretare da sé la loro fine. E purtroppo conosco molta gente schiava della lussuria e non sai come vorrei che abbandonassero questo vizio.

[…] Grazie per il tuo augurio, se Gesù vorrà io sarò ben felice di divenire sua sposa. Tutto ciò che voglio è fare la volontà di Dio.

Ti saluto cordialmente in Gesù e Maria,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                   sono contento che sei “allergica” alle discoteche e a tutti i ritrovi mondani. Spero con tutto il cuore che tu possa perseverare su questa strada! La mentalità del mondo è opposta a quella del Vangelo, e noi dobbiamo impegnarci solo a piacere a Gesù buono, mentre le critiche che riceviamo dai mondani non meritano nemmeno di essere prese in considerazione. A che vale ricevere la stima e l'approvazione dei seguaci del mondo, se poi si perde l'anima? Solo Dio può rendere felici i nostri cuori.

Io non conosco gli arcani disegni del Redentore Divino su di te, ma spero sinceramente che voglia prenderti tutta per Sé facendoti abbracciare la vita religiosa. Nel mondo ci sono tante tentazioni, distrazioni e dissipazioni che rischiano di soffocare la vita spirituale nelle anime. Invece in un convento fervoroso e osservante è più facile dedicarsi alla vita devota e ad amare Dio con tutto il cuore.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

venerdì 8 agosto 2014

Solo Dio può saziare il cuore umano

Avevo scritto una lettera a una giovane lettrice che stava cercando di capire se ha la vocazione a diventare suora, dandole qualche consiglio, fornendole l'indirizzo di un convento di stretta osservanza in cui poter fare un'esperienza vocazionale, e inviandole in allegato alcune fotografie di suore di un ottimo ordine religioso. Mi ha risposto con un breve messaggio di ringraziamento.

Grazie tantissimo per i tuoi consigli e per le foto sono bellissime!!! Grazie ancora di cuore!!

Uniti nella preghiera

(Lettera firmata)

Carissima in Cristo,
                               sono molto contento che tu abbia apprezzato i consigli e le foto che ti ho inviato. Devo dire che quelle immagini sono davvero eloquenti, vedere delle giovani suore devotamente raccolte e assorte in preghiera è molto edificante. La società è ormai immersa nel fango della cupidigia dei beni materiali e degli immondi piaceri carnali che rendono l'uomo schiavo del peccato e lo annichiliscono. Ogni volta che un giovane abbandona il mondo ed abbraccia la vita religiosa, fa un gesto che merita ammirazione poiché ha avuto il coraggio di rinunciare alle lusinghe e agli inganni del mondo pur di seguire Cristo e vivere insieme a Lui.

Come avrai notato, pubblico spesso sul blog fotografie di suore e di monaci, con lo scopo di edificare le anime dei lettori e di rendere più interessante la vita religiosa. Ovviamente pubblico solamente foto di religiosi che usano in modo esemplare l'abito religioso, non vedrete mai su questo blog dei preti in jeans e t-shirt, oppure suore attempate vestite non solo con abiti secolari, ma addirittura con gonne quasi fino al ginocchio. Queste cose fanno perdere attrazione per la vita religiosa e infatti molti ordini rilassati non hanno più vocazioni da decenni. Invece gli istituti di stretta osservanza affascinano i giovani e hanno molte vocazioni. Quando c'è fervore e coerenza nella vita religiosa, i ragazzi si sentono disposti a rinunciare a discoteche, divertimenti e carriere, pur di vivere più uniti al Signore ed essere così più felici, poiché solo Dio può saziare il cuore dell'uomo.

Fraterni saluti in Gesù buono e Maria Mediatrice.

Cordialiter

lunedì 4 agosto 2014

Regina delle grazie

[Pensiero di San Pio X tratto dall'Enciclica “Ad diem illum laetissimum” del 2 febbraio 1904]


La conseguenza di questa comunione di sentimenti e di sofferenze fra Maria e Gesù è che Maria "divenne legittimamente degna di riparare l’umana rovina" e perciò di dispensare tutti i tesori che Gesù procurò a noi con la Sua morte e il Suo sangue. Certo, solo Gesù Cristo ha il diritto proprio e particolare di dispensare quei tesori che sono il frutto esclusivo della Sua morte, essendo egli per Sua natura il mediatore fra Dio e gli uomini. Tuttavia, per quella comunione di dolori e d’angoscie, già menzionata tra la Madre e il Figlio, è stato concesso all’Augusta Vergine di essere "presso il Suo unico Figlio la potentissima mediatrice e conciliatrice del mondo intiero". La fonte è dunque Gesù Cristo e "noi tutti abbiamo derivato qualcosa dalla Sua pienezza; da Lui tutto il corpo reso compatto in tutte le giunture dalla comunicazione prende gli incrementi propri del corpo ed è edificato nella carità". Ma Maria, come osserva giustamente San Bernardo, è l’"acquedotto", o anche quella parte per cui il capo si congiunge col corpo e gli trasmette forza e efficacia; in una parola, il collo. Dice San Bernardino da Siena: "Ella è il collo del nostro capo, per mezzo del quale esso comunica al suo corpo mistico tutti i doni spirituali". È dunque evidente che noi dobbiamo attribuire alla Madre di Dio una virtù produttrice di grazie: quella virtù che è solo di Dio. Tuttavia, poiché Maria supera tutti nella santità e nell’unione con Gesù Cristo ed è stata associata da Gesù Cristo nell’opera di redenzione, Ella ci procura de congruo, come dicono i teologi, ciò che Gesù Cristo ci ha procurato de condigno ed è la suprema dispensatrice di grazie. Gesù "siede alla destra della Maestà Divina nell’altezza dei Cieli"; Maria siede regina alla destra di Suo Figlio, "rifugio cosi sicuro e ausilio così fedele in tutti i pericoli, che non si deve temere nulla né disperare sotto la sua guida, i suoi auspici, la sua protezione e la sua benevolenza".

giovedì 31 luglio 2014

Prendere una decisione

Ripubblico una lettera di una ragazza che doveva prendere una decisione importante...

Salve,
             seguo soltanto da un paio di giorni il tuo blog e l'ho trovato subito interessante. Devo ringraziare una cara amica per avermene suggerito la lettura.

Sto vivendo un periodo molto particolare dal punto di vista spirituale, ma al momento preferisco non parlarne. Domani ho un incontro col mio direttore spirituale e chiedo preghiera per questo, perché sarà un punto di inizio per una decisione che credo mi cambierà la vita. Dopo l'incontro, mi piacerà dar testimonianza. [...]

Ti ringrazio in anticipo,

(lettera firmata)


Carissima sorella in Cristo,
                                              pregherò molto volentieri per te. Non so quale sia questa decisione che dovrai prendere, però visto che hai iniziato a frequentare il blog vocazionale, ho buone speranze che si tratti di qualcosa di bello. :-)

Qualunque cosa sia, ti auguro di fare quello che vuole Dio, poiché solo Lui può renderti felice. Tu sei stata creata per amarlo con tutte le tue forze, e il tuo cuore non può trovare pace sin tanto che non riposa il Lui.

Affidati con filiale fiducia all'intercessione della Corredentrice del genere umano e Mediatrice di tutte le grazie, e vedrai che tutto andrà per il meglio. Così sia.

In Corde Matris,

Cordialiter

domenica 27 luglio 2014

Andare all'inferno

Don Giuseppe Tomaselli nel suo libretto intitolato “L'inferno c'è”, racconta un fatto spaventoso avvenuto alla presenza di numerosi testimoni.

Raimondo Diocré era un professore della famosa università parigina della Sorbona. Quando morì, i funerali vennero celebrati nella Chiesa di Notre Dame con grande concorso di popolo. La bara fu collocata nella navata centrale, coperta da un semplice velo. Durante il rito funebre, a un certo punto si udì una voce sepolcrale: “Per giusto giudizio di Dio sono stato accusato!” I presenti si avvicinarono alla salma e alzarono il velo, ma constatarono che il professore era immobile e freddo. Dopo un po' venne ripresa la funzione religiosa tra il turbamento generale, e ad un certo punto il cadavere si alzò alla presenza di tutti e gridò forte: “Per giusto giudizio di Dio sono stato giudicato!” I fedeli presenti rimasero ancora più spaventati per l'accaduto, alcuni dottori si avvicinarono al cadavere ritornato immobile e verificarono che era davvero morto. Il funerale venne sospeso e rinviato al giorno dopo. Gli ecclesiastici discussero sul da farsi. Secondo alcuni il fatto accaduto in chiesa significava che il defunto era dannato e quindi non bisognava celebrare il funerale, altri invece pensavano che non era certo che il professor Diocré si fosse dannato, poiché aveva solamente detto di essere stato accusato e giudicato. Il vescovo approvò quest'ultimo parere e l'indomani fece ripetere da capo le esequie. Mentre era incorso la nuova funzione funebre, il morto si alzò sulla bara e gridò con voce terrificante: “Per giusto giudizio di Dio sono stato condannato all’inferno per sempre!” A quel punto il funerale venne interrotto e il cadavere venne seppellito, ma non in terra consacrata, essendo ormai certa la sua dannazione eterna.

A causa di questo evento spaventoso, molte persone si convertirono. A che giova all'uomo guadagnare il mondo intero se poi perde l'anima sua? Tra i fedeli che assistettero al funerale vi era anche San Bruno, che pur essendo un buon cristiano, decise di abbandonare il mondo e di andare a vivere tra i boschi per condurre una vita di penitenza e di orazione, e fondò l'ordine religioso dei Certosini.

giovedì 24 luglio 2014

Crisi spirituale

Una giovane studentessa con la quale sono in contatto epistolare, mi ha detto che sente sempre più forte il desiderio di seguire Gesù...

Carissimo fratello,
                               avevo voglia di scriverti. Sai, in questo periodo ho sentito molto più forte la chiamata a seguire Gesù. Ormai il mio unico desiderio è questo. Non ti nascondo però che ho avuto un periodo di crisi durante questa estate dove il mondo mi stava attraendo,i suoi divertimenti il suo apparire. Ma io non voglio apparire, io voglio essere, io non voglio convivere con il male, io lo voglio combattere, voglio far parte dell'esercito di Cristo, voglio diventare sua, sua per sempre. Essere di Dio e del prossimo, non pensare più a me stessa, voglio essere come l'Eucarestia spezzata per tutti, voglio darmi da fare, essere di tutti ma appartenere solo a Gesù in anima, corpo e cuore per la salvezza delle anime e la maggior gloria di Dio!

