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domenica 14 agosto 2016

Madonna Immacolata

Bernadetta aveva sentito un forte tuo­no e pensava trattarsi di prossimo tempo­rale. Si chinò per togliersi le scarpe e co­sì attraversare il piccolo torrente e ritor­nare a casa. Fu scossa da un altro tuono. Osservò intorno incuriosita e volse lo sguardo verso una grotta scavata nella roccia. Si accorse che il rosaio selvatico in fondo alla grotta era agitato come da un vento strano. Stava ammirando questa scena, quando vide la grotta illuminarsi e comparire una bellissima Signora. Era la Madonna!

Vestiva la Vergine un abito bianchis­simo; i fianchi erano cinti da una fascia azzurra; un velo bianco scendeva dalla te­sta lungo tutta la persona; dalla veste lun­ga fino a terra spuntavano i piedi scalzi, su ciascuno dei quali stava una rosa d'oro; dal braccio le pendeva la corona del San­to Rosario; le mani erano giunte, all'al­tezza del petto.

Bernadetta vide altre volte la Madon­na e pote ascoltare la sua voce materna. Oggi la Vergine Immacolata è rappre­sentata nei quadri e nelle statue sotto le sembianze in cui si mostrò a Bernadetta Soubirous. Sotto i piedi della Vergine si rappresenta anche il demonio in forma di serpente.

L'immagine dell'Immacolata contiene tutti i simboli della vera devozione ma­riana. La grotta dove apparve la Madonna è simbolo dell'umiltà. La Regina del Cielo avrebbe potuto ap­parire in una casa reale; ma siccome l'u­miltà le è tanto cara, preferì la grotta, co­me il suo Divin Figliuolo aveva scelto per nascere la grotta di Betlem. L'anima che vuole onorare la Madon­na, deve essere umile. Ūmilta significa riconoscere il proprio nulla e la propria miseria. Essere umili significa non cer­care la lode umana, fuggire le vanità del mondo ed accettare con pazienza le umí­liazioni.

L'Immacolata apparve in abito bian­chissimo. La veste candida rappresenta il candore della purezza. Non si può essere devoti di Maria, se non si pratica bene la virtù della purezza cristiana. Il velo bianco, che ricopriva tutto il corpo della Madonna, è simbolo della mo­destia. La virtù della modestia è la custo­dia della purezza.

La Vergine Santissima si mostrò con la fascia celeste ai fianchi. Questa fascia simboleggia lo spirito di mortificazione, che deve, animare i de­voti. Se non c'e il sacrificio e la peniten­za, non si può essere veri devoti di Maria.

Perché l'Immacolata aveva due rose sui piedi e non al petto oppure tra le ma­ni? Per indicare che l'amore di Dio e del prossimo deve essere fattivo. Bisogna muoversi ed operare per dimostrare a Dio il nostro amore. Non bastano i desideri e le parole, ci vogliono i fatti, cioè le ope­re buone.

Al braccio la Vergine teneva la corona del Rosario, per indicare ai suoi devoti quanto desideri essere onorata con tale re­cita. I Rosari che i fedeli sogliono recitare, non sono mai troppi. Si consideri inoltre la corona come la compagna indivisibile dell'anima amante di Maria.

La Madonna stava con le mani giunte, in atto di preghiera. E’ necessario pregare e pregare spesso. Durante l'orazione si stia composti, rac­colti e si pensi a quello che si dice. Quan­te preghiere vengono recitate male! Come possono giungere al trono di Dio?

Gli occhi dell'Immacolata erano rivol­ti al Cielo. L'anima devota di Maria, pur restando su questa terra, pensi spesso al Paradiso e viva distaccata dai piaceri della vita ter­rena. Il cuore sia fisso in Dio con i continui atti di amore. La nostra vera patria è il Cielo.

Una luce meravigliosa circondava l'Im­macolata. Il buon esempio è la vera luce che ri­schiara le anime. I devoti della Madonna siano di buon esempio a tutti, in casa e fuori. Chi dà buon esempio, agisce potentemente sugli altri e sprona alla pratica della virtù, an­che senza parlare.

L'Immacolata si raffigura con il serpen­te infernale sotto i piedi. Come la Madonna schiacciò il capo a Satana, così l'anima devota deve vincere sempre il demonio, resistendo alle sue tentazioni. Il demonio ha paura dei veri devoti di Maria, conoscendo quale forza possano at­tingere dal Cuore Immacolato della Ma­dre di Gesù.

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I fedeli contemplando l'immagine del­l'Immacolata, sappiano rispecchiarsi in così interessante modello e si sforzino di continuo d'imitare la Celeste Madre. Più si e simili a Maria, più si diventa cari a Lei. Dove e la Madre, là saranno i figli. La Madonna aspetta in Cielo i suoi figli ed attende ansiosa il giorno in cui potrà ve­derseli vicini.


[Brano tratto da "Vera devozione a Maria", di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Can. Carciotto Vic. Gen., Catania 13 maggio 1952].