Io questo Dio lo voglio respirare, voglio vivere di Lui e far vivere di Lui gli altri. Una vita di preghiera, di gioia, di apostolato, di penitenza. Voglio comunicare al prossimo la gioia, la letizia, la felicità, la libertà e l'Amore, quelli veri non quella illusori e passeggeri. In questo mondo sembra vincere il principe del male ma so che molti discepoli di Cristo lo combattono e io ne voglio fare parte, non mi fa paura. L'Amore vincerà su tutto, l'Amore alla fine resterà, l'Amore darà e mi da anche ora tutte le risposte, è dell'Amore che il mondo ha bisogno, bisogna ricordarlo che Dio è Amore, è la sua essenza.
Con la forza dello Spirito Santo, voglio andare avanti per le strade del Padre Mio, del Mio Sposo. Dio Uno e Trino che si offre a me, ti rendi conto?

Lo sguardo materno di Maria ci accompagni sempre!
Dio ti Benedica!

(Lettera firmata)

P.S Non smettere di pregare per me e la mia famiglia!

Cara sorella in Cristo,
                                      sono contentissimo di sapere che stai perseverando nel desiderio di donare a Dio il resto della tua vita abbracciando la vita religiosa e divenendo vera sposa di Gesù Cristo, il Redentore delle anime nostre.

Purtroppo, il nemico del genere umano quando si accorge che una persona è attratta dalla vita religiosa, incomincia nei suoi confronti una guerra spietata per indurla a cambiare strada. L'inganno principale è quello di attrarla con la trappola dei beni materiali e delle false gioie mondane.

I mondani ridono, scherzano e sembrano felici nei loro divertimenti sfrenati, ma in realtà sono dei poveretti da compatire, perché quando si vive lontani da Dio il cuore è triste e infelice. I beni della terra non potranno mai saziare il cuore umano che è stato creato per amare Dio, nostro unico bene. Chi ha Dio ha tutto, chi perde Dio ha perso tutto.

Ti saluto fraternamente in Cristo Re e Maria Regina,

Cordialiter

sabato 5 luglio 2014

La consolazione più bella in punto di morte

E' molto edificante questo fatto raccontato da don Bosco. Una volta gli apparve l'anima di san Domenico Savio, il quale gli raccontò della gioia che gode in Cielo ed altre cose. Ad un certo punto don Bosco gli chiese qual'era stata la cosa che lo aveva consolato di più nel momento estremo della morte. - s. Domenico disse: “Quale ti pare possa essere?” - don Bosco rispose: “Forse l'avere conservata la bella virtù della purezza?” - "Eh no! Non è questo solo” - “Forse ti rallegrò avere la coscienza tranquilla?” - “E' già una buona cosa; ma non è ancora la migliore” - “Sarà stato dunque tuo conforto la speranza del Paradiso? ...Sarà l'aver fatto opere buone?” - “No, no!... Ciò che più mi confortò in punto di morte fu l'assistenza della potente ed amabile Madre del Salvatore, Maria Santissima. E questo dillo ai tuoi giovani! Che non dimentichino di pregarla finché sono in vita!”

martedì 1 luglio 2014

Vivere senza Dio è inconcepibile

Ripubblico volentieri alcuni brani di una bellissima lettera che tempo fa mi ha inviato una ragazza.

Caro D.
         […] quando penso a coloro che non hanno creduto o non credono più, penso: "come fanno ad essere felici così in solitudine?", è questa la prima sensazione che mi viene in mente, il vuoto totale. Per me una vita senza Dio è inconcepibile, è molto triste e mi farebbe paura vivere così. Sinceramente non so se le scelte che ho fatto fino ad ora siano quello che Dio aveva in programma per me, lo spero, ma è anche vero che non ho mai sentito di essermi allontanata da Lui. Non è presunzione sia chiaro, ma fin da piccola sono stata abituata (o mi sono abituata) a trattare con Dio colloquialmente, come se fosse una presenza quotidiana, un amico. Non vorrei sembrare fuori luogo, certo ho pregato e prego nelle "forme stabilite", ma ho anche "parlato" tanto con Lui, o con la Madonna, dopo le preghiere, come se fossero, come ho detto prima, presenze quotidiane e tangibili nella mia vita. Nelle difficoltà al massimo mi arrabbio con i miei simili, dato il mio "caratterino", ma anche quello passa quasi subito. Per quanto mi riguarda, sopporto e cerco di affrontare tutte le difficoltà che si presentano sul mio cammino, sforzandomi di stare tranquilla, pur dovendo fare i conti con un carattere un po' "sanguigno". Cerco conforto negli esempi di vita santa, nelle storie degli uomini e delle donne della Chiesa o dei missionari, che in una singola vita, solo per mezzo delle loro azioni, hanno cambiato il mondo. E a guardar loro, mi sento davvero "piccola" nelle mie preoccupazioni e/o lamentele. Infine ti ringrazio per questo scambio di mail, che davvero mi ha confortato ed aperto gli occhi su questioni che non mi ero soffermata a valutare. Il confronto, anche con realtà che apparentemente sono lontane dal proprio modo di vivere, arricchisce moltissimo. Ti auguro il meglio per la tua missione di vita e di aiutare tante persone come hai fatto con me.

Grazie e continuerò a tenere d'occhio il tuo blog.

(lettera firmata)

Carissima in Cristo,
                               mi è piaciuto molto leggere la descrizione fatta con semplicità e schiettezza del modo colloquiale con cui dialoghi con Dio. Ciò che fai non è una cosa da matti, anzi! Sant'Alfonso Maria de Liguori scrisse un opuscolo intitolato “Modo di conversare continuamente ed alla familiare con Dio”, nel quale spiega che trattare con Dio con gran confidenza e familiarità non sia affatto un mancare di rispetto alla sua maestà infinita. Secondo questo grande Dottore della Chiesa bisogna rivolgersi al Signore con l'amore più tenero e confidente che sia possibile, poiché Egli gioisce quando una sua creatura si rivolge a Lui con quella confidenza, libertà e tenerezza con cui i bimbi si rivolgono alle loro mamme.

Dunque continua pure a dialogare “da cuore a cuore” con Gesù e Maria, e intanto frammezza i tuoi dialoghi con brevi e intese frasi d'amore che saranno come frecce infuocate che vi lancerete reciprocamente. In questo modo ti infiammerai d'amore per il Redentore, mentre Lui già arde d'amore per te fin dall'eternità. Il mondo non esisteva, tu non esistevi, ma Egli già ti amava ardentemente come se tu fossi l'unica persona che avrebbe creato. Quindi ognuno di noi può e deve dire di Gesù (soprattutto quando si riceve devotamente l'Eucaristia), quel che diceva la sposa del Cantico dei Cantici: Dilectus meus mihi et ego illi (Cant. II, 16), il mio amato Dio s'è dato tutto a me ed io tutto a Lui mi dono.

Spero che anche altri lettori del blog possano imitare il tuo modo di pregare, prendendo l'abitudine di parlare a Dio da cuore a cuore, familiarmente e con confidenza ed amore come ad un amico, il più amorevole di tutti.

Alcuni domanderanno: ma di quali temi possiamo trattare con Dio? Raccontategli dei vostri affari, dei vostri progetti, delle vostre pene, dei vostri timori e di tutto quello che vi riguarda. Come ho già detto, fatelo con confidenza e col cuore “aperto”, cioè senza soggezione. Potete parlare con Dio ovunque vi troviate, poiché Egli è onnipresente. Dunque, non dimenticatevi mai della sua dolce presenza, come purtroppo fa la maggior parte degli uomini. Parlategli quanto più spesso potete; se voi lo amate, non vi mancheranno cose da dirgli. Il nostro Dio si compiace di abbassarsi a trattare con noi, e gode che noi gli comunichiamo le nostre occupazioni più semplici. Egli ci ama tanto ed ha tanta cura di ciascuno di noi. Dobbiamo avere la confidenza di raccomandargli non solamente le nostre necessità, ma anche quelle degli altri. Piacerà tanto al nostro Dio, che noi, dimenticando alle volte i nostri interessi, gli parliamo dei vantaggi della sua gloria, delle sofferenze altrui, specialmente degli ammalati e dei poveri, delle anime del purgatorio che sospirano la sua visione beatifica, e degli scellerati peccatori che vivono privi della sua grazia.

Se vogliamo compiacere il Cuore amante del nostro Dio, dobbiamo cercare quanto più spesso possiamo di parlare con Lui continuamente e con tutta la confidenza possibile, e Lui non sdegnerà di risponderci. Non si farà sentire con voci sensibili alle orecchie, ma con voci bene intelligibili al nostro cuore, allorché ci staccheremo dalla conversazione delle creature per trattenerci a parlare da solo a solo col nostro Dio. Egli ci parlerà con quelle ispirazioni, con quei lumi interni, con quei tocchi soavi al cuore, con quei segni di perdono, con quei saggi di pace, con quella speranza del paradiso, con quei giubili interni, con quelle dolcezze della sua grazia, con quegli abbracci e strette amorose; insomma ci parlerà con quelle voci d'amore che ben l'intendono le anime che egli ama e che non cercano altro che Dio. Su questa terra la Santissima Trinità sia l'unica nostra felicità, l'unico oggetto dei nostri affetti, l'unico fine di tutte le nostre azioni e desideri, fintanto che giungeremo nella Patria Celeste, dove finalmente potremo contemplare da faccia a faccia Colui che abbiamo tanto desiderato d'amare durante il pellegrinaggio terreno.

venerdì 27 giugno 2014

Circa la preghiera

Tempo fa una ragazza mi scrisse per chiedere preghiere per sua sorella che ormai non rispondeva più alle chemioterapie. Ecco la risposta che le diedi e la sua controrisposta:

Cara sorella in Cristo,
                                      pregherò volentieri per tua sorella. Ho apprezzato molto il fatto che tu ti stia impegnando molto per ottenere da Dio la sua guarigione.

Quando si prega per ottenere delle grazie spirituali (convertirci, fare una buona confessione, resistere alle tentazioni, ecc.) possiamo essere certi di essere esauditi. Quando invece chiediamo delle grazie materiali (lavoro, salute, ecc.) dobbiamo chiederle “sotto condizione”, cioè a condizione che siano più utili alla nostra anima.

Lo scopo dell'uomo su questa terra è di salvare l'anima, cioè terminare questa vita in stato di grazia per poter andare in Cielo ad amare la Santissima Trinità in eterno.

Fai bene a pregare per la guarigione di tua sorella, è un bel gesto di carità fraterna. Tuttavia è importante anche aiutarla all'incontro con Dio, qualora il Signore abbia stabilito che per lei sia giunto il momento di abbandonare questa valle di lacrime.

I santi non vedevano l'ora di morire, perché così finalmente potevano unirsi per sempre con Gesù. Talmente grande era il desiderio di morire di Santa Teresa che addirittura scrisse una bella poesia nella quale esprimeva il gran desiderio di terminare questa vita per unirsi eternamente col suo Sposo, senza più pericolo di perderlo col peccato.

La vita su questa terra è penosa e piena di prove dolorose, invece la vita in Cielo è piena di gioia, pace e amore, intendo il vero amore. L'importante però è morire in stato di grazia, cioè senza peccato mortale, per questo motivo è bene confessarsi spesso al fine di essere sempre pronti ad ogni evenienza, poiché nessuno di noi conosce il giorno in cui morirà.

Preghiamo dunque per la guarigione di tua sorella, ma sia fatta non la nostra volontà, ma quella del Signore. Lui è Sapienza infinita e sa benissimo cosa è meglio per lei. É bene chiedere anche alle suore di clausura di pregare per lei.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù Redentore e Maria Mediatrice,

Cordialiter

Gent.mo D.,
                    ti ringrazio innanzitutto per le belle parole che mi hai donato... sicuramente apparterranno ad una maturità spirituale molto forte... io la penso pienamente come te....ho letto il diario di santa Faustina Kowalska che, come santa Teresa, esprimeva quel grande desiderio di morire per incontrare subito il suo Sposo....uno Sposo a volte incomprensibile ma giusto nel suo amore.....uno sposo geloso dei suoi figli....che vuole essere pregato, supplicato e ringraziato in ogni momento...uno Sposo che ha fatto risuscitare i morti, che vuole metterci alla prova soprattutto nei momenti di forte disperazione, quando sembra che sia stato fatto tutto e che non ci siano più speranze....ed è quello che pensavo una settimana fa....ma Lui vuole che noi ci affidiamo alla sua misericordia soprattutto in questi momenti di grande prova, ed è così che ho iniziato fervorosamente a pregare e far pregare per questa mia intenzione quante più persone possibili....Lui vuole metterci alla prova ed io voglio, ora più che mai, pregarlo, pregarlo, pregarlo fino alla fine ...fino a che non si compia la sua volontà […] ti chiedo umilmente di pregare, se puoi, ancora per lei e di diffondere questa mia intenzione...e che sia fatta sempre la Sua volontà... grazie di tutto

(lettera firmata)

lunedì 23 giugno 2014

Vivere cristianamente

Riporto alcuni brani di una lettera che ho scritto tempo fa a una signora attratta dalla vita devota.

Carissima sorella in Cristo,
                                          sono molto contento di sapere che cerchi di fare una vita “eremitica” pur vivendo nel mondo. Per vita eremitica intendo dire vita ritirata, cioè lontana dalle vanità del mondo. Chissà quante tue coetanee perdono tempo nel leggere rotocalchi scandalistici nei quali si spettegola della vita privata dei personaggi famosi. Queste sono cose vane che spesso inducono al peccato. Continua pure a fare una vita ritirata, ma non parlare di ciò con persone che non ti capiscono. Puoi parlarne solo con persone spirituali e fedeli alla Dottrina Cattolica. La Madonna non visse nel deserto, visse nel mondo, ma condusse una vita ritirata, semplice e umile.

Gesù è tanto buono e ci vuole bene assai. Se non ci avesse amato, non si sarebbe fatto crocifiggere per noi. Però vedo che Gesù ha un amore speciale per te. Sì, per te! Da cosa lo capisco? Adesso ti spiego. Nulla capita per puro caso, poiché non cade foglia che Dio non voglia. Chissà quante tue ex amiche di scuola vivono lontano da Dio, e apparentemente sembrano allegre, felici e senza problemi. In realtà la nostra vera felicità è Dio. I beni del mondo non possono saziare il cuore e non possono salvare la nostra anima. Da cosa capisco che tu sei una prediletta di Gesù buono? Dal fatto che stai soffrendo molto. Le anime nobili soffrono più per i patimenti spirituali che per i patimenti materiali. In tutte le tue lettere, non ti ho mai sentito parlare di problemi materiali, ma solo di problemi spirituali, i quali sono i più tormentosi. Vedo che hai il bel desiderio di vivere un cristianesimo di “stretta osservanza”, come l'eroico San Francesco d'Assisi, ciononostante ti trovi sotto il peso della croce. Questo è un buon segno, significa che Gesù ti ama assai assai. I santi dicevano che Dio castiga quelli che ama. Pensiamo al Santo Giobbe che pur essendo un uomo buono, Dio permise che fosse tribolato da lutti, sciagure, povertà, malattie e solitudine, ma ciò che lo fece soffrire di più fu l'incomprensione del prossimo. Alcuni amici erano andati a trovarlo, ma invece di consolarlo lo accusavano di colpe che non aveva commesso. Le pene spirituali lo fecero soffrire di più delle pene materiali. Ma Dio è infinitamente buono e giusto, e vedendo che il Santo Giobbe gli rimase fedele, lo premiò ridonandogli la prosperità, ma soprattutto dandogli un maggior grado di gloria in Cielo. Una cosa del genere sta avvenendo con te. Dio sta provando la tua fedeltà, e se tu resterai fedele sino alla fine, ti darà un grande premio quando lascerai questa valle di lacrime. Lascia perdere quello che ti suggerisce il diavolo. La bestia infernale ti dice: “Non vedi che la Chiesa Cattolica è infestata dai modernisti? Abbandonala! Non pensare più alla vita di San Francesco e degli altri santi, fai quello che fanno molte tue coetanee, divertiti, vai in discoteca, cerca di accumulare più soldi che puoi, organizza feste mondane, banchetti e viaggi. Tu non sei una suora, quelle sono matte che hanno rinunciato ai piaceri della vita per recludersi nella clausura. Tu sei una laica, sei una persona libera, puoi fare tutto quello che vuoi, non devi più pensare a Dio! Non vedi che tanta gente considera te e quei quattro gatti come te, alla stregua dei pazzi? Abbandona Gesù e io ti farò felice!”

Satana vorrebbe staccarti per sempre da Gesù, ma vedo che tu sei un soldato che ha voglia di continuare la buona battaglia della fede. È vero che nel corso del 2010 ti sei staccata un paio di volte dalla pratica religiosa, ma poi ti sei fatta forza e sei tornata alla sequela di Gesù crocifisso. Lo so che la tua croce è pesante, ma con l'aiuto dello Spirito Santo, il dolce Consolatore delle nostre anime, ce la puoi fare.

Forse a volte ti domandi se ti salverai, anche se non sei più entrata in convento. Ascolta quello che ti dico. Quell'attrazione che sentivi per la vita monastica prima del matrimonio, forse era vocazione, ma forse no. C'è tanta gente che entra in monastero con entusiasmo, ma poi si accorge che non ha una vera vocazione, e se torna a casa. Anche i genitori di Santa Teresa di Lisieux volevano entrare in monastero, ma sono stati respinti e si sono fatti santi nello stato matrimoniale. Del resto io vedo che tu vuoi tanto bene a Gesù buono, e se potessi tornare indietro cercheresti di vagliare meglio la tua attrazione per il monastero. Ormai il passato è passato. Anche se per ipotesi Dio non avesse voluto che tu ti sposassi, comunque lo ha permesso con la speranza di trarne un bene maggiore. Ogni tanto sul mio blog vocazionale riporto qualche esempio di persone che per non aver eseguito la vocazione, hanno condotto nel mondo una vita pessima e sono morte lontano dai sacramenti. Ma io riporto quei fatti per poter svegliare quelle persone che pur avendo la vocazione e la possibilità di entrare in monastero, si illudono di poter vivere cristianamente anche facendo la propria volontà. Ma tu non devi tener in conto quelle cose, perché il tuo caso è diverso. Anche se la tua fosse stata vera vocazione, adesso sei una donna sposata. Dio vede che tu sei pentita di non aver fatto un'esperienza vocazionale, ma vede anche che adesso vuoi amarlo con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le tue forze. Il Signore è incapace di discacciare da sé un'anima che supplica il suo aiuto col cuore contrito. Coloro che che si son dannati dopo aver rifiutato la vocazione religiosa, sono andati all'inferno perché non si sono rivolti con fiducia a Gesù e a Maria. Tu invece vuoi tanto bene al Redentore e alla Mediatrice di tutte le grazie, e adesso loro vogliono aiutarti a farti diventare santa nello stato matrimoniale. Lo so che non è facile, ma puoi farcela come ce la fecero Zelia Guérin e Luigi Martin. Solo per il fatto che hai insegnato alla tua bambina il mistero della Presenza Reale, adesso Gesù ti è “debitore” e vuole sdebitarsi per questa opera buona che hai fatto. Oggi molti bambini vivono come pagani, senza conoscere Gesù buono, perché i loro genitori non gli parlano mai delle cose celesti.

Se tu hai il desiderio di essere sposa di Gesù, io ti rispondo con le parole di Sant'Antonio di Padova: “Omnes animae sponsae sunt Christi”, ossia tutte le anime che amano sinceramente Cristo sono sue spose. Anche tu sei sposa di Gesù se lo ami con tutto il cuore. Certo le suore hanno il vantaggio di consacrargli la propria verginità, mentre le persone sposate non possono vivere in castità senza il consenso del proprio coniuge (tranne in casi particolari), tuttavia possono sempre consacragli il proprio cuore, e popolare il Cielo di nuovi cittadini. Io non solo voglio che tu ti salvi l'anima, ma voglio che tu ti faccia santa per dare gusto a Dio. Inoltre voglio che diventino santi anche tuo marito, la tua bambina, i tuoi parenti e tutti coloro che conosci, soprattutto quelli che ti hanno fatto soffrire.

Spero tanto di esserti stato di qualche utilità. Continua pure a scrivermi ogni volta che vuoi, soprattutto quando ti senti tentata ad abbandonare il Corpo Mistico di Cristo per aderire al paganesimo che dilaga nel mondo. Coraggio, combatti con ardore la buona battaglia, e non dimenticarti mai quel che diceva San Francesco: “Tanto è quel che mi aspetto che ogni pena mi è diletto”.

Chiediamo alla Regina del Cielo di darci la forza di restare fedeli a Gesù buono fino alla morte. Così sia.

Cordialiter

giovedì 19 giugno 2014

Uno spasimante troppo insistente

A volte capita che le ragazze che vogliono abbracciare la vita religiosa vengano prese di mira da qualche “corteggiatore”. Una cosa del genere era capitata a una lettrice del blog vocazionale che era stata fatta oggetto di insistenti attenzioni da parte di un giovanotto della sua città. Ripubblico quello che le risposi in proposito, poiché penso che possa interessare anche altre persone.

Carissima sorella in Cristo,
                                           per quanto riguarda le attenzioni di quel ragazzo, ti dico chiaramente quello che penso in generale su questo argomento. A parte il tuo direttore spirituale, credo che nessun altro nella tua città sappia che ti senti attratta dalla vita religiosa, e che stai facendo discernimento per capire in quale stato di vita il Signore ti chiama. Hai fatto bene a non parlare di vocazione con nessuno. Immagino tuttavia che da quando ti sei convertita, la grazia ti ha reso una persona spirituale. Un conto sono gli atteggiamenti esteriori di una ragazzaccia, altro conto sono gli atteggiamenti di una ragazza spirituale. La differenza è come tra un mazzo di fiori appassito e uno fresco. Le persone spirituali “attraggono” molto il prossimo, soprattutto attraggono altre persone spirituali, o comunque che praticano la Religione. Non sappiamo esattamente se quel ragazzo volesse solo fare amicizia, oppure volesse aprire un discorso che portasse al matrimonio, ecc. Siccome costui non conosce le tue intenzioni vocazionali, non me la sento di “condannarlo”, anche se in effetti mi è sembrato un po' troppo insistente. Santa Teresa di Lisieux quando venne in Italia per parlare col Papa, venne corteggiata da qualche studente bolognese. Fin quando resterai nel mondo secolare (spero il meno possibile) non è da escludere che qualche ragazzo tenti di corteggiarti, ma come ti ho già detto in passato, mi dispiacerebbe molto se venissi a sapere che hai donato il tuo cuore a qualche uomo della terra. Da tutte le cose che mi hai raccontato nelle tue lettere, ti confesso che nutro molte speranze che la tua sia vera vocazione. La conferma l'avremo quando la priora di qualche monastero osservante ti accetterà come novizia. Nel frattempo il nemico del genere umano farà di tutto per farti cambiare idea, ad esempio sussurrandoti che puoi farti santa anche sposandoti, mettendo su famiglia, e magari anche avendo una carriera lavorativa. In sé per sé non sono cose cattive, ma se Dio ti chiama nel monastero, sarebbe assurdo rinunciare ad essere sposa di Cristo, per prenderti al suo posto una povera creatura. Come leggerai ne “La vera sposa di Gesù Cristo”, Sant'Alfonso afferma che tra tutte le donne che si sono confessate da lui (sicuramente migliaia), non ne ha mai trovata nemmeno una felice dello stato matrimoniale. È vero che allora molte mogli venivano trattate come delle serve, ma secondo me anche oggi (per altri aspetti) la situazione rimane difficile per le persone sposate. Tra coloro che mi hanno contattato ci sono anche molte persone sposate (soprattutto donne) che stanno soffrendo assai. Alcune mi hanno detto chiaramente che se potessero tornare indietro entrerebbero in convento. Perché ti dico tutto questo? Voglio dirti che fai bene a respingere tutti i ragazzi che desiderano unirsi a te. Se qualcuno ti chiede se sei fidanzata, puoi rispondere pure di sì. Non si tratta di una bugia, ma di una restrizione mentale, poiché lui capisce che hai un fidanzato “normale”, mentre in realtà tu ti riferisci a un Fidanzato speciale. Anche Santa Teresa di Lisieux quando era ancora nel mondo si considerava fidanzata di Gesù buono. Dicendo che sei già felicemente fidanzata ti toglierai di torno gran parte dei ragazzi. Sono certo che da quando ti sei convertita non hai permesso a nessun ragazzo di prendersi confidenza, ad esempio tendoti mano nella mano, o cose di questo genere. Fai benissimo e ti incoraggio a perseverare. Una ragazza (non aveva la vocazione, ma era molto praticante) mi disse che la gente l'accusava di essere “peggio di una suora” :-) ma sono sicuro che se dicessero anche a te una cosa cosa del genere, non ti offenderesti affatto.

Che altro dirti? Sono davvero contento che tu stia cercando di approfondire seriamente quel pio desiderio di consacrazione religiosa che senti nel cuore. Non arrenderti, poiché maggiori sono le difficoltà, più bella è la vittoria!

Ti saluto fraternamente in Corde Matris

Cordialiter

domenica 15 giugno 2014

La peste del razionalismo dilaga anche tra i cristiani

Riporto alcuni brani di una bella lettera che mi ha scritto una ragazza...

Carissimo D., fratello in Cristo e amico mio, come stai? Io sto bene, perché nonostante questo periodo di... chiamiamolo "aridità", di una cosa per lo meno sono certa: non posso fare a meno del mio Signore! Qualunque dovesse essere lo stato di vita che eleggerò, so per certo che non potrò MAI fare a meno di Gesù, perché una vita senza Gesù è una vita senza Vita (scusa il gioco di parole); una vita senza Gesù che è l'Esistenza, la Causa del mio soffio vitale, è una vita animalesca. Una vita che non è vita. E' la morte. Ora il Signore è perfettamente consapevole del fatto che più una persona elegge uno stato di vita contemplativo, più può dedicare il suo tempo alla preghiera, perché pur rimanendo una cattolica nella vita di tutti i giorni, le "distrazioni" (chiamo così il lavoro, la famiglia...) sono tante e tante. Io non so cosa farò: se mi sposerò e costruirò una famiglia cattolica come quella della Santa Giovanna B. Molla, se diverrò una consacrata laica come Santa Gemma Galgani, se donerò a Gesù buono tutta la mia rimanente esistenza in un monastero, e lì sarei comunque felicissima sapendo però che è il Signore a volerlo da me, e non io a sceglierlo di mia volontà come stato di vita. […] Ultimamente sto facendo tante buone letture [...] il mio più ardente desiderio è quello di possedere questa conoscenza unitamente a una Santa Carità, una Santa Fede e una Santa Speranza, perché intendo scardinare tutte queste tesi razionalistiche, tutta questa falsa dottrina moderna, tutte queste sciocchezze di cui sono imbevute le bocche delle persone, tutte queste chiacchiere da bar che non fanno altro che danneggiare la fede propria e altrui [...]. La massoneria è una grossa piaga demoniaca del nostro tempo, i massoni sai cosa fanno alcuni di loro? Siccome odiano profondamente il Cattolicesimo in particolare (con il quale i loro assurdi principi sono completamente incompatibili) imparano la Bibbia non dico a memoria ma quasi, e adoperano questa conoscenza nel peggior modo possibile, cioè stravolgendo completamente il significato delle Sacre Scritture [...]; loro frequentano il mondo tentando di instillare il germe del dubbio, e io prego sempre affinché non ci riescano. Mi è stato detto che essi addirittura sono in grado di stravolgere completamente il significato della preghiera del Padre Nostro contenuta nel Vangelo. A tal proposito un amico mi ha consigliato uno scritto del grande apostolo dell'Immacolata San Massimiliano M. Kolbe, il quale era un fine conoscitore della massoneria, e lo leggerò a breve. Intendo fare come fanno i soldati quando vanno alla battaglia, quelli però che vanno in prima linea: sono ben armati, ma soprattutto ben corazzati. E per corazzarsi ed armarsi bisogna conoscere bene il "nemico", che cosa adopera, quali armi, quali strategie: solo così lo si previene e lo si annienta.

Io ho tanta voglia (al di là del mio stato di vita da eleggere) di far conoscere alle persone la Verità. Sapessi quanti e quanti cattolici, gente che frequenta la Chiesa e i Sacramenti, NEGA i miracoli di Lourdes, NEGA che la religione Cattolica sia l'unica vera, NEGA la sovranità di Cristo su tutte le anime della terra, insomma gli attacchi più terribili e "radicali" la Chiesa li ha proprio dal suo interno. Sacerdoti che bollano come "sciocchezze" le visioni della mistica Santa Faustina Kowalska, ma come si fa???? Diceva bene Santa Faustina Kowalska: “Oh, se i sacerdoti sapessero che da una loro fervente omelia potrebbe dipendere il destino di tante anime! Se sapessero che da una loro ben fatta direzione spirituale potrebbe dipendere la conversione di un cuore!” Ecco, a me tutto questo (ma non solo) fa male. [...] A parte il razionalismo dilagante, quello che mi fa più "male" è il vedere con quanta indifferenza noi trattiamo Gesù che riposa nel Tabernacolo. La Chiesa è il primo luogo in cui offendiamo il Signore, proprio lì quando andiamo a ricevere l'ostia presso l'altare con la stessa indifferenza con cui mettiamo in bocca una caramella.

Mio caro amico D., non chiedermi quale stato di vita eleggerò: non te lo so dire. Non ricordarmi ancora una volta che Gesù buono è l'unico porto sicuro perché ne sono perfettamente a conoscenza. Non ribadirmi che il mio Signore è l'unico sposo che non mi tradirà mai, perché ne ho piena consapevolezza. […] quello che voglio è proclamare sempre sempre la Parola del Signore. Voglio ricordare a tutti quello che Egli ha fatto per noi su quella Croce. Voglio irrobustire a tal punto la mia fede da coinvolgere anche chi mi sta intorno.

Piano piano, si chiarirà il disegno di Dio in me, ne sono certa. Tutto quello che si fa, lo si fa sempre e solo per la Sua maggior Gloria, con Lui, per Lui e in Lui. Tutto il resto è fumo, sono solo chiacchiere al vento. Io ti ringrazio ancora una volta per il tuo blog che seguo sempre volentieri ma soprattutto ti prego di non preoccuparti. Non ho abbandonato la retta via, non tornerò più a quella vita (la si può chiamar così una misera esistenza piena di peccati?) precedente all'incontro VERO col Signore... No, ho capito che senza Gesù io non sono niente e se parlo bene, se proclamo la Sua Parola è sempre per Grazia dello Spirito Santo che opera in me! Lo Spirito di Verità, lo Spirito Consolatore, è Lui che parla attraverso di me. […] Ho posato i trucchi e riposto gli abiti succinti: da oggi in poi alle persone presenterò direttamente il mio cuore, l'aspetto esteriore no. E se gli altri non riusciranno ad andare al di là di esso, a me non importa. Il mio intimo Ospite vuole un cuore pulito, non un viso truccato. :-)

Che possano tutti, ma dico proprio tutti incontrare il Signore! Che possano tutti comprendere l'incommensurabile Suo amore! Che tutti possano preparare i loro cuori alla venuta dello Spirito Santo!! Caro D., che possa tu sempre parlare e scrivere ispirato dallo Spirito Santo!

Ti abbraccio fraternamente nel Cuore di Gesù e di Maria.
Ad Majorem Dei Gloriam!
Ci sentiamo presto....
(lettera firmata)

mercoledì 11 giugno 2014

Famiglie cristiane

Ogni tanto mi scrive qualcuno per dirmi che è bene incoraggiare le vocazioni religiose, ma non bisogna denigrare il matrimonio. Ovviamente sono pienamente d'accordo su ciò, tra l'altro ho enorme stima dei coniugi autenticamente cristiani come i genitori di Santa Teresa di Lisieux. Il matrimonio è un sacramento, pertanto sarebbe peccato grave denigrarlo. Io ho un grande rispetto per il sacramento del matrimonio, e non vorrei che qualcuno fraintendesse le mie affermazioni al riguardo. Io aderisco pienamente a quel che hanno insegnato in proposito Dottori della Chiesa come Sant'Alfonso Maria de Liguori e San Giovanni Crisostomo. Ecco quel che scrisse Sant'Alfonso a un giovane indeciso sullo stato di vita da eleggere: "Alla fine della vostra lettera volete da me sapere se nel caso che non aveste lo spirito di entrare in religione, sarebbe meglio l'ammogliarvi, come vogliono i parenti [...]. Rispondo: Lo stato coniugale io non posso consigliarvelo, mentre s. Paolo non lo consiglia ad alcuno, se non quando vi fosse la necessità per causa d'una abituale incontinenza, la quale necessità tengo per certo che non vi sia per voi."

Ecco quel che diceva San Giovanni Crisostomo nelle sue splendide omelie sulla verginità: “sono convinto che la verginità è molto più pregevole del matrimonio, ma non per questo considero il matrimonio una cosa cattiva: anzi, lo lodo molto. Per coloro che intendono farne un buon uso, esso è il porto della continenza, giacché impedisce alla natura d'inferocirsi. [...] Ci sono però alcuni che non hanno bisogno di questa protezione: invece di ricorrere ad essa, placano le follie della natura con i digiuni, con le veglie, con il dormire per terra e con altri duri esercizi. Pur non vietando il matrimonio, io esorto questi ultimi a non sposarsi. […] La verginità è bella? Son d'accordo anch'io. E' superiore al matrimonio? Ammetto anche questo. Se vuoi, per dare un'idea della misura della sua superiorità, posso citare come esempi la superiorità del cielo sulla terra, o quella degli angeli sugli uomini; se poi dovessi esprimermi in modo più ardito, direi che si tratta di una superiorità ancora maggiore. E' vero infatti che gli angeli non sposano né vengono sposati: ma essi non sono strettamente uniti alla carne ed al sangue, non soggiornano sulla terra, non devono sopportare una moltitudine di desideri, non hanno bisogno di cibi e bevande, non possono essere blanditi da un dolce canto né impressionati da una visione stupenda o da altre simili cose.”

Spero di aver chiarito che il mio pensiero circa il sacramento del matrimonio l'ho appreso da grandi Dottori della Chiesa.

sabato 7 giugno 2014

Amare Dio come l'hanno amato i santi

Per acquistare coraggio nella vita cristiana, giova molto leggere le vite dei santi, e specialmente di coloro che dallo stato di peccatori son passati ad esser gran santi, come Santa Maria Maddalena, Sant'Agostino, Santa Pelagia, Santa Maria Egiziaca, e specialmente Santa Margherita da Cortona che visse per molti anni in stato di peccato mortale convivendo con un uomo senza essere sposata, e avendo pure un figlio, tuttavia in quel miserabile stato nutriva il desiderio di riavvicinarsi al Signore e di farsi santa, come infatti avvevve dopo la morte del convivente, quando si convertì a Dio, si diede talmente a volare per la perfezione, che meritò in vita d'intendere, come il Signore le rivelò, che non solo si sarebbe salvata l'anima, ma che l'era apparecchiato in cielo un posto tra i serafini. Dice Santa Teresa che il demonio procura che ci paia superbia l'aver desideri grandi e il voler imitare i santi; ma questo è un grande inganno. Sì, perché ciò non è superbia, quando l'anima diffida di se stessa, e, fidata solo in Dio, si avvia a camminar per la perfezione con coraggio, dicendo con l'Apostolo: Omnia possum in eo qui me confortat (Philip. IV, 13), io non posso niente colle mie forze, ma col suo aiuto posso tutto; perciò risolvo colla sua grazia di volerlo amare, come l'hanno amato i santi.

martedì 3 giugno 2014

Nemici dell'anima

Riporto una bella meditazione di Don Dolindo Ruotolo sui nemici dell'anima.

La vita dell'uomo sopra questa terra, è una battaglia ha detto il santo Giobbe; non tanto materiale, per le croci e per le preoccupazioni della vita, quanto spirituale, per gli assalti che continuamente subisce la nostra anima. E necessario che noi non ci troviamo impreparati, nella terribile lotta che deve glorificare Dio nei nostri cuori e che deve formare il nostro merito nel Cielo. [...] Il demonio non è il solo a tentarci; si è associato nella lotta quello che è suo, e spesso è più pericolosa la lotta che viene dai suoi affiliati. Il mondo, con le sue seduzioni e con le sue menzogne, la carne con le sue pretese e con la sua sete di desideri materiali e di piaceri, sono nemici ugualmente pericolosi. Temiamo anzi di più i demoni visibili e viventi, perché essi ci fanno minore spavento e più facilmente ci seducono. Le occasioni pericolose, i cattivi amici, quelli che ci lusingano con un falso amore, quelli che c'ingannano con false dottrine, quelli che ci strappano dalla fede della Chiesa, sotto pretesto di darci un regno pieno di gloria e di felicità, sono tutti demoni peggiori di quelli dell'abisso infernale! Quante volte i cattivi non ci ripetono: Ti darò ogni bene, se cadendo mi adorerai? Lo ripete il libertino alla povera fanciulla imprudente, lo ripete la donna all'uomo inesperto, lo ripetono i settari, i massoni, i socialisti, gli anticlericali a quelli che vogliono ingannare!...

[...] non dobbiamo credere che il demonio per tentarci debba comparirci sensibilmente. Quei desideri perfidi, quei fantasmi impuri, quelle illusioni pericolose, sono suggestioni diaboliche che bisogna cacciare da noi prontamente; non diamo spazio da parte nostra, a miserie, turbando lo spirito con i romanzi, con i teatri, con gli spettacoli, con i balli, con le conversazioni licenziose; desideriamo solo Dio, amiamo solo Dio, serviamo a Lui solo fedelmente e la nostra vittoria sarà sicura e degna della corona immortale!

[Don Dolindo Ruotolo, “Vita di N. S. Gesù Cristo”, Apostolato Stampa]

venerdì 30 maggio 2014

Una visione

Iddio permette a certe anime delle vi­sioni, perché servano d'insegnamento a sè oppure anche agli altri.

San Giovanni Bosco fu di continuo il­luminato da tali visioni, affinché potesse compiere bene la missione affidatagli dalla Provvidenza a vantaggio della gioventù.

Riporto una visione che ebbe il Santo alla fine del mese di Maggio 1865. Ri­guarda direttamente i giovani, ma si può applicare a tutti i fedeli. La trascrivo con le stesse parole, con cui la narrò il grande Educatore della gioventù:

« Mi apparve un grande altare dedi­cato a Maria ed ornato magnificamente. Vidi tutti i giovani dell'Oratorio, i quali in processione si avanzavano verso di es­so. Cantavano le lodi della Vergine Cele­ste, ma non tutti allo stesso modo, ben­ché cantassero la stessa canzone. Molti cantavano bene, altri con voci pessime, altri stonavano, altri venivano innanzi silenziosi; non pochi sbadigliavano; altri si urtavano e ridevano.

« Tutti portavano dei doni da offrire a Maria. Tutti avevano un mazzo di fiori, quale più grosso e quale più piccolo. Chi aveva un mazzo di rose, chi di garofani, chi di viole, ecc. Altri poi portavano alla Vergine dei doni proprio strani. Chi por­tava una testa di porcellino, chi un gatto, chi un piatto di rospi, chi un coniglio, chi un agnello e altre offerte.

« Un bel giovane stava davanti all'al­tare e aveva le ali. Era forse l'Angelo Custode dell'Oratorio, il quale di mano in mano che i giovani offrivano i loro do­ni, li riceveva e li deponeva sull'altare.

« I primi offrirono magnifici mazzi di fiori e l'Angelo senza dir nulla li posò sul­l'altare. Molti altri porsero i loro mazzi. L'Angelo li guardò; sciolse il mazzo, fece togliere alcuni fiori guasti, che gettò via, e, ricomposta il mazzo, lo posò sull'altare. Ad altri, che avevano nel loro mazzo fiori belli ma senza odore, come sarebbero le dalie, le camelie, ecc., l'Angelo fece to­gliere anche questi, perché Maria vuole la realtà e non l'apparenza. Rifatto così il mazzo, l'Angelo l'offri alla Vergine. Molti mazzi tra i fiori avevano delle spine, poche o molte, ed altri dei chiodi; l'An­gelo tolse questi e quelle.

« Venne finalmente colui che portava il porcellino. Gli disse l'Angelo: Hai tu il coraggio di venire ad offrire questo do­no a Maria? Sai che cosa significa il maia­le? Significa il brutto vizio dell'impurità. Maria, che è tutta pura, non può soppor­tare questo peccato. Ritirati, dunque, che non sei degno di stare davanti a Lei!

« Vennero gli altri che avevano usi gat­to e l'Angelo disse loro: Anche voi osate portare a Maria questi doni? Sapete che cosa significa il gatto? Esso è figura del furto e voi l'offrite alla Vergine? ... Ri­tiratevi!

« Vennero coloro che avevano i piatti di rospi e l'Angelo, guardandoli sdegnato, disse: I rospi simboleggiano i vergognosi peccati di scandalo e voi venite ad offrirli alla Vergine? Andate indietro! - E si ri­tirarono confusi.

« Alcuni s'avanzavano con un coltello piantato al cuore. Quel coltello significava i sacrilegi. L'Angelo disse loro: Non ve­dete che avete la morte nell'anima e che se siete in vita e una speciale misericordia di Dio? ... Per carità, fatevi cavare quel coltello! - Ed anche costoro furono re­spinti.

« A poco a poco tutti gli altri giovani si avvicinarono. Chi gli offrì agnelli, chi conigli, chi pesci, chi frutta ... L'Angelo accettò tutto e mise tutto sull'altare. Dopo di aver diviso così i giovani, i buoni dai cattivi, fece schierare tutti coloro, i cui doni erano accetti a Maria, davanti allo altare; coloro che erano stati messi da par­te, erano più numerosi di quello che io credevo.

« Allora da una parte e dall'altra dello altare comparvero due altri Angeli, i quali sorreggevano due ricchissime ceste piene di magnifiche corone, composte di rose stupende: Queste rose non erano propria­mente rose terrene, ma come artificiali, simbolo dell'immortalità.

« L'Angelo Custode prese quelle coro­ne, una per una, e ne incoronò tutti i gio­vani, che erano stati schierati innanzi allo altare. Fra queste corone ve ne erano del­le più grandi e delle più piccole, ma tutte di una bellezza ammirabile. Vi erano dei giovani così brutti di fisionomia, che quasi mettevano ribrezzo; a costoro toccarono le corone più belle, segno che ad un este­riore così brutto, suppliva la virtù, in gra­do eminente. Molti si distinguevano per le altre virtù, come l'ubbidienza, l'umil­tà, l'amor di Dio ...

« L'Angelo disse loro: Maria oggi ha voluto che voi foste incoronati di così belle rose. Ricordatevi però di continuare in modo che non vi siano tolte. Tre sono i mezzi per conservarle. Praticare: 1° la umiltà; 2° l'ubbidienza; 3° la purezza. Queste tre virtù vi renderanno sempre accetti a Maria ed un giorno vi fàranno degni di ricevere una corona infinitamente più bella di questa. -

« Allora i giovani intonarono davanti all'altare la prima strofa dell'Ave Maris Stella, finita la quale, si mossero in pro­cessione per partire, cantando la canzone: Lodate Maria, o lingue fedeli.

« Li seguii ancora per qualche tratto e poi tornai indietro per vedere i giovani che l'Angelo aveva messi da parte; ma più non li vidi ... La visione era cessata.

« Io so chi sono i giovani incoronati e quelli scacciati dall'Angelo. Lo dirò ai singoli, affinché procurino di portare alla Vergine doni che essa si degni di accet­tare ».

La visione di San Giovanni Bosco ser­va d'insegnamento sul come praticare la devozione a Maria; e coloro che vogliono onorarla davvero nel suo mese, procurino di offrirle doni spirituali conservando il cuore puro.


[Brano tratto da "Vera devozione a Maria", di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Can. Carciotto Vic. Gen., Catania 13 maggio 1952].

lunedì 26 maggio 2014

Invocare la Madonna

Si onori la Santissima Vergine, oltre che con la imitazione delle sue virtù, pu­rezza, carità ed umiltà, con l'invocarla nei bisogni particolari. Il ricorso a Lei e segno di amore e di fiducia.

- Ma tutti quelli che pregano la Ma­donna ottengono grazie? No! E’ necessa­rio che la preghiera sia fatta con le do­vute disposizioni.

Chi vuol favori dalla Madre di Dio, de­ve pregare in istato di grazia, cioè deve avere la coscienza monda dal peccato mor­tale. Perciò San Giovanni Bosco consi­gliava la Confessione ben fatta, prima di chiedere grazie alla Madonna. È bene unire alla Confessione anche la $anta Comu­nione.

Si deve pregare con fede e perseve­ranza. Senza fede è inutile pregare. Non si deve pretendere di essere esauditi alla prima preghiera! La Madonna sa qual è il momento opportuno per favorire i suoi devoti.

Non si ottengono certe grazie con la preghiera, perché quello che si domanda non sempre è utile all'anima. E poiché non sempre si conosce se una grazia giovi all'anima o le sia nociva, conviene pre­gare rimettendosi al volere di Dio. Quan­do si prega con fede ed in grazia di Dio, se la Madonna non ottiene dal suo Divin Figlio la grazia richiesta, certamente ne otterrà un'altra più utile.

Quali grazie domandare? Ordinariamente si chiedono alla Ma­donna grazie temporali, per qualche affa­re speciale. Conviene invece domandare prima di tutto le grazie spirituali, che so­no le più utili all'anima.


[Brano tratto da "Vera devozione a Maria", di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Can. Carciotto Vic. Gen., Catania 13 maggio 1952].

giovedì 22 maggio 2014

Il Rosario è un potente strumento di guerra

[Brano tratto dall'Enciclica "Supremi Apostolatus" del Sommo Pontefice Leone XIII, 1 settembre 1883, LEV]

Nessuno di Voi ignora, Venerabili Fratelli, quanto travaglio e lutto apportassero alla santa Chiesa di Dio, sullo scorcio del secolo XII, gli eretici Albigesi, i quali, generati dalla setta degli ultimi Manichei, riempirono di perniciosi errori le contrade meridionali della Francia ed altre regioni del mondo latino. Spargendo in tutti i luoghi il terrore delle armi, contavano di poter dominare incontrastati con stragi e rovine. Contro siffatti nemici crudelissimi, il misericordioso Iddio, come è noto, suscitò un santissimo uomo, l’inclito padre e fondatore dell’Ordine Domenicano. Egli, grande per la purezza della dottrina, per la santità della vita, per le fatiche dell’Apostolato, prese a combattere intrepidamente per la Chiesa cattolica, confidando non nella forza né nelle armi, ma più di tutto in quella preghiera che egli per primo introdusse col nome del santo Rosario e che, o direttamente o per mezzo dei suoi discepoli, diffuse ovunque. Per ispirazione e per impulso divino, egli ben sapeva che con l’aiuto di questa preghiera, potente strumento di guerra, i fedeli avrebbero potuto vincere e sconfiggere i nemici, e costringerli a cessare la loro empia e stolta audacia. Ed è noto che gli avvenimenti diedero ragione alla previsione. Infatti, da quando tale forma di preghiera insegnata da San Domenico fu abbracciata e debitamente praticata dal popolo cristiano, cominciarono a rinvigorire la pietà, la fede e la concordia, e furono dappertutto infrante le manovre e le insidie degli eretici. Inoltre moltissimi erranti furono ricondotti sulla via della salvezza, e la follia degli empi fu schiacciata da quelle armi che i cattolici avevano impugnate per rintuzzare la violenza.

domenica 18 maggio 2014

La valle di lacrime

Questa vita è chiamata valle di lacri­me; si nasce piangendo e si muore tra gli spasimi dell'agonia. Quante malattie af­fliggono il povero corpo umano! ... Quanti pericoli incontra l'anima nel mon­do!... Quanti bisogni urgenti fanno trepidare la misera creatura umana. Quanto è terribile il momento della morte! ...

Chi può venirci in aiuto, in tanti bi­sogni, più della Madonna? ... E la Ma­donna è contenta di venirci in soccorso, come la madre è lieta di aiutare i figli bisognosi.

Ma perché Maria Santissima faccia la sua parte di madre, è necessario che noi facciamo la parte nostra di figli. Dob­biamo invocarla spesso con amore e con fede. Dobbiamo onorarla più che sia pos­sibile, per attirarci i suoi sguardi miseri­cordiosi.

Siamo in questa valle di lacrime come in viaggio verso l'eternità; unico scopo della vita presente è assicurare la salvezza eterna. Chi onora la Madonna, ha assicu­rato il Paradiso. Dice la Sacra Scrittura: Coloro che mi onorano, avranno la vita eterna! -

[...] Non basta dire: Io amo la Madon­na! ... Recito il Rosario in suo ono­re!... Porto al collo la sua medagliet­ta! - Se la devozione alla Santa Vergi­ne si fa consistere soltando in queste cose, si e in grande errore! Tale devozione sareb­be come una semplice vernice.

Perché si possa dire: Io onoro davvero la Madonna! - è necessario unire alle pratiche esterne l'imitazione delle sue virtù. Come può la Regina del Cielo gra­dire gli atti di ossequio dei suoi figli, se il loro cuore non è in armonia con Dio... se s'intessono preghiere e peccati?

Si tenga dunque presente che la vera devozione alla Madonna consiste nel vi­vere in grazia di Dio e nello sforzo d'imi­tare le sue virtù.


[Brano tratto da "Vera devozione a Maria", di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Can. Carciotto Vic. Gen., Catania 13 maggio 1952].

sabato 12 aprile 2014

Genuflettersi dinanzi al Santissimo

Ho ricevuto una lettera di un sacerdote, il quale si ricorda con riconoscenza del suo Padre Spirituale ai tempi del seminario, che esortava i seminaristi alla devozione raccontando quel che accadde a un giovane, il quale si convertì alla fede cattolica per aver visto nella penombra di una Chiesa in cui era entrato per caso, la devota genuflessione di un sacerdote. Il Padre Spirituale esortava i seminaristi alla devozione dicendo che una genuflessione ben fatta poteva salvare un'anima.

Ma ancora oggi una genuflessione fatta bene edifica il cuore dei presenti. Qualche tempo fa su un quotidiano cattolico è stata pubblicata una “lettera al direttore” scritta da un prete. Era ormai sera, i negozi stavano abbassando le saracinesche e la gente si affrettava a tornare a casa. Il prete è entrato in una chiesa tenuta da dei religiosi e ha suonato il campanello per chiamare il confessore. Dopo poco ha sentito riecheggiare nel silenzio della chiesa i passi lenti e stanchi di un anziano frate che camminava nella penombra della navata illuminata dall’unico faro acceso sull’altare, quello del tabernacolo. A un certo punto i passi si sono fermati e, come un cavaliere antico, quell’anziano frate si è inginocchiato, a fatica, lentamente, davanti al Santissimo Sacramento prima di andare a confessare il prete, il quale è rimasto molto edificato nel vedere quel gesto di devozione.

Purtroppo, oggi molta gente non si inginocchia più quando passa davanti al tabernacolo e neppure al momento dell'Elevazione dell'Ostia. Bisognerebbe ricordarsi sempre che anche una genuflessione fatta con devozione può essere una forma di apostolato che può convertire un'anima.

martedì 8 aprile 2014

Un esorcismo raccontato da Don Giuseppe Tomaselli

Purtroppo non solo tra i miscredenti, ma persino tra alcuni cattolici praticanti si è diffusa l'erronea opinione secondo cui il demonio non esiste o se esiste non è pericoloso. Ho tratto dal libretto "Satana nel mondo" scritto dal celebre esorcista Don Giuseppe Tomaselli (1902 - 1989), il racconto di un esorcismo effettuato dall'autore stesso, nella speranza che qualche miscredente possa ricredersi. Il demonio odia molto la Madonna, la quale riesce a strappargli molte anime e a portarle a Gesù buono.

La serietà dello scritto è comprovata dalla fama di santità di Don Giuseppe Tomaselli oltre che dall'approvazione ecclesiastica.

Visto per la Società Salesiana
Catania, 18 - 4 - 68
Sac. Calogero Conti

IMPRIMATUR
S. Lucia del Mela 13 - 5 - 68
+ Francesco Tortora
Vescovo-Prelato



PRIMO INCONTRO

Un giorno, 18 maggio 1965, venne a trovarmi un uomo. Così mi parlò: - Sono stato indirizzato a lei dalle Suore di San Paolo della città. Sono molto sofferente. Sono stato in giro tanto tempo per avere sollievo; ma ormai sono stanco. Mi aiuti lei!

- Di che cosa si tratta?

- Ho disturbi diabolici. Prego, prego, prego sempre. L'unica mia forza è la preghiera.

- Che lavoro compie?

- Prima ero impiegato nell'Amministrazione Provinciale della mia città. A causa dei miei continui e forti disturbi, dovetti lasciare il lavoro.

- Vediamo se i suoi disturbi sono proprio diabolici, poichè potrebbero provenire dal sistema nervoso indebolito. Di salute come sta?

- Fisicamente sto bene. Sono stato da specialisti, ho avuto visite, mi hanno esaminato con i « Raggi X », mi hanno fatto analisi di tante specie ed è risultato sempre un organismo perfettamente sano.

- Quanti anni tiene?

- Trenta quattro.

- Ora dica: Come sono cominciati i suoi disturbi?

- Circa sette anni addietro all'improvviso cominciai a sentirmi male, in tutto il corpo, come oppresso da un peso. E poi ... dolore di viscere, dolore alle ossa, la gola serrata ... Mi abbattei e credevo di morire.

Dopo qualche tempo mi apparivano cose strane, ad esempio, un grosso serpente che mi attorcigliava e mi mordeva. Io tremante pregavo.

Spesso, di notte e di giorno, mi apparivano esseri mostruosi, in forma di demoni, e questo mi terrorizzava.

A letto talvolta sentivo tirarmi le coperte; nella mia camera apparivano luci e fiamme.

Per due anni non sapevo a chi confidare le mie pene. Pregavo e solo così avvertivo qualche sollievo. Quando mi decidevo a fare la Comunione, provavo un senso di disgusto; ma mi comunicavo lo stesso.

Siccome pregavo molto, durante la preghiera udivo vicino a me uno che bestemmiava contro Gesù Cristo e contro i Santi. Subito guardavo attorno e non vedevo alcuno.

Mi piacevano le letture sante. Comprai la Bibbia ed altri libri religiosi; ma il demonio, assalendomi, me li faceva strappare.

Poichè i disturbi non cessavano, ed anzi aumentavano, decisi farmi esorcizzare per cacciare il demonio.

Andai in diverse città d'Italia, anche in Francia, a Chalon ed a Lione, per farmi liberare da Sacerdoti capaci. Mi recai anche da Padre Pio, il quale mi disse: Io ti benedico e speriamo che durante il viaggio di ritorno a casa il demonio ti lasci per sempre. -

Invece tutto è continuato come prima. Spesso i demoni, in grandi schiere, mi circondano e mi fanno soffrire.

Avrei tante altre cose da dire, ma ne faccio a meno.

Mentre avveniva il primo incontro di quest'uomo con me, nel mio ufficio venne un Vescovo. Approfittai dell'occasione.

- Eccellenza, quest'uomo è indemoniato. Vorrebbe essere liberato; prega molto e spera.

- Ma è proprio indemoniato? - soggiunse il Vescovo.

- Eccellenza, ecco una prova! L'indemoniato davanti ad un oggetto sacro reagisce subito e questo è uno dei tanti segni dell'ossessione. Voglia osservare! - Appena l'uomo vide il Crocifisso che io tenevo in mano, il demonio si manifestò. L'ossesso indietreggiò, alterò la voce, il suo volto si fece strano e giù bestemmie contro Dio e la Madonna. Poi inveì contro il Vescovo con parole e con gesti triviali, quantunque Sua Eccellenza fosse un Pastore esemplare.


Impallidì il Vescovo e disse:

Tu, o demonio, sarai vinto dalla Madonna. Ti mostri forte con noi, ma la Madonna è più forte di te.

Dopo questa battuta il Vescovo disse a me e ad altri tre presenti: Veramente qui c'è il demonio! -

Allora tracciai un segno di Croce sulla fronte dell'ossesso ed all'istante fu lasciato libero; infatti ritornò normale, risollevato e baciò il Crocifisso con devozione.

Vista la situazione, dissi all'uomo: Lei ha bisogno degli Esorcismi solenni. Per riuscire nell'impresa, che non è facile, occorre tempo. Date le mie occupazioni, non intendo mettermi a fare gli Esorcismi. Si rivolga ad altro Sacerdote, che possa mettersi a sua disposizione. -

L'indemoniato dopo qualche tempo partì dalla mia città e ritornò al luogo natìo.

SECONDO INCONTRO

Trascorsero due anni.

Una domenica, mentre rincasavo sul mezzogiorno, un tale si avvicinò e mi baciò la mano. Era l'indemoniato. Gli dissi:

- E lei è in questa città?

- Siccome nella mia città sono conosciuto e sento vergogna, preferisco stare qui.

- Ed ora cosa fa?

- Cammino. Devo camminare per almeno cinque ore, anche sotto la pioggia e con il freddo. Il demonio che ho addosso vuole così.

- Ma ancora non si è liberato? - E chi mi libera? -

Ne ebbi compassione. - Beh, soggiunsi, per questa volta mi metterò io. Venga a trovarmi e così si daranno le botte al demonio. Intanto preghi!

- E si che prego! Prego continuamente, con la bocca o con la mente, per sei o sette ore al giorno, invocando il Sangue di Gesù Cristo! Povero me se non pregassi! Ripeto spesso: Satana, ti sgridi Dio! ... Il Sangue di Gesù Cristo ti abbatta! ... - E mi comunico ogni giorno.

- Dunque si faccia coraggio! Domani l'attenderò.

Vengono a trovarmi tanti. Mentre mi disponevo a fare le forti preghiere per l'indemoniato, giunsero alcune donne ed alcuni uomini, persone già messe a conoscenza del fatto.

Domandai all'indemoniato, che era piuttosto sereno: Lei permette che assistano costoro?

- Niente di male; purché non ci sia qualche fotografo.

- Stia tranquillo! Frattanto si disponga. Mentre lotterò con il demonio, lei preghi nella mente. -

Erano presenti un gruppetto di pie donne, un dottore, tre professori, due sottufficiali di Questura, alcuni padri di famiglia e qualche giovanotto.

Prima d'iniziare dissi:

Se qualcuno ha paura di assistere all'esorcismo, si allontani. Raccomando ciò specialmente alle donne. - Si allontanò solo una madre di famiglia.

Continuai: Non fatevi meraviglia se quest'uomo bestemmierà o dirà parolacce; non sarà lui, ma lo spirito maligno. Ed ora mettetevi in ginocchio. Recitiamo tutti l'atto di dolore. Umiliamoci profondamente davanti a Dio!

Mentre ci si disponeva a questo, il demonio cominciò a tormentare l'uomo. Subito iniziai la preghiera, dicendo solo nella mia mente:

« Signore, sono nulla al tuo cospetto e molto debole davanti alle potenze infernali. Per la dignità sacerdotale, di cui mi hai rivestito per la tua misericordia, per le preghiere dei presenti e per la tua vittoria su Satana, fa' che io possa dominare il maligno spirito e permetti che egli dica qualche cosa, che un giorno possa giovare alle anime ».

Quantunque avessi pregato mentalmente, il demonio conobbe il mio pensiero e frattanto mi guardava con occhi biechi.

L'ossesso improvvisamente contorse il collo a più riprese, agitava spasimante ora le braccia ed ora le gambe e bestemmiava contro il Signore e la Madonna.

Toccai con il dito le sue labbra e subito tacque.

Tenendo poi la mia mano sopra il suo capo, in segno di dominio come Ministro del Signore, gli dissi:

- Se Dio te lo permette, dimmi il tuo nome!

- Sono il principe degli angeli ribelli, Lucifero! -


Udito ciò, dissi ai presenti: Invochiamo allora l'Arcangelo San Michele, il vincitore di Satana.

- Michele, esclamò l'ossesso, ... lo conosco! ... Abbiamo lottato assieme e poi mi ha precipitato ed incatenato negli abissi infernali! -

Tre volte invocammo San Michele e ad ogni invocazione Satana fremeva sempre di più, tormentando il paziente.

Continuai: Che peccato hai fatto in Cielo?

- Tu lo sai! ... Mi ribellai a Dio... Del resto, leggi la Scrittura.

- Che Dio ti maledica, o Satana!

- Ma io sono già maledetto!

- Nel nome di Dio, ti comando di rispondere: Come mai tu, che in qualità di capo mandi in giro i demoni e ti servi di loro, questa volta sei venuto in costui tu personalmente?

- Non riescono, perchè lui prega troppo. Ma ora devo lasciarlo e ritornare nel pozzo infernale. Là aspetto voi! Ma quest'uomo andrà altrove. Vi aspetto con me nel fuoco! - Ed alterando la voce da far paura, soggiunse: Ma ... fuoco fuoco!

- Che differenza c'è tra il fuoco della terra e quello dell'inferno?

- Quello della terra è materiale; quello dell'inferno è di potenza divina. - Se si proponesse a te: Se farai la tale o tal'altra cosa, tu uscirai dall'inferno! - cosa saresti disposto a fare?

- Ipotesi inutile! La mia condanna è eterna.

- Nel nome di Dio, rispondi ancora! Le anime che stanno nell'inferno, per quali peccati vi sono cadute?

- Tu lo sai.

- Lo so; è per la disonestà. Ma in modo particolare?

- Per adulterio, per omicidio, per ateismo.

- Se Dio ti permette di parlare, rispondi su questo: Quando tu vai in giro per il mondo, cosa fai?

- Tento; lavoro nella mente umana. Spingo alla bestemmia, all'omicidio, all'odio, al furto, all'impurità e ad altri peccati. Rovino più anime che posso. Ma devo anche dire che in questo mio lavoro talvolta sono percosso dal Creatore e daglí Angeli. -

Pensando che le dichiarazioni di Satana, un giorno pubblicate, avrebbero potuto essere utili alle anime, continuai ad interrogarlo. Certamente il maligno rispondeva perché era obbligato a farlo.

- Che lavoro fai con quelli che si confessano?

- Dopo averli spinti al peccato, li accompagno sino al confessionale; li tento affinchè dicano bugie al Confessore. Però i buoni non mi danno ascolto.


- Presso i moribondi cosa fai?

- Sino all'ultimo dò l'assalto, nella speranza di vincere.

- Se venissero nel mondo coloro che sono nell'inferno, cosa direbbero ai viventi? -

A questo non rispose.

Credo che la risposta sia quella data da Gesù Cristo nella parabola del ricco Epulone: Se non ascoltano Mosè ed i Profeti, non crederanno nemmeno se uno risuscitasse dai morti. - (S. Luca - XVI - 31).

Il che significa: Se certi dannati si presentassero nel mondo e parlassero dell'inferno, i cattivi li piglierebbero per pazzi e non crederebbero lo stesso.

Frattanto tutti i presenti guardavano l'indemoniato. I loro volti erano pallidi e gli occhi sbarrati, meravigliati di ciò che vedevano ed udivano. Osservai che i più impressionati erano gli uomini. Esortai tutti ad intensificare la preghiera. Satana inferocì; faceva segni poco educati, gridando: Miserabili, non pregate! ... Bestemmiate! ... Andate piuttosto a divertirvi al cinema!... -

La rabbia satanica si riversò sull'ossesso. Questi provava forti attacchi dolorosi, ora al cuore, ora alla testa ed ora ad altre membra; compresi ciò perchè egli spasimante portava la mano sulle varie parti del corpo, indicando ove soffriva di più.

Appena poggiavo la mano sacerdotale sulla parte sofferente, all'istante cessava lo spasimo locale. Satana era sotto il dominio della potestà del Sacerdote.

Intanto facevo internamente atti di umiltà. Guai a me ed all'ossesso se io avessi fatto qualche atto di superbia! Avrei rese nulle le fatiche dell'esorcismo. Il maligno tentò assaltarmi dicendomi parole di lode. Per grazia di Dio compresi e respinsi l'assalto.

Vedendosi alle strette, il brutto spirito esclamò:

- Maledetto il momento in cui quest'uomo s'incontrò con te! ... Ti piglierei a schiaffi, come ho fatto con altri; ma non posso farlo! ... E voi, donnacce, che pregate, sappiate che io potrei torcervi il collo a tutte; ma non mi è permesso farlo! Voi pregate e con voi c'è la potenza divina!... Posso vendicarmi soltanto sopra questo uomo. Come tormentai Giobbe nel corpo, così tormento questo miserabile! Non posso toccare l'anima sua, ma il corpo sì; ed allora lo faccio soffrire, portandolo in giro sotto la pioggia, e lo spavento con orribili visioni! -

E qui bestemmie! Gli toccai le labbra e tacque.

- Se è volontà di Dio ed Egli te lo permette, rispondimi:

- Sei solo in quest'uomo?

- Con me ci sono tanti altri. Ho a disposizione una legione di combattenti, demoni a me soggetti. Andiamo in giro per la terra. Conosco tutti e conosco tutte le lingue ed i dialetti. Potrei parlare in tedesco, francese, inglese, spagnolo, portoghese ...

A queste parole pensai:

Se gli permetto di parlare in lingua estera, forse Dio non sarà contento, quasi io volessi appagare la mia curiosità, e tanto più che tra le norme degli Esorcisti c'è anche questa: Non si facciano domande di curiosità - Inoltre pensai: Questa potrebbe essere un'insidia diabolica, perchè, ascoltando lui con interesse, smetteremmo tutti di pregare. Per tal motivo non gli permisi di parlare.


Proseguii nelle mie domande:

- Quali luoghi della terra tu preferisci?

- Certamente gli abitati, perché là trovo le anime.

- Se hai altro da dire e Dio te lo permette, parla!

- Ho da dire questo: Devo lasciare quest'uomo e ritornare nel pozzo eterno, ove Michele mi ha incatenato.

- Vedi come Gesù trionfa sopra di te!

- Il Cristo morendo in Croce mi ha schiacciato!

- Anche Maria Santissima ti ha schiacciato il capo!

- Ah, questa Donna! ... Non dirò mai il nome di questa tale! -

I presenti ripetevano a coro: Viva Maria! ... Viva Maria! ... -

La faccia dell'uomo divenne così brutta, come mai l'avevo vista; dicevo tra me: Sembra proprio la faccia del diavolo!

- Ed ora, esclamai, va' via Satana! La Madonna deve cacciarti! -

Allora feci nella mia mente la seguente preghiera, invitando i presenti ad unirsi alla mia supplica:

« O Dio, per la bontà che hai avuta nel dare all'umanità la Vergine Santissima per Madre, per il suo Immacolato Concepimento, per la sua dignità di Madre di Dio, per la sua Assunzione al Cielo, per la sua potenza quale Regina degli Angeli e dei Santi, ti prego, libera quest'uomo! »

Sull'istante l'uomo esclamò: « Viva Maria! » -

Si alzò da sedere tranquillo e sorridente, dicendo: Sento di essere leggero! ... Sono a digiuno, ma ho tanta gioia da non sentire voglia di mangiare!


CHIARIFICAZIONI

- Ed ora, gli chiesi, mi chiarisca qualche cosa. Durante il colloquio che ho tenuto con Satana, lei cosa faceva?

- Pregavo nella mia mente, invocando il Sangue di Gesù Cristo.

- Vedeva me e queste persone presenti?

- Non vedevo nessuno di voi. Vedevo qui, alla mia sinistra, staccati da voi, centinaia e centinaia di demoni, brutti brutti. Davanti a me, qui, c'era Satana, grande, con le ali come un pipistrello; l'ho visto anche in forma di dragone, cioè, di grossissimo serpente, disteso qui, con la bocca orribile e talvolta mi mordeva.

- Ha sentito me, mentre parlavo con Lucifero?

- Ho sentito nulla.

- Eppure c'è stato un dibattito interessante!

- Ma io non so cosa abbia detto.

- Le spiego il fenomeno. In questa lotta con Satana lei era libero nella sua mente e poteva pregare. Il suo corpo invece era in potere di Satana, il quale si serviva della sua bocca per rispondere. Non era quindi lei che ragionava e parlava, ma era Lucifero in persona. Ormai che lei si è liberato, dopo quanto le è avvenuto, cosa potrebbe dire agli altri?

- Voglio esortare tutti ad invocare spesso il Sangue di Gesù Cristo, affinchè questo Divin Sangue purifichi l'anima nostra e ci liberi da ogni astuzia del demonio. Io ne ho provato la grande efficacia. Sono in pace con il Signore; lo prego e lo amo con tutto il cuore e spero essere fedele a Lui con grande riconoscenza per la liberazione ricevuta. -

C'è da ringraziare il Signore e la Madonna del buon esito dell'esorcismo.

COMMENTI

Naturalmente, tutto finito, i presenti all'esorcismo fecero i commenti.

Diceva un professore: Avrebbero dovuto essere presenti a quanto è avvenuto ora certi professori atei! - Un altro disse: Ma il demonio, che è intelligente, sapendo che quello che dice giova alle anime, perché l'ha detto?

- L'ha detto perché è stato costretto dalla volontà divina. -